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A Londra per discutere di infrastrutture e finanza in Africa

Si è conclusa nei giorni scorsi la seconda edizione londinese dell’Africa Trade and Infrastructure Finance Conference, una due giorni intensa per discutere di investimenti e mercati finanziari in territorio africano 

I PARTECIPANTI – Il 5 e 6 ottobre Londra ha ospitato la seconda edizione annuale dell’. Organizzata dalla Global Trade Review (GTR), gruppo editoriale inglese che si posiziona ai vertici mondiali dell’informazione specializzata su finanza ed import-export, la conferenza ha coinvolto i partecipanti in tavole rotonde e dibattiti  interattivi intervallati da sessioni di formazione dallo stampo didattico. Con quasi 300 delegati in rappresentanza di 155 aziende di 21 Paesi, l’evento ha costituto un importante momento di confronto tra diverse realtà della finanza; tra i partecipanti accreditati infatti si annoveravano colossi europei come Volvo e British Petroleum, internazionali come il Times Publications Group, banche di import-export (Exim banks) di numerosi Stati tra cui l’India al fianco di gruppi come Barclays e Santander ed infine enti istituzionali come la Camera dei Lord britannica. I 25 relatori a loro volta appartenevano a diverse categorie professionali nell’ambito della finanza.

Fig. 1 – L’insegna degli uffici di Absa Bank Ltd., sussidiaria del Barclays Africa Group Ltd., a  Johannesburg, Sudafrica. All’inizio dell’anno la South African Reserve Bank aveva detto che collaborerà con il gruppo Barclays per gestire le fluttuazioni del mercato e minimizzare il rischio di deprezzamento del rand. Ciò non ha impedito alla British bank di diminuire la sua quota d’investimento nel gruppo Barclays africano

LA CONFERENZA  Il primo giorno della conferenza si è aperto con un intervento dell’Onorevole Mark Simmonds, un membro del Foreign & Commonwealth Office, sull’importanza del commercio con l’Africa per il Regno Unito e la necessità di espanderlo, soprattutto alla luce della recente scelta di abbandonare l’Unione Europea. Un’opinione condivisa dal responsabile dell’organizzazione della conferenza di Global Trade Review, Jeff Ando, che ha sottolineato come l’Africa possa diventare uno dei principali mercati di esportazione per le aziende del Commonwealth in seguito alla Brexit. Preponderanti, nel corso della giornata, il tema della tecnologia all’interno del commercio in Africa, quello delle infrastrutture e delle esportazioni e per concludere un’analisi delle concessioni di credito e assicurative. Il secondo giorno l’attenzione si è spostata sulle potenzialità commerciali dell’agricoltura africana, con lo studio del caso della multinazionale britannica Plexus Cotton e della sua strategia di espansione nel mercato africano, e l’intervento di esperti di GTR. La conferenza si è conclusa in mattinata con un altro studio pratico dei vantaggi del commercio con gli Stati dell’Africa francofona.

Fig. 2 – Esperti della Bats Europe, la filiale europea della Bats Global Markets Inc, analizzano l’effetto della Brexit sui mercati europei e internazionali. Molti colossi saranno incoraggiati a spostarsi fuori dal Regno Unito per aggirare gli effetti deleteri che questa manovra politica potrebbe avere sul mercato britannico 

LE CONCLUSIONI  Gli spunti emersi dai due giorni di incontri sono stati molteplici, ed hanno evidenziato i punti di forza e debolezza delle varie ragioni africane. Gli investimenti in infrastrutture continuano ad essere forti e si prospetta una loro crescita nei prossimi anni, nonostante una diffusa percezione degli investimenti nel continente come intrinsecamente difficoltosi; percezione questa è che parzialmente giustificata dal riconoscimento da parte dei partecipanti alla conferenza di un sistema finanziario che necessita maggiore semplicità, rapidità ed efficacia rispetto alle strutture attuali. Ad attirare i finanziamenti dall’estero sono soprattutto le buone performance degli Stati in specifici settori, come in Ghana, capace di dimezzare il proprio deficit di bilancio nel triennio 2014-2016, oppure in Africa Orientale, dove il PIL è cresciuto durante l’anno passato con una media regionale dell’8% con un inflazione stabilmente bassa; Mozambico, Camerun e Guinea sono infine gli Stati dove i partecipanti alla conferenza hanno identificato la miglior chiarezza nella catena decisionale, altro fattore ritenuto molto importante per far sì che gli investimenti abbiano successo.

Andrea Rocco

Un chicco in più

Altri importanti eventi di discussione e analisi sul futuro degli investimenti in Africa sono il Grow Africa Investment Forum, la cui ultima edizione si è tenuta nel maggio scorso a Kigali in Rwanda e la Tanzinvest Conference che si terrà il prossimo 16 e 17 novembre a Dar Es Saalam in Tanzania, con il patrocinio governativo. 

Foto di copertina di GovernmentZA Rilasciata su Flickr con licenza Attribution-NoDerivs License

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