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Michigan: la riscossa di Bernie Sanders

Caffè Americano – La nuova tornata elettorale delle primarie americane (il cosiddetto Super Tuesday 2) si è conclusa. Questi i risultati: per i democratici, Hillary Clinton conquista il Mississippi, mentre il rivale Bernie Sanders si aggiudica il fondamentale Michigan. Tra i repubblicani, Donald Trump si impone in Mississippi e Michigan. Ted Cruz vince in Idaho.

BERNIE ALLA RISCOSSA – Se Hillary vince senza alcuna difficoltà in uno Stato come il Mississippi, il candidato socialista Bernie Sanders riesce nel colpaccio di aggiudicarsi il Michigan, il vero territorio fondamentale di questa serata. Il predominio dell’ex first lady nel profondo Sud è difatti ormai un fattore assodato, dal momento che il rivale sconta una scarsa notorietà nel meridione ed una certa incapacità nell’accattivarsi i voti degli afroamericani. Tuttavia era il Michigan stavolta il vero protagonista. Innanzitutto, in termini pragmaticamente politici, risultando particolarmente ricco di delegati (ben 149). Ma anche in termini psicologici: il Great Lake State si configura storicamente come uno Stato moderato, che – tra l’altro – aveva nelle primarie democratiche del 2008 convintamente appoggiato l’ex first lady contro Barack Obama. Senza poi contare come appena una settimana fa i sondaggi dessero in loco avanti Hillary di oltre dieci punti percentuali.

Fig. 1 – Hillary Clinton sembra ricordarsi del detto “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”

Con la vittoria di stasera, Sanders torna a tutti gli effetti in pista, avendo dimostrato di consolidare il proprio primato nel Nord e di sapersi aggiudicare anche territori di rilevanza. Evidentemente il socialista è stato abile nella scelta della strategia elettorale: avendo il Michigan recentemente subìto una profonda crisi economica, Sanders nelle ultime settimane ha fatto valere la sua storica opposizione verso i trattati internazionali di libero scambio (dal NAFTA alla TPP), considerandoli come principale causa della perdita di posti di lavoro. Ha quindi avuto buon gioco nell’additare Hillary come loro sostenitrice, riuscendo così a convincere l’elettorato democratico dello Stato a sostenerlo.
E ora la Clinton ripiomba negli incubi. Nonostante una posizione di attuale vantaggio, questo risultato la preoccupa. Anche perché la forza dell’ex segretario di Stato è ad oggi quasi tutta nei superdelegati: che potrebbero però abbandonarla da un momento all’altro, come già accadde nel 2008. E già iniziano a circolare voci di un eventuale ticket, che includerebbe Sanders come candidato alla vicepresidenza. Recentemente ne ha parlato lo spin doctor del candidato socialista. Mentre ieri è stata l’ex first lady a dire di “vedere Sanders come un alleato”. Quanto sia effettivamente fondata questa possibilità, non è chiaro. Tuttavia, visto il carattere radicalmente anti-clintoniano dell’elettorato di Bernie, non è escluso che l’eventuale concretizzarsi di una tale probabilità possa rivelarsi alla fine un’arma a doppio taglio per il senatore del Vermont.

TRUMP VINCE, CRUZ REGGE, KASICH SORPRENDE – Tra i repubblicani, Donald Trump si aggiudica stasera gli Stati più importanti della tornata, Michigan e Mississippi. Il miliardario newyorchese dimostra ulteriormente la sua capacità di attrarre voti trasversali ed eterogenei, dai moderati alla destra religiosa. Se difatti il Mississippi si configura tendenzialmente come una roccaforte evangelica, il Michigan ha invece storicamente optato per canditati centristi (John McCain nel 2000 e Mitt Romney nel 2008 e 2012). Non stupisce allora che in Mississippi si sia collocato secondo il senatore texano Ted Cruz. L’elemento di novità appare piuttosto il centrista John Kasich, che si piazza terzo in Mississippi e addirittura secondo in Michigan, sopravanzando in entrambi gli Stati il senatore della Florida, Marco Rubio, che sprofonda letteralmente in ultima posizione. Un risultato, quello di Kasich, che potrebbe adesso accreditarlo come unico candidato credibile del fronte repubblicano moderato, soprattutto laddove riuscisse a conquistare l’Ohio (Stato di cui è governatore) il prossimo 15 marzo.

Fig. 2 – Prosegue la marcia di Donald Trump verso la nomination repubblicana

Buone notizie per Ted Cruz poi in Idaho. Il senatore texano riesce a conquistare nettamente lo Stato, rafforzando la sua posizione di candidato anti-Trump. Serata da dimenticare invece  per Rubio. Un autentico disastro, per il senatore della Florida. E adesso il suo addio alla corsa potrebbe essere veramente a un passo.

Stefano Graziosi

Un chicco in più

Il 15 marzo si terranno le elezioni in Florida e Ohio 

Foto: Michael Vadon

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