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Guyana, un Paese ai margini dell’America Latina

In 3 sorsi – La Guyana, antica colonia britannica, è un piccolo Paese ai margini del continente sudamericano, da cui è divisa da storia, lingua ed interessi politici

1. GUYANA, LA STORIA – Il territorio attualmente conosciuto come Guyana venne inizialmente colonizzato dagli Olandesi, che già avevano ampi possedimenti nel confinante Suriname, i quali tra il XVII ed il XVIII secolo crearono tre colonie: Essequibo, Berbice e Demerara. Durante le guerre napoleoniche, gli Inglesi approfittarono della debolezza olandese per impadronirsi dell’area e, nel 1831, riunirono le tre colonie in un unico possedimento, che prese il nome di Guyana inglese in modo da distinguerla dalle vicine Guyana olandese (odierno Suriname) e dalla Guyana francese. I nuovi padroni svilupparono un’economia di tipo prettamente coloniale, basata sulla produzione di prodotti agricoli, soprattutto canna da zucchero e riso, per lo sviluppo dei quali venne trasportato nel Paese un grande numero di schiavi africani e, successivamente, di lavoratori indiani. La colonia ottenne l’indipendenza nel 1966 come repubblica membro del Commonwealth e Forbes Burnham, leader del People’s National Congress, divenne Primo ministro del Paese grazie all’appoggio di Londra e di Washington. In questo caso, però, le potenze occidentali scelsero male il loro candidato, in quanto negli anni successivi il Governo di Burnham, divenuto nel frattempo Presidente, divenne sempre più autoritario ed oppressivo, macchiandosi al contempo di numerose frodi elettorali e violazioni dei diritti umani. Negli anni Settanta, inoltre, Burnham decise di far avvicinare il proprio Paese al blocco comunista, stringendo relazioni amichevoli con Cuba, Unione Sovietica, Corea del Nord e vari Paesi africani. Il Governo di Burnham terminò solo con la sua morte nel 1985, e da allora la Guyana ha iniziato una lenta ma decisa transizione verso le istituzioni democratiche. Tradizionalmente un Paese trascurato, la Guyana è balzata agli onori della cronaca internazionale a causa della tragedia verificatasi sul suo territorio il 18 novembre 1978, quando 918 membri del Tempio del Popolo, un movimento religioso nato negli Stati Uniti, si tolsero contemporaneamente la vita su ordine del leader Jim Jones assumendo una bevanda velenosa.

Fig.1 – L’ingresso di Jonestown, colonia del Tempio del Popolo e luogo del suicidio di massa dei membri del movimento

2. SETTORE ECONOMICO – Gli anni della presidenza Burnham, caratterizzati da politiche autarchiche e dalla pesante ingerenza dello Stato nell’economia, hanno fatto balzare alle stelle il debito pubblico ed il tasso di povertà, danneggiando gravemente la Guyana. I governi successivi hanno cercato di invertire questa tendenza, liberalizzando l’economia e privatizzando parte delle aziende del Paese, riuscendo in questo modo a ridurre il debito ed a far aumentare la crescita. Nonostante queste misure, la Guyana rimane uno dei Paesi più poveri dell’America latina. Come ai tempi coloniali, l’economia della Guyana è ancora fortemente basata sull’esportazione di un numero ristrettissimo di commodities e beni primari, ovvero riso, zucchero, gamberetti, legname, oro e bauxite, che rappresentano circa il 60% del PIL dell’intera Nazione. Il principale prodotto esportato è l’oro, la cui vendita rappresenta da sola il 33% di tutte le esportazioni, soprattutto grazie alla presenza di alcune tra le più grandi miniere d’oro del mondo, tra cui la Miniera Aurora, la Miniera Omai e la Miniera Toroparu. Inoltre, lo Stato continua a rivestire un ruolo di primo piano nell’economia del Paese, in particolare nel settore dello zucchero, controllato dall’azienda statale Guyana Sugar Corporation (GUYSUCO), la principale industria del Paese. Recentemente si è verificato anche un aumento del turismo di tipo ecologico, attirato dalle rigogliose foreste e dalla natura incontaminata della Guyana, che però rimane ancora poco rilevante.

Fig. 2 – Le Cascate Kaieteur, tra le più belle meraviglie naturali della Guyana

3. RAPPORTI INTERNAZIONALI – La differente esperienza coloniale e gli interessi geopolitici che hanno spinto il Paese verso il blocco socialista hanno tenuto la Guyana ai margini del continente sudamericano, da cui è diviso anche per lingua e cultura. Insieme al suo vicino Suriname, la Guyana continua a mantenere importanti legami con la sua ex potenza coloniale e con l’Europa, da cui riceve numerosi aiuti economici attraverso la Convenzione di Cotonou. All’interno del continente invece, la Guyana non ha buoni rapporti con i suoi vicini a causa di varie dispute di confine. La principale di queste riguarda il Venezuela, il quale da tempo rivendica l’intera Guyana Essequiba, ovvero un territorio grande più della metà del Paese. Recentemente il contenzioso si è esteso anche alle acque territoriali del territorio conteso, in quanto il Governo della Guyana ha concesso alla compagnia petrolifera USA Exxon il permesso di fare perforazioni offshore alla ricerca di petrolio e gas naturale. Gli annunci della scoperta di grandi giacimenti di petrolio hanno reso la situazione ancora più tesa, facendo scoppiare una crisi diplomatica tra i due Paesi, passata in secondo piano solo a causa delle disastrose condizioni economiche e sociali di Caracas. Nel passato la Guyana ha avuto una disputa territoriale anche con il Suriname, che però è stata risolta pacificamente da un tribunale internazionale.

Fig.3 – Incontro tra il Presidente venezuelano Maduro, il Segretario ONU Ban Ki-Moon ed il Presidente della Guyana David A. Granger.

Per quanto riguarda invece il resto del continente, la Guyana ha a lungo avuto rapporti sporadici ed ha generalmente evitato di entrare a far parte delle organizzazioni regionali, limitandosi a partecipare all’Amazon Cooperation Treaty Organization, un’istituzione limitata allo sviluppo della Foresta amazzonica. Solo recentemente il Paese ha deciso di rafforzare i legami con l’area caraibica entrando a far parte di CARICOM e di CARICOM Single Market and Economy, due organizzazioni create per promuovere la cooperazione economica dei Paesi dei Caraibi. Inoltre la Guyana è diventata membro di CELAC (Comunità di Stati latinoamericani e dei Caraibi), di UNASUR ed infine di Petrocaribe, l’alleanza energetica guidata dal Venezuela, la quale però ha recentemente impedito alla Guyana di ricevere qualsiasi aiuto economico a causa della disputa di confine con Caracas. Nel 2013 infine il Paese, insieme al Suriname, ha firmato un accordo quadro di collaborazione con il Mercosur, acquisendo così lo status di membro associato.

Umberto Guzzardi

Un chicco in più

La Guyana è un Paese di circa 803.000 abitanti. La sua capitale è Georgetown.

La Convenzione di Cotonou è un accordo firmato tra Unione europea e un gruppo di Paesi di America latina, Africa ed Oceania per gestire la cooperazione allo sviluppo.

Foto: Free Grunge Textures – www.freestock.ca

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