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Nicaragua, il mega progetto di un canale cinese

In 3 sorsi Il Nicaragua ha annunciato il piano di realizzare, grazie ad una compagnia cinese, un grande canale interoceanico. Debolezze economiche e rivalità geopolitiche tuttavia minacciano il progetto

1. NICARAGUA, UN PROGETTO ANTICO – Il piano di creare di un canale attraverso il Nicaragua per collegare i due oceani Atlantico e Pacifico è molto antico, e risale già al tempo dei dominatori spagnoli. Rispetto ad altri punti magari più stretti, come l’Istmo di Panama o l’Istmo di Tehuantepec in Messico, infatti, il Nicaragua presenta il vantaggio di avere al suo interno un vasto bacino idrico, il Lago Nicaragua, che renderebbe i lavori molto più rapidi e semplici. L’idea piaceva soprattutto agli Stati Uniti, che avevano buoni rapporti con il governo del Nicaragua. Nonostante questo vantaggio, i lavori per lo scavo del canale non sono mai partiti, soprattutto a causa dell’instabile situazione politica del Paese, soggetta a continui colpi di Stato, ed all’elevato rischio di eruzioni vulcaniche e terremoti. L’interesse statunitense sparì definitivamente nel 1902, quando l’eruzione del vulcano Monte Pelée sull’isola di Martinica, che uccise più di 30.000 persone, fece spostare l’attenzione del Congresso verso Paesi meno problematici. Gli USA così decisero di riprendere il progetto francese di tagliare l’Istmo di Panama, e negoziarono un accordo con la Colombia, di cui allora Panama faceva parte. In seguito alle resistenze di Bogotà, gli Stati Uniti sfruttarono lo scoppio dell’ennesima guerra civile nel Paese per appoggiare il movimento separatista locale e consegnare l’indipendenza a Panama. Il nuovo governo, presieduto da Amador Guerrero, fu rapido a concedere agli USA l’autorizzazione per procedere con i lavori ed i diritti per sfruttare l’area per cent’anni. Anche dopo il completamento del Canale di Panama, terminato nel 1914, il progetto di un canale attraverso il Nicaragua non venne del tutto abbandonata, e continuò a riaffiorare negli anni.
Il grande cambiamento avvenne nel 2012, quando il Governo del Nicaragua, presieduto da Daniel Ortega, annunciò al mondo di aver firmato un accordo con la compagnia privata cinese Hong Kong Nicaragua Canal Development Groupguidata dal miliardario Wang Jing per costruire un canale transoceanico attraverso il Paese. Il canale dovrebbe partire da Brito, sull’Oceano Pacifico, congiungersi al Lago Nicaragua, e poi attraversare il Paese fino a Punta Gorda, situata sul Mar dei Caraibi.

Fig.1 – Il Presidente del Nicaragua Daniel Ortega e l’imprenditore cinese Wang Jing

2. REAZIONI INTERNE – La notizia del nuovo canale è stata accolta in patria con reazioni miste. Il Presidente Ortega è il principale sostenitore del progetto, nel quale vede soprattutto un modo per rafforzare il proprio potere. Il Nicaragua infatti è uno dei Paesi più poveri dell’America latina ed il suo Presidente, in carica dal 1985 al 1990 e poi ancora dal 2006 ad oggi, ha fatto larghissimo uso di aiuti internazionali per soddisfare i suoi obblighi di finanziamento del debito interno ed esterno. Durante il Governo di Ortega il Nicaragua è diventato uno stretto alleato del Venezuela, il quale a sua volta è divenuto il principale erogatore di aiuti del Paese mesoamericano attraverso le organizzazioni di ALBA e Petrocaribe. Negli ultimi anni però, il crollo del prezzo del petrolio ha imposto a Caracas di ridurre enormemente gli aiuti economici ed energetici, costringendo Ortega a trovare nuovi sponsor per il proprio Governo, tra cui la Russia, che ha importanti investimenti militari nel Paese, e soprattutto la Cinache negli ultimi anni è stata molto attiva nella ricerca di opportunità di investimento e sviluppo nell’America latina
Al contrario del loro Presidente, decine di migliaia di nicaraguensi, soprattutto contadini, sono scesi in piazza più volte per protestare contro il progetto, che secondo loro causerà numerosi espropri di terre ed avrà effetti deleteri sulla flora e sulla fauna del Paese. Molti dei manifestanti si sono inoltre scagliati sia contro i cinesi sia contro il Governo di Ortega, accusato di svendere il proprio Paese a Pechino.

Fig.2 – Proteste contro il canale

REAZIONI INTERNAZIONALI – La comunità internazionale ha reagito al progetto del Nicaragua esprimendo forti timori sull’opera, soprattutto da un punto di vista economico. Nel mese di giugno 2016, infatti, sono partiti i lavori per raddoppiare il Canale di Panama, progetto in cui è coinvolta anche l’Italia, in modo da permettere il passaggio anche alle super portacontainers, di fatto rendendo inutile il progetto rivale. Inoltre, il Nicaragua è privo di porti oceanici sui punti di inizio e termine del canale e dovrebbe costruirli da zero, facendo così lievitare i costi ed il tempo necessari per realizzare il progetto.
Anche gli Stati Uniti hanno espresso le loro perplessità sul progetto, soprattutto a causa del ruolo da protagonista della Cina. Infatti, anche se la HKND Group è una compagnia privata, ben pochi credono che una singola azienda si getti in un progetto così costoso e complesso senza avere il sostegno finanziario e politico del Governo cinese. Gli USA temono che il canale sia parte della strategia che ha visto negli ultimi anni la Cina espandersi fortemente nel mercato sudamericano, sia a livello di investimenti industriali ed agricoli (soprattutto nel campo del fenomeno del land-grabbing) sia di scambi commerciali. Il nuovo canale sarebbe soggetto ad una forte influenza da parte di Pechino in contrapposizione a quello di Panama, dove gli USA conservano ancora una notevole dose di potere, e potrebbe anche essere utilizzato in un ipotetico futuro in cui le tensioni tra Pechino e Washington portino questi ultimi ad interdire Panama alle navi cinesi.

Fig.3 – Il Canale di Panama

Nonostante i proclami, ad oggi il progetto è rimasto bloccato alla fase di analisi ed i lavori non sono ancora iniziati. Nel mese di giugno, la compagnia HKND Group ha annunciato che comincerà nei prossimi mesi la costruzione di un porto temporaneo sulla costa pacifica, in vista di dar inizio ai trafori per il canale, che dovrebbero iniziare alla fine del 2016. Nonostante ciò, l’incapacità da parte del Governo del Nicaragua di fornire certezze sull’adeguata copertura finanziaria dei costi del canale e le difficoltà economiche sofferte da Wang Jing a causa delle recenti turbolenze finanziarie cinesi hanno portato molti a dubitare seriamente della possibilità di costruire il canale.

Umberto Guzzardi

Un chicco in più

Tra il 1981 ed il 1990, il Nicaragua è stato devastato da una sanguinosa guerra civile combattuta tra il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale, guidato da Daniel Ortega, ed i Contras, appoggiati dagli USA.

Foto di copertina di Free Grunge Textures – www.freestock.ca pubblicata con licenza Attribution License

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