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Usa: la cannabis legalizzata sconfigge i cartelli della droga

Da quando l’utilizzo della cannabis, non solo medica ma anche per finalità ricreative, è stato regolamentato in molti stati degli Usa, il mercato illegale della droga ha subìto un duro colpo. La legalizzazione può essere un’arma efficace per combattere i cartelli della droga?

Cannabis medica e ricreativa – È stato probabilmente uno dei temi più caldi a livello mondiale degli ultimi anni. La cannabis e la sua legalizzazione per usi medici ma anche ricreativi.
Molti paesi di tutto il mondo hanno messo in atto una liberalizzazione, altri lo stanno facendo. Il tema coinvolge sempre di più l’opinione pubblica.
L’impiego della marijuana anche per uso medicinale è ormai una realtà cui molti paesi si sono aperti. Questo sulla scia di quanto studi scientifici di varia natura sono riusciti a dimostrare in riferimento agli effetti benefici della sostanza; la cannabis viene oggi impiegata con successo come cura palliativa del dolore su pazienti affetti da patologie gravi, quali Sclerosi Multipla, Cancro, Aids, oltre che per curare disturbi di minore entità come asma, nausea, vomito, glaucoma.
Ben altra cosa è invece l’utilizzo personale per scopo ricreativo: un utilizzo diverso rispetto a quello medico e che sta iniziando a prendere piede in molti paesi. Anche negli Usa.

Cannabis legalizzata negli Usa – Quello legato al mercato della droga è il settore più in crescita negli Stati Uniti: nel 2014 si è registrato un incremento del 74% per un giro di affari complessivo di 2,7 miliardi di dollari. Si parla ovviamente di industria legale della marijuana.
La cannabis per finalità ricreative è stata approvata, ad oggi, in quattro stati: Colorado, Washington, Oregon e Alaska. Sono invece 18 gli stati dove è consentito l’accesso terapeutico alla sostanza.
Nel giro di pochi mesi queste realtà hanno dato vita ad un giro di affari di assoluto rilievo, grazie a introiti derivati da vendita e tassazione della cannabis. Ed è inoltre stato calcolato che nel 2018 i ricavi potrebbero addirittura arrivare a quadruplicarsi.

La spallata ai cartelli della droga – C’è un altro aspetto straordinario da tenere a mente quando si tocca questo tema. Quello della lotta all’illegalità. Si fa riferimento qui ai cartelli della droga messicani che agiscono tra Sudamerica e Usa.
La legalizzazione della marijuana in diverse città statunitensi, oltre a riempire le casse dello stato, ha dato una spallata al mercato illegale delle sostanze stupefacenti. Per i cartelli della droga si calcola una perdita di milioni di dollari.
La principale spinta verso questo cambiamento arriva dalla classica legge del mercato: la cannabis prodotta direttamente dallo Stato in totale legalità ha costi più bassi e ciò ha portato inevitabilmente ad un crollo del valore della cannabis sul mercato. I cartelli illegali della droga, che a lungo hanno avuto il sopravvento, si troverebbero ora a dover fronteggiare il peso della concorrenza legale.
A certificare questa nuova tendenza, i dati relativi alla marijuana confiscata lungo il confine tra Messico e Stati Uniti: numeri che hanno visto un declino negli ultimi 3 anni, passando da 2.430 tonnellate nel 2013 a 1.922 t nel 2014, diminuendo fino al 1.538 t nel 2015.
Dati che certificano il crollo del traffico di marijuana illegale dal Messico agli Usa grazie alla legalizzazione avvenuta negli ultimi anni, e che possono rappresentare un precedente di cui tenere conto per tutti quei paesi che vogliono affrontare la problematica del traffico illegale di droga.

Redazione (contributo esterno)

Foto: Rusty Blazenhoff

2 comments
Dario
Dario

sarebbe utile avere linkata anche qualche fonte di riferimento , cosi purtroppo non c'è nulla di confutabile

AndreaItaly
AndreaItaly

@Dario 

Purtroppo sul tema sono diffusi principalmente documenti in lingua inglese, ti linko il documento della DEA da cui si deduce la perdita di guadagno per i cartelli messicani:

http://www.dea.gov/docs/2015 NDTA Report.pdf

Per quanto riguarda i dati sui guadagni generati dal commercio legale negli USA, si tratta di dati tratti dalle dichiarazioni al fisco dei rispettivi Stati. Per cui è difficile mettere in dubbio la loro veridicità.

Speriamo che anche in Italia si inizino a prendere in considerazione politiche più razionali su un tema circondato de sempre da molta ignoranza e tabù e che purtroppo, nel modo in cui è stato affrontato finora, ha portato alla società molti più danni che benefici.

In Parlamento c'è un ddl firmato da quasi 300 parlamentari di tutti i partiti. Mi auguro che per una volta prevalga i buon senso e che l'Italia non sia ancora una volta l'ultima nel mondo a razionalizzare le sue politiche legislative.