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Giamaica, Governo e FMI per risollevare l’economia

Nonostante il turismo in aumento, l’economia della Giamaica sta affrontando problemi che, da oltre dieci anni, non sembra riesca a risolvere: alti tassi di interesse, grande competizione straniera, tassi di cambio troppo altalenanti, deficit degli investimenti e disoccupazione su larga scala

GIAMAICA, SU COSA SI BASA L’ECONOMIA – Oggi stiamo assistendo a un vero boom del settore terziario e del turismo, che costituisce il 70% del PIL del Paese. Ma è sull’agricoltura che la piccola isola caraibica ha sempre potuto fare affidamento. Il maggior prodotto esportato è la canna da zucchero, seguita da caffè, banane e tabacco. Anche l’industria mineraria ricopre un ruolo di rilievo nell’economia del Paese, grazie ai numerosi giacimenti di bauxite e alluminio. Canada e Stati Uniti, i maggiori investitori in Giamaica, hanno infatti impiegato ingenti somme di denaro in questo settore, cercando di aiutare l’economia a risollevarsi. Negli ultimi anni è stato registrato un aumento del PIL rispetto al trend di altri Paesi limitrofi grazie anche ad alcune politiche di Governo.

pil giamaica
Fig. 1 – Variazione del PIL in termini percentuali, 2004-2014. Infografica di Claudia Patricolo

ALLA BASE DEI PROBLEMI ECONOMICI – Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Giamaica ha fatto dei progressi significativi nella ripresa economica e i diversi programmi avviati recentemente dal Governo hanno sicuramente rappresentato un punto di svolta. Nonostante ciò, la crescita rimane eccessivamente lenta e debole, a causa dei troppi anni in cui si è registrato un deficit di bilancio e dei numerosi, forse troppi, tentativi di salvare l’economia, che hanno invece portato la Giamaica ad avere un altissimo debito pubblico che ha soffocato la crescita economica. Inoltre, il mercato del lavoro è completamente statico e i salari sono troppo bassi, tanto da non permettere un’eguaglianza fra retribuzione e prestazioni lavorative. Altro ostacolo è costituito dal crimine e dalla violenza dilaganti in tutto il Paese, che ha scatenato diverse proteste fra la popolazione. Infine, questa stagnazione economica ha a sua volta prodotto un indebolimento della situazione fiscale e un conseguente peggioramento delle condizioni di vita.

INFLAZIONE, MALE ENDEMICO – Una considerazione a parte la merita proprio l’inflazione. La moneta giamaicana sembra destinata a continuare a deprezzarsi, salvo un intervento aggressivo della Banca Centrale, il che è altamente improbabile visto l’attuale accordo stipulato con il FMI che ha concesso grossi prestiti al Paese. Si tratta in particolare di un’inflazione di importazione, visto il carattere import-dipendente della Giamaica. I prezzi del petrolio, maggior bene importato, sono risaliti negli ultimi tempi e, in aggiunta alla nuova tassa sulla benzina, ciò provocherà un ulteriore innalzamento dell’inflazione. I tassi di interesse, invece, continuano a rimanere relativamente bassi e il governo sta quindi adesso spingendo per una maggior richiesta di prestiti per stimolare un cambiamento positivo del clima economico.


OSTACOLI ALLA CRESCITA ECONOMICA
– Il FMI ha individuato numerosi e gravi fattori che bloccano la crescita economica e aumentano la disoccupazione nel Paese: il crimine, gli alti costi di adempimento fiscale, un’energia elettrica poco funzionale e costosa. Sono state perciò individuate delle aree di intervento per risolvere alla radice questi problemi: da un maggiore accesso ai finanziamenti, a una riforma della tassazione nel settore finanziario; dal miglioramento dell’efficienza del settore pubblico a una maggiore trasparenza, in modo da sollecitare gli imprenditori, piccoli e medi, a essere più produttivi  e competitivi.

SOLUZIONE DEL GOVERNO – Dal 2013, il Governo si sta concentrando soprattutto sull’occupazione, sul pareggio del bilancio e del debito, sul rafforzamento del sistema finanziario e sulla protezione delle classi sociali meno abbienti, aumentando la spesa destinata ai programmi sociali. Per adempiere a questi iniziali progetti è stato creato un Comitato di Vigilanza dei Programmi Economici (EPOC), ossia un gruppo di società pubbliche e private che insieme alla società civile assicurano la realizzazione dei programmi statali.
Il nuovo programma del governo, Country Partnership Stratetgy (CPS) prevede numerosi campi di intervento nel triennio 2014-2017: modernizzazione del settore pubblico, crescita del settore privato, maggiore attenzione alla popolazione soprattutto a seguito dell’uragano Sandy che nel 2012 causò danni per oltre 50 milioni di dollari. Nell’ambito di queste riforme, la Banca Mondiale ha già dichiarato il suo sostegno soprattutto in chiave tecnica. L’agenda del Governo sembra dunque davvero lodevole; tuttavia, tali riforme dovrebbero essere ancora più ampie e complete per poter garantire alla Giamaica una fuoriuscita da questa crisi che sembra non voler finire mai.

Claudia Patricolo

 

Foto: Traveller-Reini

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