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Il Nord Est come fortezza democratica

Caffè Americano  Hillary Clinton e Donald Trump hanno vinto la nomination dei rispettivi partiti. Ora non ci resta che vedere come le caratteristiche geopolitiche e sociali degli Stati Uniti potranno influire sul voto finale. La prima regione che andiamo ad analizzare è il Nord Est, una fortezza democratica che, con ogni probabilità, a novembre si schiererà al fianco di Hillary

PERCHÉ IL NORD EST? – Per capire il motivo per cui la regione nordorientale degli Stati Uniti è dagli anni Duemila una fortezza democratica, è necessario prima fare un breve riassunto di quelle che sono le caratteristiche del partito democratico. Questo è un partito che noi definiremmo di sinistra, liberale, i cui elettori accettano l’intervento statale, si battono per le responsabilità sociali e comunitarie e considerano la diversità come un valore aggiunto. Molti democratici, infatti, accettano i matrimoni gay e non sono ostili all’immigrazione. Le regole dello Stato e la tassazione vengono accettate e considerate indispensabili per il buon funzionamento del sistema economico e per il benessere del consumatore, l’implementazione del sistema sanitario è vista di buon grado e la religione non viene considerata come una parte importante né della vita privata, né della vita politica. Tutti questi elementi, ovviamente sintetizzati al massimo per questioni di spazio, trovano riscontro nel Nord Est degli Stati Uniti, a sua volta suddiviso in due aree, denominate New England (che comprende Connecticut, Maine, Massachusetts, New Hampshire, Rhode Island e Vermont) e Mid-Atlantic (New Jersey, New York e Pennsylvania). Questa regione rappresenta più del 23% del prodotto interno lordo degli Stati Uniti, con New York al vertice come centro finanziario del Paese. L’economia si basa in particolare sull’export di risorse naturali e prodotti alimentari, tra cui le famose aragoste del Maine. Ci troviamo di fronte a un’area in cui la popolazione è decisamente benestante e che quindi accetta “volentieri” le imposte del Governo, le politiche sull’aumento del salario minimo e l’intervento statale nel sistema. Passiamo al lato demografico e culturale: questa parte degli States è molto diversa dal resto del Paese, specialmente per quanto riguarda le religioni. Grazie all’arrivo di molti immigrati tra il XIX e il XX secolo (irlandesi, italiani e migranti provenienti dall’Europa dell’est), siamo in presenza di un’alta percentuale di cattolici. In particolare, in Stati come Massachusetts, Rhode Island, Connecticut, New York e New Jersey, i cattolici superano i protestanti e gli altri rami del cristianesimo, rappresentando un’eccezione nel Paese. Nonostante questo, la religione non è considerata come una parte importante nella vita dei cittadini, una caratteristica tipica dei democratici.

ETNIA E CULTURA – Per quanto riguarda la composizione etnica, i bianchi raggiungono l’84%, gli afro-americani il 5% e i nativi lo 0.3%; gli ispanici sono la minoranza più numerosa, raggiungendo quasi l’8%. Proprio grazie all’alto tasso di immigrazione del passato, la regione è abituata all’eterogeneità sociale e ha fatto molti passi avanti nell’integrazione, rientrando ancora una volta nei parametri democratici. Gli Stati del New England sono tra quelli classificati come i più “sani” del Paese, dato che hanno la più alta percentuale di persone coperte da assicurazione sanitaria. Di nuovo, questo tipo di benessere non fa altro che motivare la popolazione a implementare la sanità, portandola a votare candidati come Clinton, ma soprattutto come Obama, vero “rivoluzionario” del sistema sanitario con la sua “Obamacare”. Oltre alle ottime strutture ospedaliere, la regione accoglie alcune tra le migliori università del Paese, come Harvard, Yale, Brown e MIT. Il livello di istruzione della popolazione è quindi molto alto, e le statistiche ci dicono come l’alto livello di scolarizzazione porti a un elettorato a maggioranza democratica. Concludiamo questa breve analisi con una parentesi sulle grandi città. Nella storia, le metropoli sono sempre state una certezza per la vittoria dei democratici, e nel Nord Est queste sono numerose e importanti. Oltre a New York, abbiamo Boston, Providence e Hartford, centri metropolitani caratterizzati da un alto livello di educazione, salari, occupazione ed eterogeneità etnica. Non c’è da sorprendersi, quindi, se i candidati democratici hanno vita facile in queste aree.

Fig. 1 – Studenti ad Harvard, una delle università più prestigiose del mondo

LA STORIA DEMOCRATICA – Come accennato, dagli anni Duemila il Nord Est rappresenta un hub democratico che tende a votare candidati che focalizzano le loro promesse elettorali sulla sanità, l’economia, l’educazione e l’intervento statale. Nelle presidenziali di 16 anni fa, Al Gore vinse tutti gli Stati tranne il New Hampshire, concentrando la sua campagna su un piano per saldare il debito statale entro il 2012, sulla riforma del sistema sanitario chiamata Medicare Lock Box e sulla creazione di tre trust funds per migliorare ed espandere la copertura sanitaria, proteggere l’ambiente e dare una spinta in avanti al settore dell’educazione. Nel 2004 John Kerry, invece, gli Stati del Nord Est li vinse tutti. Questo perché la sua campagna elettorale si focalizzava su una serie di iniziative e di ideali che comprendevano un importante ruolo statale nella vita dei cittadini e il rispetto dei diritti civili, in modo da migliorare sia l’economia sia le condizioni di vita della società. Queste politiche andavano dal sostegno al NAFTA (North America Free Trade Agreement) alla non criminalizzazione dell’aborto, e ancora, dalla protezione e implementazione dei diritti dei gay alla restrizione sulla vendita delle armi. Obama e Hillary, alle primarie del 2008 si spartirono il New England: Clinton conquistò 3 Stati (Massachusetts, Rhode Island e New Hampshire), mentre Obama prese il Connecticut, il Maine e il Vermont e, nelle presidenziali del 3 novembre 2008, l’appoggio del Nord Est all’attuale Presidente venne quasi dato per scontato. Anche nel 2016 Clinton e Sanders si sono divisi la regione, che ha visto la vittoria di Bernie nel Vermont, nel Maine, nel Rhode Island e nel New Hampshire. Non ci sono motivi per cui Clinton non debba conquistare il Nord Est alle presidenziali di novembre, specialmente correndo contro un avversario come Trump, che rappresenta gli ideali completamente contrari a quelli della regione nordorientale. Inoltre, Clinton di solito passa in vantaggio quando si trova davanti a un elettorato eterogeneo, non particolarmente giovane e con un alto livello di istruzione, e le sue promesse in fatto di controllo sulle armi, sistema sanitario e salario minimo di sicuro la porteranno più vicino allo Studio Ovale.

Giulia Mizzon

Un chicco in più

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