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Usa, ultimo dibattito: temi concreti e donne protagoniste

Caffè AmericanoTerzo e ultimo dibattito prima delle elezioni presidenziali alla University of Nevada, Las Vegas. I polls acclamano per la terza volta la vittoria della Clinton, ma adesso comincia la parte più difficile per i due candidati: convincere gli indecisi e accumulare i voti necessari per entrare nello Studio Ovale.

IL DIBATTITO – Questa volta lo scontro tra i due candidati è stato definito come il “best behaved”, ovvero come quello in cui i candidati hanno usato toni più pacati rispetto al passato, concentrandosi su temi concreti: dall’Isis alle tasse, dalla social security all’immigrazione. Le accuse sui recenti scandali da entrambi gli avversari, però, non sono mancate. Sembra che il popolo statunitense abbia accolto la fine dei dibattiti con sollievo, in un momento della campagna elettorale dove, ormai, il risultato sembra chiaro. La tv Usa ha definito il termine degli scontri tra i candidati paragonandoli alla situazione in cui i genitori finiscono finalmente di litigare e divorziano, andando ognuno per la propria strada. Si, perché questa campagna elettorale è stata estenuante sia per i candidati, ma anche per gli elettori, costretti a scegliere dopo cambiamenti di visione, colpi di scena, scandali e gaffe.

Fig.1 – Hillary Clinton e Donald Trump si scontrano nel terzo dibattito presidenziale.

LA VITTORIA DELLA CLINTON – La Clinton ha vinto di nuovo e il suo successo alle presidenziali si fa sempre più probabile. Sembra presto per dirlo, ma se andiamo oltre ai polls – che non sempre vedono Hillary in vantaggio – e guardiamo ­show televisivi, interviste, e leggiamo articoli di giornale, sembra che il popolo statunitense abbia già fatto la sua scelta. Hillary nel terzo dibattito avrebbe solo dovuto continuare a fare quello che fa da settimane: restare in un angolo e vedere Trump autodistruggersi. A Las Vegas, però, la Clinton è stata più combattiva rispetto allo scorso dibattito, forse perché vede lo Studio Ovale più da vicino e non vuole farselo scappare. La ex First Lady ha cercato di innervosire Trump, facendo in modo che perdesse le staffe e si mettesse nei guai da solo, balbettando, rispondendo uscendo fuori dal contesto e insultando Hillary –  arrivando a definirla in diretta mondiale una “nasty woman” – mostrando la sua stanchezza e la sua insicurezza. Al contrario, la Clinton, non gli ha dato tregua e ha trovato le energie anche per rispondere alle domande in maniera concreta, la maggior parte delle volte.

LE DONNE PROTAGONISTE – Dopo le accuse a Trump di molestie sessuali e di affermazioni misogine, è ovvio che saranno le donne ad avere l’ultima parola l’8 novembre. E Hillary questo lo sa, come lo sapeva il moderatore del dibattito, Chris Wallace, di Fox News, il quale ha cercato di far intraprendere ai due candidati una discussione sull’aborto, un argomento controverso durante la campagna elettorale. La posizione di Trump non è mai stata cristallina, ma durante il dibattito il magnate si è proclamato pro-life, ovvero anti-aborto, in opposizione alla visione pro-choice di Hillary. La ex Segretario di Stato ha spiegato come, dal suo punto di vista, il governo non dovrebbe entrare in una fase così personale della vita di una donna, persino nel caso in cui si trattasse di un aborto al terzo trimestre, raccontando la storia di persone che hanno dovuto intraprendere questa difficile scelta. Così dicendo, Hillary ha cercato di simpatizzare con le donne, le vere protagoniste dell’ultimo mese di campagna elettorale. La Clinton non poteva allontanarsi più di così dai repubblicani, dalle affermazioni iniziali della sua campagna elettorale e dal suo partito, che favorisce l’aborto ma in maniera più limitata rispetto alla visione dei Hillary espressa durante il dibattito. Una dichiarazione di emancipazione femminile di cui siamo testimoni non tanto perché la Clinton ne sia fortemente convinta, ma perché Hillary necessita il voto anche di quelle donne che hanno bisogno di una sferzata positiva ai diritti civili nel momento in cui si trovano in una situazione medica e personale difficile e delicata, in cui, a detta della candidata, lo Stato non deve intervenire.

Fig. 2 – Una supporter di Hillary durante la Democratic Party Convention.

GLI ERRORI DI TRUMP – Una dichiarazione di Trump, in particolare, ha fatto molto discutere: quella di non voler accettare il risultato delle elezioni. La sua dichiarazione, controversa e opposta ai valori democratici di cui gli Stati Uniti sono così orgogliosi, non ha fatto alto che indispettire gli elettori, insieme al tema, ormai sempre presente, della Russia. Trump, infatti, ha espresso il desiderio di una lunga amicizia tra Usa e Russia, perché è da loro che, a sua detta, gli statunitensi devono imparare: Washington, infatti, spende e spande per avere il controllo del Medioriente, ma alla fine è Putin quello che davvero ci è riuscito. Ora, siamo d’accordo che la Russia non ha il controllo del Medio Oriente, fin lì non ci sono dubbi. Ma a parte questo, la mossa sbagliata è stata quella di lodare la Russia, dopo le accuse degli elettori di non voler mettere gli Usa al primo posto, rafforzando le voci che vogliono Trump amico di Putin. Sembra quindi che la corsa alla Casa Bianca sia giunta al termine, ma sembra anche che Trump non taglierà il traguardo.

Giulia Mizzon

Un chicco in più

Durante il dibattito, sui social molti elettori hanno simpatizzato con Hillary dopo gli insulti di Trump. Twitter in particolare è stata la casa di frasi come: “Be the nasty woman you’d like to see in the world” e “I’m a nasty woman and proud of it“, sottolineando come il supporto alla Clinton non abbia fatto altro che intensificarsi. 

Foto di copertina di quinn.anya Rilasciata su Flickr con licenza Attribution-ShareAlike License

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