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Italia al centro delle relazioni UE-America Latina

In 3 sorsi Passa per Roma l’intenso dialogo tra Bruxelles e America Latina e Caraibi. Ed è promosso proprio dalla Farnesina, che lo inquadra al centro del suo programma “Anno dell’Italia in America Latina: storie, viaggi, scoperte e imprese”. Rafforzare le relazioni e la cooperazione economica sono stati infatti i temi della Conferenza “EU Relations with Latin America: from Social Resilience to Global Governance”, organizzata dal ministero degli Esteri e dall’Istituto Affari Internazionali (IAI), con il contributo del Barcelona Centre for International Affairs (CIDOB) e dell’Istituto italo-latino americano (IILA).

1. RAFFORZARE LA “VISIONE COMUNE” – Proporre un ulteriore momento di riflessione per accrescere con considerazioni aggiornate quel “laboratorio” di idee e di cooperazione che si è instaurato grazie alle intense relazioni bilaterali tra Unione Europea e America Latina-Caraibi. Questo lo scopo della Conferenza EU Relations with Latin America: from Social Resilience to Global Governance tenutasi venerdì 15 gennaio alla presenza di Federica Mogherini (Alto rappresentante dell’Unione europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza), Mario Giro (sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale), Luis Almagro (segretario generale dell’Organizzazione degli Stati americani), Donato Di Santo (presidente della ONG Movimondo ed ex sottosegretario agli Esteri). E dopo Milano quindi, ora l’Italia è nuovamente protagonista, a Roma, per essere forum di proposta politica, sviluppo e sensibilizzazione sul tema degli esteri. A seguido della VII edizione della Conferenza Italia-America Latina e Caraibi, quindi, la Farnesina riporta al centro del dialogo le considerazioni in merito a una possibile “visione comune” tra i due continenti, focalizzando le sessioni della giornata sui temi della governance globale, dello sviluppo di una partnership socioeconomica, dell’accrescimento delle iniziative culturali e degli investimenti sulle tematiche di interesse transnazionale, quali la lotta ai cambiamenti climatici e contro il terrorismo e il contrasto della criminalità.

Fig. 1 – Il sottosegretario agli Esteri Mario Giro

2. MOGHERINI: DAL “FARE PER VOI” AL “FARE CON VOI”  – Con questa citazione (di Joe Biden, Vice-Presidente USA), Federica Mogherini introduce i capisaldi dell’azione che l’Unione Europea sta svolgendo in tema di relazioni internazionali, e in particolare con il Sud America, che si deve vedere ora più che mai come un partner non solo economico, ma anche – e sempre più – politico. «Ridefinire l’Unione Europea nel mondo», questo il lavoro necessario, dice l’Alto Rappresentante, per mantenere l’UE al centro della panoramica globale anche in questo momento di crisi. E proprio su questi temi, a giugno, sarà presentata al Consiglio Europeo la Strategia Globale dell’Unione. L’intervento di Mogherini parla di un’apertura del mercato latinoamericano senza precedenti, grazie alla quale il dialogo bilaterale, in questo contesto particolare, può giocare un ruolo cruciale nel risollevare la crescita economica di entrambi i continenti. Un’ “alleanza per la cooperazione” o meglio ancora, un’ “alleanza di alleanze” che possa, attraverso i negoziati, condurre ad una vera e propria partnership non solo tra UE e Paesi dell’America Latina e dei Caraibi, ma tra l’Unione e il Mercosur, di cui già i primi segnali positivi (come libera circolazione di cittadini UE in Colombia e Perù) sono in stato di avanzamento. Un discorso, quello della Commissaria italiana, che mostra con evidenza la necessità di ravvivare ed estendere quel caposaldo che anche per l’Italia è indispensabile ed imprescindibile: lo spazio atlantico. Coinvolgendo, quindi, l’America Latina, subcontinente che ha interessi economici e culturali condivisi con l’Europa e con l’Occidente.
Nel corso degli ultimi anni, infatti, si è reso sempre più necessario porre attenzione crescente a quanto avviene sul lato sud dell’Atlantico, dove recenti avvenimenti come l’apertura di Cuba non hanno valore solo nelle relazioni con gli Stati Uniti, ma verso il mondo. Stesso discorso si può fare per la rinnovata situazione politica della Colombia, che affronta un passaggio tormentato con la rinnovata Presidenza Santos e un conseguente tentativo di pace per uno Stato che storicamente ha vissuto con continuità periodi di turbolenze interne. E per il nostro Paese certamente il valore e il peso delle relazioni con America Latina e Caraibi restano un punto fermo, vuoi per gli investimenti (Canale di Panama), vuoi per le opportunità per le aziende italiane. Uno sguardo, quindi, che l’Unione e l’Italia devono tenere ben fisso, quello sull’America Latina, non come meri osservatori ma come attori attivi ed interessati.

Fig. 2 – Mauricio Macri, nuovo Presidente argentino, riceverà Matteo Renzi l’8 febbraio a Buenos Aires

3. “CAMINANTE, NO HAY CAMINO, SE HACE CAMINO EL ANDAR…” – In un contesto geopolitico particolarmente agitato e talvolta altalenante tra l’imprevedibile e l’inatteso, mantenere il timone saldo delle relazioni e investire sulla cooperazione con l’estero si configurano come azioni politiche, sia da parte dell’Unione Europea, che da parte dell’Italia, drasticamente importanti. Ma proprio perché per il “viandante non esiste il sentiero”, ma “il sentiero si fa camminando…”, non c’è una strada prefigurata ancora che riveli obiettivi chiari in questo dialogo bilaterale tra UE ed il subcontinente americano. Le strategie arriveranno passo dopo passo e le soluzioni per integrare questi due poli economici (molto vicini sia per la vicinanza delle culture, sia per i forti reciproci flussi migratori, e soprattutto per il fatto che l’UE è il primo investitore a livello globale nella regione) potranno scaturire solo grazie a un continuo e produttivo rapporto e lavoro in partnership, su programmi, cooperazione e sviluppo, mentre l’Europa cerca ancora un proprio preciso ruolo da giocare sul panorama politico internazionale. In carenza, infatti, di una vera politica estera comune, certamente non consolidata dall’assenza di una difesa comune, l’UE sembra ancora non poter dettare le tappe di una solida integrazione, pur restando interlocutore ormai imprescindibile.

Fabrizio Spaolonzi 

 

 Un chicco in più

La Strategia Globale dell’Unione – Nel 2013 il Consiglio europeo ha invitato Federica Mogherini – Alto rappresentante dell’Unione europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza – a presentare un documento, previa consultazione con gli Stati membri, volto determinare l’impatto dei cambiamenti, le sfide e le opportunità per l’Unione europea nella situazione globale. Da qui nasce un vero e proprio piano strategico globale per l’UE, che impegna diversi settori, come l’energia, la difesa o la cyber-security. Qui il sito della EU Global Strategy.

 

Foto: European External Action Service – EEAS

Foto: Utenriksdept

Foto: Cancillería Ecuador

2 comments
Rosap
Rosap

D'accordissimo sulla necessità di incrementare i rapporti tra UE e America latina che, tra l'altro, è l'unico parte del globo ad essere al sicuro dall'ISIS . Non sono d'accordo invece sull'affermazione che l'UE sia il primo investitore. Da esperienze vissute ritengo invece che l'Europa, e in particolar modo l'Italia, stiano perdendo  una magnifica occasione, facendosi precedere, nel tempo e nelle relazioni commerciali, dai cinesi, che controllano, almeno, i settori commerciali di abbigliamento(made in china) e alimentare, esattamente gli ambiti di eccellenza italiana. Ringraziamo, per questo, i nostri lungimiranti imprenditori.