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Grexit scongiurata. E la crisi? (5)

In 3 sorsi – In un momento in cui l’Europa è in discussione sotto più aspetti, torna nell’agenda di settembre il terzo piano di aiuti alla Grecia. Alle pesanti sollecitazioni dell’Unione europea al rispetto dei patti e alle rassicurazioni di Atene, si aggiungono le considerazioni e i consigli del Fondo monetario internazionale. Intanto Alexis Tsipras può aggiungere nell’elenco degli “alleati” la Francia

1. QUANTE “ANIME” POSSIEDE L’EUROPA ? – Lo scorso 9 settembre si è svolto a Bratislava (Slovacchia) la riunione dell’Eurogruppo e quella, informale di 2 giorni, dello Economic and Financial Affairs Council (ECOFIN). Tra i vari temi si è discusso del terzo programma di aiuti alla Grecia. L’Eurogruppo è stato informato dal ministro greco delle Finanze, Euclid Tsakalotos, delle intenzioni di Atene di soddisfare velocemente i punti concordati nei mesi passati – le 15 “milestones. Queste includono le privatizzazioni, la riforma del settore energetico e della governance bancaria e l’istituzione dell’Agenzia delle entrate. Il raggiungimento di questi traguardi è una condizione necessaria per l’esborso di 2,8 miliardi di euro da parte dello European Stability Mechanism (ESM) porzione dei 10,3 miliardi stanziati lo scorso maggio.
Mentre i ministri economici si riunivano in Slovacchia – che assieme a Polonia, Rep. Ceca e Ungheria forma il Gruppo di Visegrad –, ad Atene il Premier Alexis Tsipras – come riporta anche il Financial Times – ha convocato contemporaneamente i governi socialisti degli Stati dell’Europa Mediterranea (EUMed)Cipro, Francia, Italia, Malta, Portogallo e Spagna –, in un vertice antiausterità dove sono spiccate l’importante presenza di François Hollande e la dura critica esterna della Germania – che ha attaccato la dichiarazione d’intenti finale probabilmente a causa delle vicende elettorali interne.

Fig. 1 – I leader riuniti al vertice EUMed, Atene, 9 settembre 2016

2. LE PREOCCUPAZIONI DELL’UE – Al termine dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem – presidente dell’Eurogruppo e del Consiglio dei governatori dell’ESM – ha evidenziato i ritardi di Atene nel completamento della prima revisione del programma. Ha quindi sollecitato l’accelerazione dell’attuazione dei punti già concordati lo scorso maggio, così da garantire l’avvio e il completamento tempestivo della seconda revisione – vista la costituzione di una rappresentanza ad hoc delle istituzione europee.
Alle dichiarazioni di Dijsselbloem si sono aggiunte quelle di Pierre Moscovici – commissario europeo per gli Affari economici e monetari –, il quale appoggiato in toto le sue posizioni. Nonostante la promessa di Tsakalotos di attuare le “milestones” entro il mese di settembre, Moscovici ha sottolineato la necessità di terminare in fretta la prima revisione, visto l’inizio della seconda fissato ad ottobre. Questo perché una seconda celere e fruttuosa revisione, che toccasse anche la riduzione del debito ellenico, potrebbe coinvolgere il Fondo monetario internazionale (FMI) entro la fine dell’anno. Ha infine concluso sostenendo che le decisioni dei mesi passati avrebbero scongiurato la Grexit, tuttavia il vero successo saranno solo la ripresa della crescita e dell’occupazione.

Fig. 2 – Il commissario Pierre Moscovici (il 1° a sinistra) e il presidente Jeroen Dijsselbloem (il 2°) in conferenza stampa durante l’ECOFIN informale, Bratislava, 9 settembre 2016

3. LE RACCOMANDAZIONI DEL FMI – Il 23 settembre il FMI ha espresso le sue posizioni sulla Grecia – ribadendo di fatto concetti già esposti nei mesi scorsi –, riconoscendo progressi significativi ma anche la scarsa crescita e rischi elevati. Ha sollecitato riforme nei settori chiave per rafforzare l’economia, per quindi svincolare Atene nel lungo periodo dalla necessità dell’aiuto dei suoi partner europei. Per quanto concerne la politica fiscale, la struttura del bilancio andrebbe rivista, con misure che favoriscano la crescita. Assieme a ciò è stata suggerita un’aspra lotta all’evasione. Per una ripresa del credito è stata raccomandata una rapida riduzione dei Non-performing loans (NPLs). È stata consigliata l’eliminazione delle restrizioni sui pagamenti e dei controlli sui capitali, assieme il rafforzamento della governance bancaria. Le riforme strutturali debbono essere accelerate, al fine di stimolare competitività e crescita. Infine anche con la piena attuazione di queste raccomandazioni, è considerato importante calibrare la riduzione del debito verso obiettivi credibili di bilancio e di crescita.

                                                                                                                                                                     Claudio Cherubini

Un chicco in più

L’Eurogruppo del 9 settembre non si è interessato solamente della Grecia. Sono state confrontate le varie spending review messe in atto dagli Stati e la loro efficacia sui bilanci; è stata stabilita la consegna dei documenti programmatici di bilancio degli Stati per il 2017 tra il 1° e il 15 ottobre; sono stati esaminati gli eccessivi disavanzi di Spagna e Portogallo.

Foto di copertina di Bankenverband – Bundesverband deutscher Banken Rilasciata su Flickr con licenza Attribution-NoDerivs License

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