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La Guardia Nazionale Russa: deriva autoritaria di Putin?

Il 6 aprile 2016 il Presidente russo Vladimir Putin ha annunciato la creazione di una nuova unità: la Guardia Nazionale Russa. Nata dalla fusione dei reparti SOBR e OMON e da altre truppe prima appartenenti al Ministero degli interni, avrà tra i suoi compiti quelli di salvaguardare l’ordine pubblico, combattere il narcotraffico e il terrorismo

A dirigerla sarà Viktor Zolotov, ex capo della guardia personale di Putin. Cosa ha spinto Putin a questa riforma ? La paura di possibili disordini in vista delle elezioni autunnali ? O semplicemente il voler rendere più efficiente un apparato che prima contava su troppi centri di potere federali ?

IL CAPO DELLA GUARDIA NAZIONALE RUSSA – Ad inizio aprile, durante un incontro con il Ministro degli interni Vladimir Kolokoltsev e il capo del Servizio Federale Anti-droga Viktor Ivanov, Putin ha annunciato la creazione di un nuovo corpo che rivoluzionerà la struttura dell’apparato di sicurezza interna: la Guardia Nazionale Russa. Come comandante di questa nuova unità è stato nominato Viktor Zolotov, ex capo della guardia personale di Putin, amico fidato, sparring partner di judo e ormai alle dipendenze del Presidente da quasi venti anni. Dopo essere stato riassegnato da Putin a dirigere un reparto di truppe alle dipendenze del Ministero degli interni, ora il fedelissimo Zolotov ha la sua unità personale e, avendo un posto nel consiglio di sicurezza della Federazione Russa, risponderà direttamente al Presidente, bypassando così il Ministero. Ne ha fatta di strada Zolotov in questi anni. Nato a Leningrado (l’attuale San Pietroburgo) da una famiglia di operai, dopo aver lavorato per alcuni anni in un’acciaieria, entra nel KGB e da quel momento la sua vita prende una svolta inaspettata. Nel 1990, alle dipendenze del sindaco di Leningrado Anatoly Sobchak, conosce colui che diventerà l’uomo più potente della Russia, Vladimir Putin. Quando Putin, nel 1999, passò dalla carica di capo del FSB – uno dei servizi di intelligence che ha sostituito il KGB – a quella di Primo ministro sotto il Presidente Eltsin, Zolotov venne nominato capo della sua sicurezza personale. Da quel momento Zolotov comparirà sempre al fianco del futuro Presidente russo e diventerà uno dei suoi fedelissimi tanto che, nonostante si ritrovi nella parte sconfitta dei siloviki nella loro guerra interna dei primi anni Duemila, la sua ascesa non si fermerà più.

Fig. 1 – Viktor Zolotov alle spalle di Vladimir Putin durante una visita di stato a Vienna nel 2007

STRUTTURA E COMPITI DELLA GUARDIA NAZIONALE RUSSA – Adesso andiamo a dare un’occhiata alla composizione della nuova Guardia Nazionale Russa. Si stima che il corpo, che dovrà svolgere molteplici compiti nella salvaguardia della sicurezza interna, sarà composto da circa 250.000 uomini anche se già molti scommettono che entro breve sfiorerà le 300.000 unità. Lo zoccolo duro della Guardia Nazionale sarà composto dalle ex truppe del ministero degli Interni, che vede al suo interno anche un reparto per l’acquisizione di informazioni HUMINT, dai reparti OMON, l’ex squadra antisommossa, e SOBR, l’ex forza di reazione rapida specializzata in anti-terrorismo. Questi formeranno all’incirca 3/4 della Guardia Nazionale. In aggiunta si è deciso anche per l’integrazione del personale del Ministero delle Situazioni di Emergenza e del Centro di Classificazione Speciale delle Forze di Reazione Operativa ed Aviazione del Ministero degli Interni, tra cui le unità delle Forze speciali Zubr, Rys‘ e Jastreb. Per controbilanciare il peso di questa ingente riforma il FSKN – Servizio Federale di Controllo Anti-Droga- e il FMS – Servizio Federale di Controllo dell’Immigrazione – saranno liquidati e incorporati dentro il Ministero dell’Interno.

COMPOSIZIONE DELLA GUARDIA NAZIONALE RUSSA:

  • Truppe Ministero degli interni – 170.000 effettivi, inclusi reparti per l’acquisizione di Human Intelligence (HUMINT)
  • Personale Ministero Situazioni d’Emergenza e personale della Protezione Civile russa, specializzati in Psychological Operations (PSYOPS)
  • Forza anti-sommossa di polizia OMON – 40.000 effettivi più un reparto di PSYOPS
  • Forze di reazione rapida SOBR – circa 5.000 effettivi specializzati in operazioni anti-terrorismo
  • Centro di Classificazione Speciale delle Forze di Reazione Operativa ed Aviazione del Ministero degli Interni, tra cui le unità delle Forze speciali Zubr, Rys‘ e Jastreb (circa 700 operativi, molti dei quali paracadutisti)

Fanteria, aviazione, unità navali, mezzi blindati e corazzati, reparto di paracadutisti e anche una sorta di servizio di intelligence: alla Guardia Nazionale non mancherà proprio nulla. Non potrebbe essere altrimenti vista la mole di compiti che si appresterà a svolgere.

Fig. 2 – Soldati del reparto speciale ODON, prima appartenente al Ministero degli Interni ma ora sotto il controllo della Guardia Nazionale Russa, sfilano per le strade di Mosca, marzo 2015 

VECCHIE E NUOVE MINACCE – La sicurezza interna del Paese, insieme alla politica estera, sembra occupare uno dei posti prioritari nella politica di Putin. Proprio il Presidente russo vide la sua figura acquisire notevole notorietà dopo aver fronteggiato con buoni risultati, nelle vesti di Primo ministro, la crisi cecena nei primi anni Duemila. Per continuare nella sua “politica di sicurezza interna”, il Cremlino, tramite questa riforma, affiderà quasi tutti gli oneri di questo compito alla Guardia Nazionale Russa. Lo spettro di competenze si preannuncia quindi molto ampio partendo dalla salvaguardia dell’ordine nel Paese fino ad arrivare alla lotta al terrorismo e al narcotraffico. Ma c’è dell’altro. Secondo alcune indiscrezioni questo nuovo corpo potrebbe svolgere anche missioni di peacekeeping all’estero. Inoltre, con le elezioni parlamentari previste per il prossimo autunno, la Rosgvardiya si occuperà anche di sopprimere le manifestazioni non autorizzate dal Governo. Ma il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, pressato da chi gli chiedeva se l’istituzione di questa nuova unità avesse a che fare proprio con le prossime elezioni autunnali, ha tenuto a specificare che le motivazioni per tali riforma sono da ricercare più nelle nuove e vecchie minacce che la Russia nei prossimi anni si appresterà ad affrontare. Come al solito la verità giace nel mezzo. Anche se è vero che la Russia, prima o dopo, dovrà far fronte al rientro dei “suoi” foreign fighters dal teatro del Siraq ed un nuovo probabile tentativo di destabilizzazione nel Asia Centrale e nel Caucaso, è anche vero che la paura delle “rivoluzioni colorate”, sul modello di quelle nei Paesi vicini, alberga da parecchio nelle stanze del Cremlino. Alla base della decisione di combattere narcotraffico e terrorismo insieme deve esserci la convinzione che queste i due spesso procedano a braccetto. Non sono stati pochi i casi in cui delle organizzazioni terroristiche si siano finanziate tramite la tratta di sostanze stupefacenti oppure che abbiano reclutato dei loro adepti proprio tra le fila di ex narcotrafficanti, magari mentre essi si trovano in carcere a scontare brevi periodi di detenzione. Nel far fronte a ciò, oltre ad aver il permesso di effettuare perquisizioni richiedere documenti e controllare qualsiasi tipo di veicolo, secondo l’articolo 16 del decreto presidenziale per l’istituzione della Guardia Nazionale Russa «…un soldato della Guardia Nazionale ha il diritto di NON preannunciare il suo ricorso alla forza fisica o all’utilizzo di mezzi speciali o arma da fuoco …in caso di pericolo imminente per i cittadini o i membri della forza stessa» e, nonostante si vieti l’utilizzo di mezzi coercitivi eccessivi su disabili o su donne con evidenti segni di gravidanza, questi divieti sono derogati nel caso in cui la Guardia Nazionale si ritrovi a fronteggiare una folla di persone. A buon intenditor poche parole. Infine, sempre secondo altre indiscrezioni, a breve dovrebbe essere varato un altro decreto legge che solleciti la collaborazione e condivisione di informazioni tra l’FSB – servizi segreti che si occupano di sicurezza interna alla Federazione – e la Guardia Nazionale.

Fig.3 – La polizia di Mosca arresta un manifestante durante una protesta anti-governativa, febbraio 2014

BILANCIAMENTO DEI POTERI O SVOLTA AUTORITARIA ? Salvaguardia della sicurezza interna, sia dai pericoli interni che da quelli esterni, ma anche un accurato bilanciamento dei poteri all’interno della fazione dei siloviki. Queste devono essere state le linee guida che hanno spinto Vladimir Putin a questa riforma e all’istituzione della Guardia Nazionale Russa. Dalla caduta dell’Unione Sovietica le fazioni che si sono contese l’anima della Russia sono state quelle degli “oligarchi”, che dopo la caduta dell’URSS si erano arricchiti in modo esponenziale, quella dei “tecnocrati”, tra i quali si può collocare l’attuale Primo ministro Dmitri Medvedev, e appunto quella dei siloviki, uomini forti a capo delle varie agenzie di Governo riguardanti la difesa e l’intelligence. Dall’avvento di Putin al Cremlino la fazione al comando è quella dei silovikianche se in questi sedici anni non sono mancati né gli scontri – a volte anche all’interno della fazione stessa – né i compromessi tra le varie parti in gioco. Essendo Putin un profondo conoscitore della storia russa, ha da sempre evitato che qualche figura, anche a lui molto vicina, assumesse troppo potere e per troppo tempo. Da qui la continua rotazione delle più importanti figure ai vertici della sicurezza e dell’Esercito, rotazione che è stata sia di reparto sia di territorio, al fine di evitare eccessivi radicamenti di potere in determinate zone del Paese. L’istituzione della Guardia Nazionale sembra sia stata una mossa tendente anche a ridimensionare la figura sempre più “in voga” del ministro della Difesa Sergei Shoigu. Non è un mistero che Putin non si sia mai fidato ciecamente del suo ministro ed evidentemente l’istituzione di un corpo che arrivi quasi ad escludere completamente il coinvolgimento del suo Ministero dallo svolgere compiti in seno alla nazione deve essere un segnale che il Presidente è abbastanza preoccupato dalla continua ascesa, mediatica e politica, di Shoigu, ormai sulla cresta dell’onda dopo le riuscite operazioni in Crimea e Siria. Altre voci vicine al Cremlino invece vedono in questa manovra un tentativo anche di far rientrare nei ranghi il fedele, ma pur sempre irrequieto, Kadyrov, che oramai in Cecenia dispone di un proprio esercito personale. Ma ovviamente quello che più allarma l’opposizione in Russia e la stampa occidentale è che la Guardia Nazionale Russa potrebbe rappresentare una vera e propria guardia pretoriana agli ordini diretti di Putin. Se queste paure siano fondate o meno lo scopriremo alle prossime elezioni parlamentari in programma in autunno, ricordando bene come andarono le ultime.

Fig.4 – Riunione d’emergenza al Cremlino dopo l’abbattimento del volo di linea russo in Egitto dell’ottobre scorso. Presenti il Presidente Putin, i vertici del FSB, il ministro degli Esteri Lavrov e il ministro della Difesa Shoigu

Valerio Mazzoni

Un chicco in più

I servizi segreti interni del FSB sembrano essere rimasti indenni, per il momento, da questa riforma. Infatti l’ FSB ha subito un notevole ridimensionamento dei suoi compiti esterni alla Federazione russa dopo la rivolta di Piazza Maidan in Ucraina. La quasi totalità delle operazioni di intelligence all’estero è ora appannaggio del SVR, servizio di intelligence internazionale, e del GRU, servizio segreto militare. 

 

1 comments
Teodor
Teodor

Una semplice riorganizzazione  con alcune utili semplificazioni, tutto qui.

Probabilmente Vladimir teme un'altra rivolta degli Strelitzi.