contatore visite gratuito
Home - Aree geografiche - La riforma del settore europeo dei lanciatori

La riforma del settore europeo dei lanciatori

Miscela StrategicaIl settore europeo dei lanciatori sta subendo un mutamento strutturale, soprattutto per quanto concerne la governance, con l’obiettivo di rimanere al passo con concorrenti statali e privati sempre più competitivi

LA SFIDA DELLA COMPETITIVITÀ – L’ingresso di nuovi attori, sia statali sia privati, ha cambiato le regole del gioco del settore mondiale dei lanciatori, mettendo sotto pressione quello europeo. Tra gli Stati spiccano Cina e India, pronte ad affacciarsi sul mercato con i loro razzi, che si sono rivelati affidabili e a costo contenuto. Inoltre rimane ancora forte la posizione della Russia, la quale, nonostante la crisi economica che subisce a causa delle sanzioni internazionali e del basso presso delle materie prime energetiche, mantiene una posizione forte sul mercato grazie ai vettori della serie Proton e Soyuz, ormai dei classici del settore lanciatori. Mosca ha anche in programma l’introduzione dei razzi della serie Angara, che copriranno i lanci di carichi leggeri, pesanti e medi.
Grazie ai programmi avviati dalla Nasa, le aziende spaziali private hanno ricevuto la spinta necessaria per entrare indipendentemente nel mercato dei vettori. Tra tutte, la più in vista è la SpaceX fondata dal miliardario Elon Musk. La compagnia punta sulle varianti del razzo Falcon-9 e sul futuro Falcon Heavy per conquistare una posizione di primo piano nel settore. Inoltre, le sperimentazioni del rientro controllato del primo stadio del vettore per il successivo riutilizzo – coronate dal successo per la prima volta il 21 dicembre 2015 – promettono un’ulteriore diminuzione del prezzo di lancio.

Fig. 1 – Lancio dell’Ariane-5

Lanci europei 2015

  • Ariane-5 ECA: 6
  • Soyuz: 3
  • Vega: 3 

UNA NUOVA GOVERNANCE PER I LANCIATORI EUROPEI – Il nuovo scenario del mercato mondiale dei lanciatori ha costretto l’Agenzia spaziale europea (European Space Agency – ESA) a rivedere la governance del settore. Questa ruota attorno al consorzio Arianespace, creato per la gestione dei lanci dei vettori europei e, originariamente, partecipata da aziende aerospaziali del vecchio continente. La quota di maggioranza relativa era detenuta dal consorzio Airbus-Safran Launchers (nato nel dicembre 2014 tramite un accordo tra Airbus Defence and Space e Safran) con il 39%, seguita dal Cnes (l’agenzia spaziale francese) con il 35%. Altre aziende partecipano con quote di minoranza, tra le quali l’italiana Avio Spa che detiene il 3,4%. Attualmente, Arianespace gestisce e commercializza i lanci di tre vettori: l’Ariane-5 ECA, il Soyuz “europeizzato” (tramite accordo con la Russia) e il Vega. I problemi sono sorti a causa dell’Ariane, in quanto i lanci sono stati venduti sottocosto per mantenerne competitivo il prezzo, costringendo gli azionisti di Arianespace, e i Paesi dell’ESA che partecipano allo sviluppo dei lanciatori, a ripianare le perdite del consorzio con periodiche ricapitalizzazioni. Dopo la Conferenza Ministeriale ESA del dicembre 2014 è stato deciso di puntare su due vettori per il futuro: l’Ariane-6 e il Vega C. La conseguenza diretta di questa scelta strategica è stata la decisione di aumentare il ruolo delle industrie aerospaziali sia nella fase di sviluppo sia in quella della commercializzazione dei nuovi vettori, diminuendo al contempo quello finora avuto da Arianespace. Un ulteriore indirizzo strategico è quello di rendere la vendita dei lanci europei profittevole, evitando il ripetersi delle operazioni di ricapitalizzazione. Il primo passo della nuova struttura di governance del settore europeo dei lanciatori è l’acquisizione da parte di Airbus-Safran Launchers della quota di Arianespace detenuta dal Cnes, diventando così azionista di maggioranza assoluta. Il Governo francese, principale contributore dell’ESA, sta cercando di imporre il mantenimento di Arianespace come azienda e la permanenza della sede centrale a Evry in Francia. La richiesta di autorizzazione all’acquisto è stata fatta alla Commissione europea a gennaio scorso e la decisione di quest’ultima è prevista entro febbraio.

  • ESA
  • Airbus-Safran Launchers, Elv 
  •  Arianespace
L’Agenzia spaziale europea, in rappresentanza degli enti spaziali dei Paesi membri, continua a occuparsi dei finanziamenti e dello sviluppo dei vettori, oltre che del sostenimento dei due terzi del bilancio del Centro spaziale della Guyana (la base di lancio europea). Non tutti gli Stati membri dell’ESA partecipano al programma lanciatori, in quanto classificato come opzionale.
Le aziende spaziali sono le nuove protagoniste del settore lanciatori in Europa. Oltre che degli appalti per la costruzione e l’assemblaggio dei vettori, ora avranno un maggiore ruolo nello sviluppo (a fianco dell’ESA) e, soprattutto, nella commercializzazione. Il consorzio tra Airbus Defence and Space e Safran è responsabile per i razzi della serie Ariane (l’attuale “5” e il futuro “6”), mentre Elv (consorzio tra Avio Spa e Agenzia spaziale italiana) si occupa del Vega (compresa la futura versione “C”).
All’azienda dovrebbe rimanere il ruolo del rapporto diretto con i clienti e le istituzioni che desiderano lanciare i propri carichi usando razzi europei. Inoltre, manterrebbe la partecipazione alla gestione delle infrastrutture del Centro spaziale della Guyana oltre che alla gestione operativa dei lanci.
 

Fig. 2 – Il vettore Soyuz sulla rampa di lancio al Centro spaziale della Guyana

EFFETTI – La riorganizzazione mira a rendere più efficiente il settore per ridurre i costi e competere con i nuovi attori spaziali statali e privati. Da questo punto di vista, una maggiore responsabilità delle aziende costruttrici ridurrebbe sicuramente la catena di passaggi che va dall’assemblaggio del vettore, alla vendita e al lancio stesso. Oltre ad Airbus-Safran, anche Elv beneficerebbe del nuovo scenario, potendo aumentare la partecipazione alla commercializzazione del Vega, che finora si è dimostrato un vettore affidabile e con buone prospettive di mercato. Inoltre, l’Italia ha aumentato del 55% il proprio investimento nell’ESA, spinta proprio dal successo del razzo da essa concepito e dall’approvazione del progetto per la versione potenziata “C”. La valutazione completa sull’eventuale successo della nuova governance si avrà solamente quando entreranno in servizio i nuovi lanciatori, soprattutto l’Ariane-6 e potranno essere fatti confronti con gli altri attori del mercato dei vettori, prima su tutte la SpaceX.

Fig. 3 – Il CEO di Arianespace, Stephane Israel

POSSIBILI IMPREVISTI – Lo spazio in Europa è gestito per la maggior parte a livello intergovernativo, attraverso l’ESA, perciò è difficile costruire un modello di gestione che possa competere efficacemente con singoli Stati o aziende. Questo comporta alcuni rischi.

Conflitto d'interessi

Conflitto d'interessi

Airbus-Safran ha un ruolo chiave nello sviluppo e costruzione dell’Ariane-6 e questo ha sollevato diverse preoccupazioni da parte dei costruttori di satelliti diversi da Airbus Defence and Space. Questo a causa del rischio che le specifiche del razzo siano approvate in modo tale da favorire le piattaforme spaziali costruite dalla stessa azienda.

Il futuro di Avio Spa

Il futuro di Avio Spa

Il futuro di Avio Spa (e quindi di Elv) è ancora incerto, nonostante Finmeccanica abbia più volte dichiarato l’intenzione di comprarne la quota di maggioranza (appoggiata in questo dal Governo italiano). In caso si facesse avanti (di nuovo) Airbus-Safran si creerebbe una situazione di monopolio nel settore.

Fig. 4 – Il Centro di controllo lancio del Centro spaziale della Guyana

 
 RISCHI

  • Mancato raggiungimento dei livelli di competitività dei concorrenti nonostante il cambiamento di governance
  • Monopolio di Airbus-Safran, che non si concilia con il carattere intergovernativo della gestione del settore spaziale europeo
  • Conflitto d’interessi a causa del doppio ruolo di Airbus Defence and Space come costruttore di razzi e di satelliti 
 
 
 VARIABILI

  • Approvazione della CE dell’acquisto delle quote di Arianespace detenute dal Cnes da parte di Airbus-Safran
  • Futuro di Avio Spa incerto
  • Ridefinizione del ruolo di Arianespace 
 

Emiliano Battisti

Un chicco in più

Il primo lancio del razzo Vega C è previsto per il 2018, mentre per vedere in azione l’Ariane-6 bisognerà aspettare fino al 2020

Foto: ESA_events

0 comments