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Spazio alle Convention

AstroCaffè Ci avviciniamo all’elezione del prossimo Presidente degli Stati Uniti che dovrà mettere mano anche al dossier spaziale. In campagna elettorale finora se ne è parlato poco. Alle Convention un po’ di più.

EILEEN COLLINS A CLEVELAND – La sua apparizione alla Republican National Convention può sembrare in contrasto con alcuni aggettivi che sono stati attribuiti a Donald Trunp, primo tra tutti “misogino”. Eppure Eileen Collins ha scelto questo palcoscenico per fare un discorso sul futuro della politica spaziale made in USA.  Prima donna pilota e comandante dello Space Shuttle, con quattro missioni all’attivo di cui due sull’ambito “sedile di sinistra”, ha avuto parole molto critiche nei confronti dell’Amministrazione Obama e delle relative scelte per lo spazio. Davanti alla platea, ha anche dichiarato che gli Stati Uniti devono essere first again nell’esplorazione umana e robotica del cosmo. Anche se non ha mai nominato Trump direttamente, l’espressione, motto della sua campagna elettorale, è un chiaro endorsement. La data del discorso non è stata scelta a caso: 20 luglio, l’anniversario del primo allunaggio. L’evento è stato ricordato come culmine dello sforzo dell’intero Paese nel perseguire la visione politica del Presidente Kennedy. Già nel 2010, la Collins fu tra gli astronauti che si schierarono nettamente contro la cancellazione del programma Constellation (per il ritorno sulla Luna) da parte di Obama. «Nel 2011 il programma Space Shuttle è terminato. L’ultima volta che gli Stati Uniti hanno lanciato i nostri astronauti dal nostro territorio è stato più di cinque anni fa. Dobbiamo fare meglio di così». Così poi ha aggiunto: «Le nazioni che guidano alla frontiera guidano il mondo. Abbiamo bisogno di nuovo di una leadership con una visione, abbiamo bisogno di una leadership che faccia diventare il programma spaziale statunitense di nuovo il primo e abbiamo bisogno di una leadership che renda l’America di nuovo prima».

Fig. 1 – Eileen Collins parla alla Republican National Convention

MARK KELLY A PHILADELPHIA – La notizia che Mark Kelly, ex astronauta con quattro voli all’attivo di cui due come comandante, avrebbe parlato alla Democratic National Convention ha fatto pensare all’inizio a una “risposta spaziale” dei democratici alle critiche della Collins. Il discorso invece è stato incentrato su tutt’altro. Kelly è il marito della deputata Gabrielle Giffords che rimase gravemente ferita alla testa da un colpo di pistola sparatole durante un comizio in Arizona. L’ex comandante ha lasciato la carriera spaziale per assistere la moglie nel lento, ma riuscito recupero dedicandosi contemporaneamente alla battaglia politica in favore di un maggiore controllo sulla vendita di armi individuali negli Stati Uniti. Alla Convention democratica, Kelly ha parlato prima della moglie proprio per introdurre questo tema. La sua esperienza spaziale gli è servita solo come sfondo.

Fig. 2 – Mark Kelly e la moglie Gabrielle Giffords alla Democratic National Convention

POLITICA SPAZIALE AL BIVIO – La campagna elettorale per le primarie non ha praticamente toccato il tema spazio se non di sfuggita. Eppure il biennio 2016-2017 sarà un bivio per la politica spaziale statunitense con diverse scadenze importanti. I due maggiori programmi per il ritorno nello spazio di astronauti statunitensi a bordo di veicoli made in USA sono arrivati ormai nella fase critica dove adeguati finanziamenti sono cruciali per il loro proseguimento. Si parla, in sostanza, del Commercial Crew Program che vede protagoniste Boeing e SpaceX nello sviluppo di capsule spaziali per il trasporto di uomini e donne da e verso la ISS, del veicolo Orion della NASA per l’esplorazione spaziale con equipaggio e del relativo vettore pesante Space Launch System. Inoltre, sono allo studio sonde per l’esplorazione di Marte e del satellite di Giove, Europa, molto promettente per quanto concerne la ricerca di forme semplici di vita extraterrestre e stanziare i fondi per proseguire la vita utile della ISS fino al 2024. In sostanza, il prossimo Presidente, che sia Hillary Clinton o Donald Trump dovrà fare scelte non rinviabili che potrebbero cambiare il volto del settore spaziale non solo domestico, ma anche internazionale. Staremo a vedere se il tema sarà trattato in questa seconda fase della campagna elettorale o se lo spazio sarà relegato di nuovo tra le politiche non prioritarie. Se gli Stati Uniti abdicassero al loro ruolo di guida nell’esplorazione spaziale sarebbe un danno per tutti. Un leader che si ritira però va sostituito e i pretendenti al trono, per quanto ancora con un po’ di strada da fare, ci sono.

Fig. 3 – Il test a terra del razzo ausiliario a propellente solido che equipaggerà il vettore SLS della NASA

Emiliano Battisti

Un chicco in più

Potete vedere il discorso di Eileen Collins qui.
Potete vedere il discorso di Mark Kelly qui.

Curiosità

  • Eileen Collins ha comandato la missione STS-114, la prima dopo il disastro dello Shuttle Columbia del 2003.
  • L’ultima missione di Mark Kelly è stata la STS-134 con a bordo l’astronauta italiano Roberto Vittori che incontrò in orbita sulla ISS il collega Paolo Nespoli. Durante la permanenza sulla Stazione gli equipaggi di quest’ultima e dello Shuttle Endeavour furono contattati, per la prima volta nella storia, da Papa Benedetto XVI.
  • Mark Kelly è il fratello gemello dell’astronauta Scott Kelly che ha da poco trascorso un anno intero sulla ISS

Foto di copertina di npicturesk pubblicata con licenza Attribution-NonCommercial-ShareAlike License

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