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Principia, lanciata la nuova missione spaziale europea

In 3 sorsi – Il 15 dicembre 2015 alle ore 12.03 (CET) è stato effettuato dal cosmodromo di Baikonur (Kazakistan) in direzione dell’ISS l’ultimo lancio del vettore Soyuz programmato per il 2015. Timothy Peake, astronauta dell’Agenzia spaziale europea, è il primo cittadino britannico a entrare nell’Stazione spaziale internazionale (ISS) per avviare la missione Expedition 46. Scopriamo in tre sorsi chi compone il nuovo equipaggio e lo scopo della missione.

1. L’EQUIPAGGIO – Yuri Ivanovich Malenchenko (Roscomos), Timothy Lennart Kopra (NASA) e Tim Peake (ESA) hanno raggiunto la Stazione spaziale internazionale (ISS) alle ore 18.23 (CET) del 15 dicembre 2015, avviando una nuova fase della ricerca scientifica nello spazio che durerà fino a giugno 2016. Il veicolo spaziale Soyuz TMA-19M è stato guidato dal pilota Yuri Ivanovich Malenchenko, cosmonauta ucraino naturalizzato russo alla sua sesta missione nello spazio, e primo uomo a sposarsi nello spazio, il 10 agosto 2003, sorvolando la Nuova Zelanda a chilometri di distanza dalla sua futura moglie, Ekaterina Dmitrieva. Diplomato alla scuola militare di aviazione e pilota di alto livello per quattro anni nella regione di Odessa, è stato selezionato nel 1987 come astronauta e inviato al
Gagarin Cosmonaut Training Center,
il centro di formazione russo per le missioni spaziali degli astronauti, fino al lancio della sua prima missione, Mir Expedition EO-16. Il colonnello dell’esercito statunitense Timothy Lennart Kopra è invece l’astronauta della NASA, per la quale ha iniziato a lavorare nel 1998 come ingegnere presso il Lyndon B. Johnson Space Center, centro di ricerca e preparazione americano per il volo spaziale umano. Selezionato come candidato astronauta, è partito per la sua prima missione, la STS-127, trascorrendo due mesi a bordo dell’ISS. Tuttavia la vera novità dell’equipaggio è la presenza del primo cittadino britannico selezionato per il programma di addestramento astronauti dell’ESA nel 2009, Timothy Peake, il quale è entrato a pieno titolo nel team di astronauti europei di cui fanno parte, tra gli altri, gli italiani Samantha Cristoforetti, Luca Parmitano e Paolo Nespoli. Ex pilota dell’esercito britannico, Timothy Peake è stato accolto insieme al resto dell’equipaggio dai sei astronauti già presenti sull’ISS in procinto di terminare il loro soggiorno di undici mesi nello spazio. Nonostante Helen Sharman sia stata la prima donna britannica ad entrare nello spazio, attraverso il Progetto Juno finanziato privatamente, Timothy Peake è il primo cittadino del Regno Unito ad aver raggiunto per conto dell’ESA quella che sarà la sua casa per i prossimi sei mesi, ovvero l’ISS, al fine di avviare una serie di esperimenti scientifici in orbita. Questa missione segna il culmine della decennale collaborazione tra l’Agenzia spaziale inglese (UKSA) e l’ESA a scopo scientifico e soprattutto un traguardo storico per il Regno Unito. Il Governo di Londra, infatti, ha avviato una politica di crescita economica che vede lo spazio come uno dei principali settori di investimento e Tim Peake ne rappresenta ad oggi il principale testimonial.

Fig. 1 – L’astronauta britannico Tim Peake posa con l’autore del logo della sua missione Principia

2. MISSIONE PRINCIPIA – Alcuni mesi prima del lancio di una missione scientifica, gli astronauti chiedono aiuto ai propri concittadini per l’invio di idee e  suggerimenti riguardo la sua denominazione. Gli inglesi non si sono tirati indietro, inviando ben 4.000 proposte, tra le quali è stata selezionata “Principia”. Il nome deriva dal trattato in tre volumi di Isaac Newton: “Philosophiae Naturalis Principia Mathematica” (I principi matematici della filosofia naturale) in cui, a partire dalla famosa riflessione sul perché le mele cadono dagli alberi, lo scienziato inglese enunciò le leggi della dinamica e della gravitazione universale, requisito fondamentale per i voli spaziali. La nuova missione scientifica europea che verrà portata avanti da Timothy Peake contribuirà al corretto funzionamento del laboratorio scientifico a gravità zero e al conseguimento degli esperimenti programmati per centinaia di ricercatori sulla terra. Come per ogni missione spaziale che si rispetti, anche gli studenti inglesi sono stati chiamati a partecipare e presentare i loro disegni per un logo ad hoc. Tra tutti i candidati, è stato selezionato lo stemma del tredicenne Troy Wood: una mela, in riferimento alla legge di gravità, all’interno della quale si può distinguere il riflesso stilizzato dell’ISS. Il logo è stato poi completato dalla scritta “Principia” e dal disegno della Soyuz che sorvola il Regno Unito, il tutto racchiuso in un cerchio il cui contorno rimanda ai colori dell’Union Jack, la bandiera nazionale inglese. Principia permetterà di studiare l’uso e il funzionamento di nuovi materiali, le attività del corpo umano, la fisica dei fluidi e l’uso di nuove tecnologie nello spazio. Inoltre, gli scienziati non faranno uso solo dell’assenza di gravità ma anche delle presenza di forti radiazioni, dell’isolamento o del vuoto al fine di studiare gli effetti fisici e psicologici di vivere a bordo dell’ISS. Le ricerche che vengono regolarmente eseguite da scienziati internazionali hanno lo scopo di testare nuove modalità per migliorare la vita sulla Terra, contribuendo ad esempio allo sviluppo di nuove tecniche mediche, ma anche di aiutare le agenzie spaziali a pianificare future missioni spaziali, come quelle programmate e livello europeo sulla Luna o su Marte.

Fig. 2 – Un lancio del vettore europeo per carichi pesanti Ariane-5

3. LE PROSSIME MISSIONI – Scienza, esplorazione e tecnologia: queste sono le parole chiave che ispirano e guidano le missioni spaziali europee. La proposta del nuovo Direttore generale dell’ESA, il professor Johann-Dietrich Woerner, di costruire un Moon Village (Villaggio lunare) si inserisce proprio nella sua visione di una cooperazione internazionale quale fondamento dell’esplorazione dello spazio. L’idea sarebbe quella di consorziare partners internazionali che siano in grado di contribuire alla ricerca scientifica attraverso le proprie tecnologie satellitari, robotiche e tecnologiche, spalancando così le porte all’industria privata che riveste un ruolo sempre più importante nel settore spaziale. Ad esempio, Space X o Orbital ATK sono già abilitate al trasporto di cargo per i rifornimenti degli astronauti dell’ISS, mentre Virgin Galactic e XCOR Aerospace stanno iniziando a pianificare i primi viaggi turistici nello spazio (in volo suborbitale) entro i prossimi due anni. Il progetto prevede che il Villaggio lunare sia situato sul lato più lontano della Luna rispetto alla Terra per servire anche da base per le future missioni su Marte. Tuttavia, se da un lato molte agenzie spaziali nazionali considerano i viaggi preliminari sulla Luna – e, contestualmente, la costruzione di un Villaggio lunare – indispensabili per procedere verso Marte, dall’altro la NASA ha chiaramente affermato che non intende ritornare sulla Luna, ma piuttosto concentrarsi sul pianeta rosso. L’esplorazione di Marte, iniziata nel 1975 con il lancio della missione NASA “Viking”, è legata alla faditica domanda “c’è vita?”. Ad oggi, la ricerca continua con l’imminente avvio del Programma dell’Agenzia spaziale europea ExoMars, nato con lo scopo di studiare l’ambiente marziano e testare nuove tecnologie che permettano di procedere al rientro sulla Terra di campioni per l’analisi in laboratorio. Exomars prevede due missioni da relizzarsi in collaborazione con l’Agenzia spaziale russa, Roscomos. L’equipaggiamento della prima missione, programmata per marzo 2016, sta lasciando in questi giorni il centro della Thales Alenia Space di Torino in direzione del cosmodromo di Baikonur per la preparazione del lancio. Principali obiettivi di questa prima missione sono sia la ricerca di prove che confermino la presenza di metano e altri gas atmosferici quale traccia di processi biologici o geologici attivi, sia il collaudo di tecnologie chiave per la preparazione delle prossime missioni su Marte. Innegabile dunque che il 2016 si aprirà con nuove sfide all’orizzonte per la comunità scientifica.

Eleonora Lombardi

Un chicco in più

  • Il cosmodromo di Baikonur (in russo: Космодром «Байконур»), costruito dall’Unione Sovietica alla fine del 1950 come base operativa per il suo programma spaziale, è il primo e il più grande complesso operativo abilitato al lancio nello spazio. Situato nella steppa desertica del Kazakistan, è stato ceduto in locazione dal governo kazako alla Russia fino al 2050 ed è gestito congiuntamente dall’Agenzia spaziale federale russa (Roscomos) e dalle Forze di difesa aerospaziale russe. Il primo satellite artificiale ad orbitare intorno alla terra, lo Sputnik 1, così come il primo astronauta a viaggiare nello spazio, Yuri Gagarin, sono stati lanciati da una delle rampe di lancio di Baikonur.
  • Dopo la missione “Futura” di Samantha Cristoforetti, nel 2017 assiteremo al terzo viaggio spaziale di Paolo Nespoli, astronauta italiano dell’ESA, che parteciperà all’Expedition 52/53 sull’ISS.

Foto: NASA HQ PHOTO

 

 

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