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Spazio a Donald Trump

AstroCaffèDonald Trump ha vinto a sorpresa le elezioni presidenziali statunitensi, battendo Hillary Clinton. Il settore spaziale USA è al bivio e la relativa strategia del Presidente eletto è ancora poco concreta

TRUMP E LO SPAZIO – In campagna elettorale, il Presidente eletto non sì è occupato quasi per niente della politica spaziale che avrebbe proposto in caso di vittoria. Stessa cosa aveva fatto Hillary Clinton. Entrambi hanno accennato ad alcune linee guida solo nelle ultime settimane che hanno preceduto la giornata elettorale del 9 novembre, ma di concreto c’era (e c’è) veramente poco. Eppure si avvicinano importanti scadenze per il settore spaziale statunitense, soprattutto nel campo dell’esplorazione. Sarà necessario decidere quali saranno gli obiettivi a breve-medio termine del duo razzo/veicolo SLS/Orion prima dell’ambito salto verso Marte da molti previsto per gli anni Trenta di questo secolo. Inoltre, ci sarà da regolamentare i rapporti con le emergenti aziende private, che sembrano sempre meno propense ad accontentarsi dell’orbita terrestre e a volersi spingere oltre (vedere il caso SpaceX). Sfide importanti, dalle quali dipenderà il mantenimento del vantaggio USA nello spazio e che hanno bisogno di una strategia concreta.

Fig. 1 – Il Presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump 

SPAZIO CIVILE – Nelle proposte di Trump per lo spazio c’è la ricostituzione del National Space Council (NSO), organo che sovrintende a tutte le attività spaziali del Paese e diretto dal Vice Presidente. Il NSO è stato soppresso durante l’amministrazione Obama. Per quanto concerne le priorità, il Presidente eletto dovrebbe favorire le missioni d’esplorazione a scapito di quelle di ricerca scientifica per il pianeta Terra (è noto come la pensa sui cambiamenti climatici). L’obiettivo sarebbe quello di restituire agli Stati Uniti la leadership in campo spaziale, spingendosi addirittura a prevedere una pianificazione che porti a un’esplorazione umana nel Sistema Solare entro la fine del secolo. Per prima cosa però, pare esserci un ritorno d’interesse per la Luna, la quale attualmente non fa parte dei progetti della NASA. Per l’orbita terrestre proseguirà il piano, iniziato da George Bush jr e sviluppato da Barack Obama, di una progressiva entrata delle aziende private per l’accesso/rifornimento alla ISS. In futuro esse potrebbero avere un maggiore ruolo sia nell’utilizzo sia nell’aggiunta di moduli alla stessa. Si è parlato anche di una strategia di coinvolgimento della Cina, sollevando un bando presente da decenni. Queste sono solo intenzioni. L’unica cosa concreta che traspare dal piano di Trump, è il fatto che il bilancio della NASA non sarà aumentato.

Fig. 2 – Lo SLS sarà più o meno così

SPAZIO MILITARE – Gli Stati Uniti percepiscono seriamente la minaccia delle capacità ASAT in via di sviluppo in Russia e Cina, volte a impedire l’utilizzo dei servizi satellitari in caso di conflitto. Il piano di Trump prevede di aumentare il budget della Difesa, investendo in satelliti miniaturizzati per aumentare la resilienza in caso di attacchi cyber o ASAT. Inoltre, la tecnologia per il volo ipersonico avrà un ruolo importante anche come ausilio al progetto di caccia di sesta generazione o, come ultimamente è stato ribattezzato, Penetrating Counter-Air. La Forza Armata chiave nella gestione del settore spaziale per la Difesa è l’Aeronautica Militare (United States Air Force – USAF), perciò le prime indicazioni si avranno con la nomina del relativo Segretario.

Fig. 3 – Anche la NASA ha partecipato alle ricerche per velivoli ipersonici

Emiliano Battisti

Un chicco in più

AstroCaffè aveva già fatto un’analisi preliminare delle politiche spaziali di Donald Trump e Hillary Clinton.

La vaghezza dei piani per lo spazio anche dopo l’incerta amministrazione Obama, testimoniano ancora che il settore continua a non far presa sull’elettorato generale.

Foto di copertina di Kevin M. Gill Rilasciata su Flickr con licenza Attribution-ShareAlike License

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