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Un incarico economico per Bill: la scelta strategica di Hillary

Caffè AmericanoLa corsa verso la Casa Bianca si sta facendo sempre più serrata e ogni scelta dei candidati può essere decisiva. Per questo l’annuncio di Hillary Clinton di voler attribuire al marito un incarico economico nella sua eventuale amministrazione non può non essere letto come una mossa strategica. Vediamo i dettagli

LA DECISIONE – Durante la campagna elettorale di Clinton in Kentucky, per la precisione domenica 15 maggio, l’ex Segretario di Stato ha annunciato  la sua volontà di fare in modo che Bill Clinton (se Hillary vincerà le elezioni di novembre) si occupi di risollevare l’economia statunitense e di sconfiggere la diseguaglianza sociale. L’annuncio è stato preceduto da una dichiarazione rilasciata a Prestonburg, nel Kentucky orientale, dallo stesso Bill Clinton, il quale ha affermato che si offrirà volontario per aiutare il Paese e la popolazione statunitense a risollevarsi economicamente. L’ex Presidente è stato accolto sul palco da numerosi fischi, causati da una mossa sbagliata della moglie dello scorso marzo in Ohio, Stato in cui Hillary ha dichiarato di voler «put a lot of coal miners and coal companies out of business». La conseguenza sarebbe la distruzione di numerosi posti di lavoro negli Stati in cui il carbone è ancora al centro dell’economia, in particolare in Kentucky, in crisi da anni: a causa dei prezzi molto bassi del gas naturale e delle nuove forme di energie rinnovabili, la disoccupazione è diventato un grosso problema. Basti pensare che i posti di lavoro nel settore fossile negli anni Settanta erano quarantamila, mentre nel 2014 sono scesi a diecimila. Hillary Clinton in realtà, con la sua dichiarazione, non stava facendo altro che seguire le orme di Obama, molto attivo nella lotta contro il riscaldamento globale e deciso a ridurre drasticamente l’uso di combustibili fossili. Il giorno dopo il discorso del marito, Hillary ha ripreso la questione Bill-economia: durante un rally a Fort Mitchell, sempre in Kentucky, l’ex first lady ha ribadito che il marito avrà un incarico economico nella sua amministrazione perché, molto semplicemente, «he knows how to do it». In realtà non sono stati forniti i particolari sulla posizione eventuale di Bill nella nuova amministrazione, ma sono state escluse sia la carica di Labor Secretary sia quella di Treasury Secretary.

Fig. 1 – Clinton non molla e comincia a pensare alla sua squadra di Governo

I MOTIVI DELLA SCELTA – L’annuncio di Clinton in Kentucky è stato strategico per almeno tre motivi. Per prima cosa, nonostante Hillary abbia quasi la nomination in pugno, Sanders le sta dando del filo da torcere e, sapendo che Bernie fonda la maggior parte della sua campagna elettorale sulle disuguaglianze economiche, fare in modo che un uomo eletto due volte Presidente degli Stati Uniti si occupi di sviluppo potrebbe aiutare a portare a casa la nomina democratica. In secondo luogo, non si può dire che Bill non sia preparato in questo frangente e non sia amato dal popolo: nonostante sia stato fischiato una volta salito sul palco a Prestonburg, nelle primarie del 1992 in Kentucky l’ex Presidente guadagnò il 71% dei voti contro George W. Bush. Come lui stesso ha sottolineato durante un’intervista, con Bill alla Casa Bianca al fianco della moglie gli Stati Uniti potranno crescere di nuovo, uniformemente, per la prima volta dal 2000. In effetti, Bill Clinton è stato il padre del più lungo boom economico nella storia degli USA e della crescita media del 4% l’anno. Ulteriore motivo che ha portato Clinton alla decisione di riservare un incarico economico al marito è la necessità di farsi perdonare. Sì, perché i commenti da lei fatti a marzo in Ohio potrebbero essere distruttivi per la sua corsa verso lo Studio Ovale e l’intero team di Hillary ha dovuto risolvere la crisi mandando in prima linea il marito per convincere il Kentucky e il resto del Paese che la Casa Bianca non lascerà da soli i blue collar workers (gli operai). L’ex Presidente, durante un’intervista a NBC News, ha dato già qualche indizio sulle sue mosse future, tra cui sono stati citati un trattamento equo nel sistema sanitario, la diminuzione del costo dell’elettricità e la diversificazione del sistema economico. La strategia di Clinton, almeno nelle primarie del Kentucky, ha funzionato e gli errori commessi qualche mese fa sono stati corretti. Adesso che i candidati si avvicinano alla fine della corsa, ogni piccola incertezza deve essere cancellata e ogni mossa, ogni singola affermazione, strategicamente ponderata.

Giulia Mizzon

Un chicco in più

Clinton, il 17 maggio, ha vinto le primarie in Kentucky e rimane la front runner del partito democratico. Le prossime elezioni saranno il 7 giugno in New Jersey, California, Montana, New Mexico e South Dakota. 

Foto: marcn

Foto: marcn

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