contatore visite gratuito
Home - Aree geografiche - La tecnologia antisatellite della Cina
14999399414_92c6315329_b_yoast-keyword

La tecnologia antisatellite della Cina

Miscela StrategicaDal 2007 la Cina conduce esperimenti su tecnologie per impedire agli avversari l’uso dei servizi satellitari. Lo scopo è togliere il vantaggio in questo campo all’avversario in caso di conflitto. Numerosi Paesi, Stati Uniti in testa, sono preoccupati da queste attività

RIVALITÀ SPAZIALE – La Cina ha un programma spaziale completo. Ha delle basi di lancio sul territorio e una flotta di vettori a basso costo in grado di portare in orbita una vasta gamma di carichi utili. Negli anni Pechino ha sviluppato discrete capacità satellitari sia civili sia militari. In questo campo, il più grande successo sono le piattaforme Beidou per il posizionamento e la navigazione che forniranno un servizio globale entro il 2020 (rivaleggiando con il GPS statunitense, il Galileo europeo e il Glonass russo). Inoltre, il Paese è in grado di mandare autonomamente astronauti in orbita, anche se non a cadenza regolare e ha inviato una sonda con relativo rover sulla Luna, inviando le prime foto in HD del paesaggio.
Nonostante questo, a oggi, la superiorità di Washington in orbita è schiacciante per numero di satelliti e funzionalità. Le Forze armate USA sono dipendenti dalle informazioni provenienti dallo spazio per quanto riguarda la ricognizione, la pianificazione, il coordinamento, il munizionamento di precisione, la guida di aeromobili a pilotaggio remoto(APR) e la deterrenza nucleare. Di conseguenza, la rete satellitare sarebbe la prima a essere attaccata in caso di scoppio di un conflitto e la Cina si sta attrezzando allo scopo.

Fig. 1 – Il centro di controllo missione cinese

Test ASAT cinesi

  • SC-19 (2007)
  • BX-1 (2008)
  • SC-19 (2010)
  • Dong Neng (2013-2014)

ASAT – La sigla ASAT sta per anti-satellite. Si tratta dell’insieme di tutte le tecnologie che possono impedire temporaneamente o definitivamente al nemico di usufruire dei servizi spaziali sia per la difesa sia civili, per creare una situazione caotica da sfruttare militarmente. Al momento, si possono dividere in tre tipologie.

  • Veicolo killer
  • Veicolo con braccio robotico
  • Attacco informatico
Veicolo killer – Si tratta di un oggetto inerte, un proiettile vero e proprio messo in orbita in rotta di collisione con il satellite da distruggere. Il “proiettile spaziale” può essere di dimensioni contenute, essendo la velocità d’impatto la variabile importante per la riuscita della missione. Il veicolo può essere lanciato con un razzo da una rampa o aviolanciato da un aereo ad alta quota. Un mezzo del genere può distruggere una piattaforma alla volta, quindi per molteplici obiettivi sono necessari numerosi lanci.
Veicolo con braccio robotico – Un satellite dotato di braccio robotico può essere messo colpire più di un obiettivo se dotato di sufficiente carburante per compiere le manovre orbitali. In teoria il veicolo si avvicina al satellite da mettere fuori uso per poi azionare il braccio per metterlo fuori asse o danneggiarne componenti vitali.
Attacco informatico – Metodo meno costoso che consiste nel violare la rete informatica delle stazioni controllo a terra dei satelliti. In questo modo si possono sia disattivare le piattaforme sia rendere inutilizzabili i loro dati impedendone la ricezione.

Fig. 2 – Il laboratorio spaziale cinese Tiangong-1 sulla rampa di lancio

TEST ASAT CINESI – Lo sviluppo di capacità ASAT da parte della Cina è iniziato negli anni Sessanta sotto il Programma 640. Nonostante le risorse spese, il progetto è stato abbandonato negli anni Ottanta. Le ricerche però sono proseguite, utilizzando parte dei fondi destinati ad altri programmi tecnologici. Il Paese ha compiuto il primo test ASAT nel gennaio 2007. Un veicolo killer ha colpito e distrutto un vecchio satellite meteorologico in orbita polare a 865 chilometri. L’impatto ha creato un numero enorme di detriti che mettono a rischio tutte le piattaforme orbitanti a quella quota. La notizia del test è stata resa pubblica dal Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti e successivamente la Cina ha confermato.
Nel 2008 è stata la volta dell’esperimento del satellite killer miniaturizzato rilasciato durante la missione spaziale con equipaggio Shenzhou-7. L’oggetto, denominato BX-1 passò a circa 43 chilometri di distanza dalla Stazione spaziale internazionale, costringendola ad accendere i motori per correggere la traiettoria (la distanza sotto la quale la ISS è costretta a farlo è sotto i 1.600 chilometri).
Il test SC-19 del 2010 è stato un ibrido. Il veicolo killer ha intercettato un missile balistico a medio raggio distruggendolo nella fase di volo spaziale. Il risultato ha permesso alla Cina di affinare la tecnologia d’intercettazione sopra l’atmosfera e di renderla disponibile per lo sviluppo di un sistema antimissile balistico (Anti-ballisitic Missile – ABM).
Dal 2013 in poi, la Cina è passata allo sperimentare tecnologia ASAT che non crea detriti, perciò molto probabilmente si tratta di veicoli dotati di braccio robotico. Mezzi di questo genere sono più “silenziosi” e nell’operare non generano quelle migliaia di micro oggetti risultato del test del 2007 che mettono a rischio la sicurezza di altri satelliti orbitanti. Gli Stati Uniti più volte, tramite il Dipartimento di Stato, hanno intimato a Pechino di terminare lo sviluppo e gli esperimenti di veicoli antisatellite.

Fig. 3 – La Cina lancia un satellite per telecomunicazioni per la Bolivia

OPPORTUNITÀ – Le tecnologia ASAT fanno parte della strategia cinese A2-AD (Anti-access Area denial – antiaccesso interdizione d’area) per garantirsi libertà di movimento nella regione del Mar Cinese Meridionale e in caso di invasione di Taiwan. La combinazione di un lanciatore a basso costo e un veicolo killer inerte le permette di distruggere satelliti da milioni di dollari (compreso lancio) con una spesa minore. Con una maggiore, può porre in orbita satelliti ASAT in grado di mettere fuori uso diverse piattaforme alla volta tramite l’uso del braccio robotico. Secondo alcuni report degli USA, Pechino starebbe anche sviluppando armi laser per accecare temporaneamente o definitivamente i satelliti nemici per la ricognizione ottica.

POSSIBILI IMPREVISTI – La rete radar di sorveglianza degli Stati Uniti impedisce alla Cina di portare avanti i test antisatellite in segretezza. Perciò gli altri Paesi stanno iniziando a studiare e sviluppare delle contromisure.

Miglioramento della sorveglianza spaziale

Miglioramento della sorveglianza spaziale

Vista l’intenzione di alzare il livello dello scontro nello spazio, è probabile che gli Stati Uniti aumenteranno e miglioreranno la propria rete di radar di scoperta e tracciamento degli oggetti spaziali e dei lanci di vettori.

Strategia di resilienza

Strategia di resilienza

Per rispondere alla minaccia, USA e altri Paesi occidentali stanno studiando l’applicazione di tecniche di lancio a basso costo per coprire eventuali “buchi” nella rete satellitare causati da veicoli e tecnologie ASAT. Una di queste è il lancio aerotrasportato.

ASAT VS. ASAT

ASAT VS. ASAT

La corsa agli “armamenti spaziali” potrebbe portare i rivali della Cina a sviluppare essi stessi sistemi per il disturbo o l’interruzione dei servizi satellitari, come jammers, armi a energia diretta o veicoli orbitali. Una delle ipotesi sulle funzioni dell’X-37B dell’USAF sembra essere proprio quella ASAT.

Fig. 4 – Lancio del vettore cinese Long March-2

RISCHI

  • Corsa agli armamenti spaziali
  • Strategia di resilienza da parte degli altri Paesi
  • Sviluppo di capacità ASAT da parte degli altri Paesi
  • Condanna in sede internazionale
  • Non sostenibilità economica della produzione su larga scala di veicoli ASAT

VARIABILI

  • Permanenza delle tensioni nel Mar Cinese Meridionale
  • Peggioramento dei rapporti diplomatici con gli USA
  • Prosecuzione dei test per il miglioramento delle tecnologie
  • Capacità di coordinamento di attacchi simultanei a piattaforme spaziali tramite veicoli killer e violazione informatica

Emiliano Battisti

Video 1 – Il test ASAT cinese del 2007

Emiliano Battisti

Foto: Speaker resources

0 comments