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Religion and Politics, religione nella sfera pubblica per l’unione e la conoscenza

Le recensioni del Caffè – I recenti eventi internazionali e l’instabilità politica e sociale, interrogano il mondo sulla convivenza tra culture diverse. È compito della Religione fornire alla società civile e ai giovani soprattutto delle spiegazioni ed alternative rassicuranti

IL LIBRO, RELIGION AND POLITICS – Il testo Religion and Politics, che attraverso un racconto dinamico e sempre più aperto all’aspetto internazionale fornisce un’analisi sul ruolo della religione nella sfera pubblica e il suo rapporto con il potere politico, dal punto di vista del dialogo religioso e delle relazioni internazionali. Presentato in occasione del Festival della Crescita, Religion and Politics spazia dalla società alla geografia, all’andamento delle principali dinamiche macroeconomiche. Il suo intento aggregativo è stato messo in risalto dall’autore, Mons. Sangalli, e dal Dott. Abdellah Redouane, Segretario generale Centro islamico culturale d’Italia della Grande Moschea di Roma.

RELIGIONE E POLITICA – L’autore spiega come la religione può (e deve) avere un ruolo etico per moralizzare la politica e l’economia e dare delle risposte alle pressanti sfide di una sempre più liberale, moderna, pluralistica e democratica società globale. Il libro, attraverso cinque qualificati esperti, si interroga sul ruolo che la religione deve avere nella sfera pubblica del nostro mondo contemporaneo. Le crisi in Siria e in Iraq rispecchiano una situazione di instabilità generalizzata, in cui il dialogo interreligioso può aiutare le società a trovare delle risposte. La religione è concepita come rimedio alla scarsa comprensione dell’altro, come collante tra culture e mondi che, altrimenti, rischiano di non parlarsi. Una visione alta, ecumenica, un messaggio anche politico ripreso poi dal dottor Redouane, che ricorda come Papa Francesco si sia spesso dimostrato aperto e capace di dialogare con altre religioni e con la politica stessa.

Fig 1 – Papa Francesco arriva da Cuba per visitare Washington D.C. New York e Philadelphia nel Settembre 2015

Si tratta quindi di una “vecchia idea” nuovamente emergente che usa, ed insegna, l’apertura religiosa e il dialogo sociale e interreligioso, strumenti fondamentali per le future generazioni. Questo processo necessita però di un radicale cambiamento culturale, del quale la religione deve farsi carico. Nonostante i progressi dell’umanità in campo sociale e politico, come la Dichiarazione dei Diritti Umani dimostra, la religione ha il compito di migliorarsi e stare al passo coi cambiamenti. In un mondo che cambia velocemente, sempre più liberale, attento all’economia e alle relazioni tra stati, la religione ha il compito di reinserirsi nella società attuale, trovando le parole giuste per affrontare le grandi sfide del presente e fornendo un dialogo interreligioso che possa attenuare i conflitti e favorire la pace nel mondo. Le relazioni internazionali, d’altra parte, incoraggiano un ritorno delle organizzazioni religiose nel sistema delle relazioni internazionali come promotrici di un “bene pubblico” e di uno sviluppo umano onnicomprensivo, capace di abbracciare non solo i Cattolici, ma tutti coloro che combattono quotidianamente le difficoltà dell’umanità. E’ evidente, nella visione del Dott. Redouane, che l’Islam sia riuscito a riportare Dio al centro della società e che dunque i Musulmani abbiano il merito di aver richiamato gli occidentali, in particolare gli europei, a interrogarsi sulla propria identità. Le democrazie e le relazioni internazionali sono in difficoltà, paralizzate dalla paura, incapaci di offrire soluzioni adeguate. Se dunque la polìtics non vive il suo momento migliore, il testo incoraggia un ritorno della religione (e alle religioni) capaci di dare un sostegno, una forza interiore, spirituale alle persone e di formarle, educarle ad un futuro migliore. Se la religione ricoprirà sempre di più questa posizione nella società civile e nella sfera pubblica, porterà un contributo fondamentale a sanare tensioni sociali, fornire una sicurezza interiore e accettare le diversità come fonte di conoscenza, migliorando infine la salute e il futuro delle relazioni internazionali.

SE CATTOLICESIMO E ISLAM SI INCONTRANO  A SCUOLA – La Sinderesi, secondo Mons. Sangalli, è uno dei luoghi dove si pratica l’incontro tra dialogo religioso ed educativo, e che vede coinvolti società civile e religioni in un progetto innovativo. Nasce così Scuola Sinderesi, il risultato di un condiviso e intenso dibattito che guarda alla necessità di insegnare un’etica pubblica agli studenti e coinvolgerli in uno studio approfondito delle religioni e il mondo delle relazioni internazionali. La scuola, con più di 300 studenti, è un luogo in cui si impara, si studia il dialogo tra religioni. In questo contesto, la Scuola Sinderesi è un ottimo esempio che insegna come le differenze religiose siano un bene dal quale farne un motivo di incontro e non di scontro. Il valore aggiunto è l’incontro tra le religioni e il dialogo costruttivo tra esse. L’obiettivo è fornire un orientamento alle persone e che da ciò possa nascere più consapevolezza nella coscienza di ciascuno di noi. E’ fondamentale quindi che la religione e luoghi come la Scuola Sinderesi diano un segnale forte da seguire e da emulare, per il quale le persone possano essere educate al dialogo costruttivo e pacifico. Nella Scuola si insegna, non solo alla partecipazione e scambio culturale religioso, ma anche rimettere al centro della società lo scambio di conoscenze e insegnare che l’unica strada percorribile per il futuro sia promuovere l’incontro, educando all’apertura e conoscenza dell’altro. Questo dunque è il messaggio finale che Mons. Sangalli vuole trasmettere: il futuro sarà o un grande scontro, non solo religioso, o un grande incontro. Ciascuno di noi è chiamato a far la propria parte, nel quotidiano, costruendo un futuro globalizzato e inclusivo da promotori-attori decisivi, o il futuro delle relazioni internazionali saranno molto probabilmente un luogo di muri e di indifferenze che sono il preannuncio della separazione, della lotta e dello scontro.

Fig 2 – Leader religiosi si incontrano ad Assisi per celebrare i trent’anni della Giornata Mondiale di Preghiera

IL NUOVO RAPPORTO TRA STATO E RELIGIONE NEL MONDO CONTEMPORANEO – L’approccio moderno che le democrazie europee hanno verso il ritorno della religione nella sfera pubblica viene accolto positivamente dalla Chiesa. Sebbene le moderne società europee siano sempre più caratterizzate dal pluralismo e laicismo, esistono almeno due modelli di collaborazione istituzionale tra Politica e Religione. Ad esempio, il tipico approccio Europeo, è caratterizzato da un riconoscimento istituzionale delle chiese e delle comunità religiose e la loro mutua cooperazione per un “bene comune”. La volontà della Chiesa di riaffermarsi nella sfera pubblica, nasce da un desiderio di accettare una pluralità religiosa e pacifica coesistenza nella moderna società laica. Altro grande tema di attualità è il rapporto dell’Islam nei paesi Islamici e in quelli Europei. Se negli ultimi anni l’Islam sta attraversando un percorso evolutivo, è utile andare a vedere come si riconfigura il rapporto tra esso stesso e la politica. La grande sfida dell’Islam, la cui religione vive una crisi di identità che può portare alla rinascita, utile a tutta l’umanità, o alla marginalizzazione di essa, è trovare la ricetta giusta, in sintonia con la propria cultura tradizionale, per convivere con le moderne democrazie di oggi e insieme, con il classico pensiero politico che caratterizza l’occidente. Esempi di religioni perfettamente integrate nelle democrazie possono essere trovate nel Buddismo, il quale si è diffuso in altre democrazie oltre all’India e ha contribuito positivamente a influenzare lo sviluppo politico e democratico di quei paesi. In conclusione, il libro riporta all’attenzione il ruolo della religione come portavoce dei diritti umani nell’agenda globale attuale, favorendo un contesto di dialogo interreligioso capace di trasformare conflitti e discriminazioni in pace e libertà e conoscenza reciproca. Per far questo, la religione deve essere capace di ritornare ad essere protagonista dalla sfera pubblica e giungere all’anima delle nuove generazioni, desiderose di ricevere nuove ragionevoli risposte alle domande essenziali che riguardano il ruolo pubblico della religione nella società contemporanea e allo sviluppo politico, sociale e pacifico dell’umanità.

Riccardo Bifari

Un chiccio in più

Per chi volesse saperne di più, sul progetto Sinderesi e sul testo qui recensito, inviatiamo a visitare  l’apposito link  

 

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