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Haiti, elezioni presidenziali e contestazioni popolari

Sono iniziate giovedì scorso le contestazioni per le strade di Port-au- Prince, Haiti, a seguito delle pubblicazioni dei risultati elettorali delle presidenziali che hanno dato come vincitore il candidato Jovenel Moise, esponente del partito “Tèt Kalè” (PHTK) dell’ex presidente Martelly

HAITI, LA PRIMA TORNATA ELETTORALE – Il 20 novembre si è svolta la prima tornata elettorale per le presidenziali ad Haiti. Il calendario elettorale programmato per ottobre 2015 era stato modificato per molteplici ragioni, non da ultima la recente catastrofe naturale che ha colpito l’isola. I risultati preliminari sono stati pubblicati sul portale online CEP HAITI e hanno  visto una vittoria netta del candidato Jovenel Moise del partito PHTK con il 55,67% dei voti. Un risultato impressionante visti i 27 candidati che i sono presentati alle elezioni, ma è da tener presente che il tasso di partecipazione degli elettori si aggira attorno al 21- 23%. Rispetto a quanto si possa pensare, gli elettori nel sud del paese, devastato dal recente uragano, si son recati numerosi al seggio. Al secondo posto, troviamo Jude Celestin del partito LAPEH con il 19, 52% e al terzo posto Jean-Charles Moise di Pitit Dessalines con il 11,04%.

HAITI, IL PROFILO DEI CANDIDATI – Jovenel Moise appartiene allo stesso partito politico del presidente Martelly (il presidente eletto dopo il terremoto del 2010 per intenderci), che prende appunto il nome da quest’ultimo, “tèt kalè” infatti significa senza capelli nella lingua locale. Jovenel Moise  è un imprenditore, un uomo che si è fatto da sé per così dire, infatti deve il suo successo alle piantagioni di banane che possiede nel nord del paese e che esporta anche al mercato estero, cosa che gli è valsa il soprannome di “nèg bannan” (uomo delle banane).

fig. 1 – Dopo il terribile sisma del 2010 Haiti prova a ripartire molto lentamente 

Jude Celestine, è il direttore del National Centre of Equipment (CNE) ed esponente del partito LAPEH (Lega Alternativa per il Progresso e l’Emancipazione Haitiana) è noto come l’eterno secondo: infatti, non è la prima volta che si presenta alle elezioni, già in passato aveva sfidato Martelly arrivando sempre secondo. Era finito dietro Moise tredici mesi fa e aveva boicottato il secondo turno delle elezioni. Infine J.C. Moise candidato con il partito Pitit Dessalines da lui fondato, è un senatore della repubblica haitiana. Letteralmente il nome del partito significa “i figli di Dessalines”, uno dei leader della rivoluzione haitiana (1791- 1801) e fautore dell’indipendenza dell’isola e della sua prima costituzione nel 1804.

LE REAZIONI AL VOTO HAITIANO – La tensione è aumentata a seguito della pubblicazione dei risultati elettorali, soprattutto nei quartieri popolari della capitale come Belair, Tokyo, Martissant, Cité Soleil, Solino. Contestazioni vengono anche dagli elettori del partito Fanmi Lavalas, al quarto posto, il cui leader è l’ex presidente Jean-Claude Aristide, in carica dal 1991 al 2004, prima della rivolta nel paese.

Fig. 2 –  Manifestazioni popolari ad Haiti

Alcuni esponenti politici invitano alla calma, altri gridano al complotto elettorale o al colpo di stato. Una commissione d’inchiesta elettorale era già stata aperta a seguito del primo scrutinio  dell’ottobre 2015, motivo per cui il candidato J. Celestine non era andato al secondo turno. I risultati definitivi del primo turno saranno pubblicati il 29 dicembre. Si prevedono nuove tensioni del paese. Allora sarà chiaro se verrà indetto una seconda tornata elettorale, già prevista per il 29 Gennaio 2017, in caso di non raggiungimento della maggioranza da parte del candidato vincente.

Flavia Maurello

Un chicco in più

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, ha ammesso diretto coinvolgimento nella diffusione dell’epidemia di colera scoppiata ad Haiti nel settembre 2010. I corpi di pace nepalesi della missione ONU trasferiti per assistere alle operazioni post-terremoto, sono la fonte primaria di propagazione della malattia. Ban Ki Moon ha ufficialmente diretto le sue scuse alla popolazione haitiana per l’epidemia che ha causato la morte di 10,000 persone circa.

Foto di copertina di Confederación Sindical de las Américas Rilasciata su Flickr con licenza Attribution License

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