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Verso Mosul

L’offensiva curdo-irachena su Mosul è in corso e i social media si sono riempiti di immagini, video e commenti sulla situazione.

Al di là dei singoli episodi raccontati più o meno da tutti i media che seguono la situazione, in questi primi giorni l’offensiva procede con costanza nonostante la resistenza delle forze ISIS su vari villaggi, dove i difensori usano spesso fumo ottenuto bruciando petrolio e pneumatici per cercare di ridurre la visiblità degli aerei. L’avanzata non sembra comunque messa in discussione e un generale iracheno ha confermato quanto noi stessi avevamo già preannunciato qualche giorno fa con un post su facebook: l’avanzata erso la città durerà relativamente poco (un paio di settimane probabilmente) mentre la vera battaglia per la liberazione del centro abitato di Mosul potrebbe durare anche due mesi o più.

Due fattori sono da notare: da un lato il contrattacco ISIS contro Kirkuk, nel tentativo di distogliere attenzione mediatica e, possibilmente, forze nemiche dall’attacco contro Mosul – nonostante i danni però l’entità dell’attacco, decisamente ridotta, non appare in grado di modificare la dinamica complessiva dell’offensiva.

Secondariamente ogni tempistica di resistenza dell’ISIS dipende da quanto i miliziani decideranno di restare nella città a combattere o cercheranno di fuggire verso la Siria. La Coalizione ha saggiamente deciso di lasciare aperta la porta perché in caso contrario il rischio è un nemico che, senza via di fuga, combatta fino all’ultimo mettendo ancora più a rischio la popolazione civile. Certo non mancano le critiche del regime di Assad e della Russia circa il fatto che così si favorisca il flusso dei combattenti verso la loro direzione, ma come abbiamo spiegato in passato per Manbij, fornire tale alternativa è fondamentale per ridurre, per quanto possibile, lo scontro dentro il centro abitato. Per ora ci sono solo rapporti di combattenti ISIS in fuga nascosti tra i profughi, in futuro sarà possibile, come per Manbij, che vengano concessi lasciapassare. Già ora prevediamo che qualche media griderà al “tradimento” o al “complotto” o perfino alla “collusione”, ma la realtà è più semplice: non mettere il nemico con le spalle al muro è una valida strategia per evitare spargimenti di sangue eccessivi.

Lorenzo Nannetti

Foto di copertina di Kurdishstruggle Rilasciata su Flickr con licenza Attribution License

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