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MERCOSUR: La Bolivia diventa il sesto membro

In 3 sorsi Lo scorso luglio il Mercosur si è ampliato grazie all’ingresso della Bolivia. Il nuovo membro tuttavia rischia di avere un effetto più negativo che benefico, accrescendo i problemi dell’organizzazione

1. UN NUOVO MEMBRO – Fin dalla sua creazione, nel 1991, il Mercosur, unione doganale che originariamente racchiudeva Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay, non ha goduto di grande popolarità tra i Paesi del continente sudamericano, e i suoi tentativi di allargarsi sono spesso stati coronati dal fallimento. Anche i Paesi più corteggiati dal blocco, come Cile e Messico, hanno opposto un cortese ma deciso rifiuto, preferendo organizzazioni come l’Alleanza del Pacifico, più liberiste e orientate verso l’Asia-Pacifico. Fino ad ora si sono registrate solamente due eccezioni: il Venezuela, entrato nel 2013, e la Bolivia. Il Paese andino è stato infatti uno dei pochi ad aver mostrato fin da subito interesse a divenire membro del Mercosur, e già nel 1995 il Presidente Gonzalo Sánchez de Lozada firmò due accordi di complementazione economica, ottenendo inoltre lo status di membro associato.
Il processo di integrazione boliviano ha subito una forte accelerazione a partire dal 2006, con l’elezione di Evo Morales. Il nuovo Presidente ha adottato una politica economica di stampo statalista e una politica estera anti-americana, che lo hanno portato ad avvicinarsi ad altri leader sudamericani come Lula Da Silva, Néstor e Cristina Kirchner, e soprattutto Hugo Chávez. Coerentemente con queste politiche, il Presidente boliviano ha rafforzato il processo di avvicinamento e integrazione al Mercosur già iniziato dai suoi predecessori, e nel luglio del 2015 i Presidenti del blocco hanno ratificato il protocollo di adesione che trasforma il Paese – diventato nel frattempo Stato Plurinazionale di Bolivia – nel sesto membro del Mercosur. Affinché il processo fosse definitivamente concluso tuttavia mancava ancora, al momento della firma del trattato, la ratifica del documento da parte di tre parlamenti, quello brasiliano, quello boliviano e quello paraguaiano, che comunque dovrebbe arrivare senza problemi.

Fig. 1 – Incontro tra Morales ed i presidenti del Mercosur.

2. FORZA E DEBOLEZZE ECONOMICHE DELLA BOLIVIA – Con l’ingresso di La Paz, il Mercosur si arricchisce di un membro dotato di abbondanti risorse naturali e riserve energetiche. Dopo essere stata a lungo uno dei Paesi più arretrati e poveri del continente, negli ultimi anni la Bolivia ha conosciuto un forte sviluppo della propria economia, che sembra aver resistito anche di fronte alla crisi attraversata dai suoi vicini nell’ultimo anno, durante il quale il Paese ha registrato un tasso di crescita del 5%. Il modello boliviano è stato oggetto anche delle lodi da parte dei membri del Mercosur, che ne hanno riconosciuto i successi nei campi della crescita e dello sviluppo.
Allo stesso tempo, tuttavia, occorre notare che l’economia boliviana è basata quasi esclusivamente sulle esportazioni di gas naturale, minerali grezzioro, dirette soprattutto verso Brasile e Argentina, Paesi che da soli ricevono il 50% delle esportazioni del Paese. Al contrario, le importazioni sono costituite da macchinari e manufatti industriali, provenienti soprattutto dalla Cina, primo partner commerciale per importazioni, seguita da Brasile, Stati Uniti, ed al quarto posto Argentina.
Anche l’elevata crescita dell’ultimo anno, secondo alcuni analisti, denuncia la debolezza e l’irrilevanza del settore manifatturiero boliviano, che se fosse stato più forte e integrato avrebbe certamente subito dei danni dalla negativa situazione sudamericana. Al contrario, tale crescita economica sembra essere legata soprattutto allo sviluppo del mercato interno, finanziato da politiche pubbliche espansive e da ingenti prestiti provenienti dalla Cina, con cui Morales ha appena negoziato un credito di 7 miliardi di dollari.

Fig. 2 – Impianto gasifero di Yacuiba, uno dei principali della Bolivia

3. LA DIMENSIONE POLITICA – Oltre a queste debolezze economiche, l’ingresso della Bolivia pone ai Paesi del Mercosur una serie di problemi di natura politica.
Il Presidente Morales, infatti, ha abbandonato le politiche liberiste dei suoi predecessori e ha abbracciato il modello di sviluppo di stampo statalista e centralizzato. Di conseguenza il Paese è diventato uno stretto alleato del Venezuela ed è entrato nell’ALBA, organizzazione regionale ideata e guidata dal Presidente venezuelano Chávez e dal suo successore Maduro.
Per tali motivi, la Bolivia ha già più volte mostrato la sua opposizione alla firma di un trattato di libero scambio con l’Unione Europea, ambizione a lungo coltivata da molti membri del Mercosur, affermando che un tale accordo sarebbe contrario all’idea di “commercio di solidarietà” che il Governo di La Paz difende.
In secondo luogo, una Bolivia all’interno del blocco costringerà il Mercosur a prendere una posizione netta nei confronti della questione della “salida al mar” (sbocco al mare). Da più di un secolo, infatti, La Paz rivendica la regione di Antofagasta, che fu ceduta al Cile in seguito alla Guerra del Pacifico combattuta tra il 1879 e il 1883. La disputa ha ricevuto nuovo vigore dopo l’arrivo alla presidenza di Evo Morales, il quale ha portato la controversia di fronte alla Corte Internazionale di Giustizia.

Fig. 3 – Morales durante una manifestazione in favore della “salida al mar”

All’interno del Mercosur, l’Uruguay ha già espresso il proprio appoggio alla Bolivia con le parole dell’ex-presidente Mujica, che ha invitato gli altri membri del blocco ad aiutare La Paz ad ottenere uno sbocco al mare «como sea y por dónde sea». Oltre che ragioni di solidarietà politica, dietro alla posizione dell’Uruguay c’è certamente l’interesse economico a far passare le esportazioni boliviane attraverso i porti del proprio Paese a scapito di quelli cileni, argentini e brasiliani. I frutti di questo appoggio non hanno tardato a manifestarsi, e nel febbraio del 2015 i due Presidenti hanno firmato un accordo per la creazione di un porto d’acque profonde da costruirsi nella città di Rocha, in Uruguay. Questo porto, che si unisce all’offerta di utilizzo di quello di Nueva Palmira, secondo i piani dovrebbe diventare il principale punto di partenza per le esportazioni del Paese andino.

Fig. 4 – Incontro tra il presidente Morales e l’ex-presidente dell’Uruguay Mujica

Al contrario di quello dell’Uruguay, i Governi di Argentina e Brasile non hanno ancora espresso una loro posizione ufficiale sul problema. Nonostante ciò, la questione della “salida al mar” rischia di peggiorare gravemente le relazioni tra i Governi del Mercosur e il Cile proprio nel momento in cui il blocco sta cercando di avvicinarsi all’Alleanza del Pacifico, altro blocco regionale latinoamericano di cui il Cile è membro.
Con l’ingresso della Bolivia, dunque, il Mercosur mostra, al mondo e a se stesso, che la propria forza attrattiva non è definitivamente scomparsa. Allo stesso tempo, tuttavia, a causa della struttura economica e della visione politica del nuovo membro, il blocco rischia di trovarsi ancora più diviso ed isolato di prima, con effetti deleteri sulla propria sopravvivenza.

Umberto Guzzardi

 

Un chicco in più

Lo Stato Plurinazionale della Bolivia è una repubblica presidenziale di 10 milioni di abitanti.

Evo Morales è Presidente della Bolivia dal 2006, ed è attualmente al suo terzo ed ultimo mandato. La proposta di renderlo eleggibile per un quarto è stata bocciata da un referendum nel febbraio del 2016.

Foto: kristy & ian

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