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Un giorno senza satelliti

AstroCaffè Tutti i giorni usiamo tecnologia e servizi spaziali senza accorgercene e spesso sottovalutando la loro importanza. Proviamo perciò ad analizzare cosa succederebbe se un giorno i satelliti in orbita fossero disattivati improvvisamente.

LO SPAZIO QUOTIDIANO – Ogni giorno abbiamo a che fare con la tecnologia spaziale, ossia la utilizziamo direttamente o usufruiamo di suoi derivati, i cosiddetti spinoffs. Tutto questo avviene con una tale consuetudine che, ormai, sta diventando difficoltoso accorgersi di quanto siamo dipendenti dalle diverse costellazioni di satelliti che orbitano a diverse quote attorno alla Terra. Negli Stati Uniti, l’USAF (United States Air Force – Aeronautica militare degli Stati Uniti), in collaborazione con diverse agenzie governative, tra le quali la NASA, organizza esercitazioni periodiche e studi che prendono in considerazione lo scenario nel caso dell’interruzione totale o parziale dei servizi satellitari. Tutto questo è mirato a elaborare strategie di prevenzione e di mitigazione dei danni. Nei prossimo paragrafi illustreremo in maniera semplificata alcuni degli effetti di un tale scenario.

SPEGNIAMO I SATELLITI DA OSSERVAZIONE – In questo scenario, il primo settore a risentirne sarebbe quello della difesa/sicurezza. L’assenza di immagini satellitari renderebbe molto difficile monitorare le attività di eventuali Paesi o gruppi armati avversari o nemici (i metodi sostitutivi, come la ricognizione aerea e quella a terra, verrebbero resi ardui dalla disattivazione dei satelliti per la navigazione e il posizionamento e di quelli per le telecomunicazioni). In caso di disastri naturali, la valutazione dei danni sarebbe molto meno precisa e le strategie di contenimento avrebbero il forte rischio di essere poco efficaci, mancando la cosiddetta big picture della situazione.

Fig. 1 – Immagine da satellite meteorologico

SPEGNIAMO I SATELLITI METEOROLOGICI – Primo effetto: niente meteorologi alla fine dei telegiornali. Al di là dell’ironia (neanche tanto, per molti la pianificazione della giornata successiva dipende dalle previsioni del tempo della sera precedente), i satelliti di questo tipo hanno una grande importanza per quanto concerne la previsione e il monitoraggio dei cosiddetti eventi meteorologici “estremi”, come i cicloni o gli uragani. Le popolazioni non potrebbero essere avvertite in anticipo dell’arrivo di questi fenomeni e il rischio del moltiplicarsi dei danni e, soprattutto, delle vittime sarebbe concreto.

SPEGNIAMO I SATELLITI PER TELECOMUNICAZIONI – In assenza dei servizi offerti da queste piattaforme, le comunicazioni con zone remote del nostro pianeta che non dispongono di adeguate infrastrutture, diverrebbero quasi impossibili, così come l’accesso all’internet satellitare. Inoltre, gli utenti non potrebbero accedere ai canali della televisione via satellite e i collegamenti per gli eventi in diretta mondiale verrebbero meno. Per quanto concerne il settore della difesa, le comunicazioni criptate e la trasmissione di dati non sarebbero più garantite.

Fig. 2 – Ricevitore GPS da polso

SPEGNIAMO I SATELLITI PER LA NAVIGAZIONE E POSIZIONAMENTO – Abbiamo tenuto questa tipologia di satelliti per ultima perché è quella che, se disattivata, comporterebbe i maggiori danni, sia fisici sia economici. I satelliti per la navigazione e posizionamento oltre a queste funzioni, ne hanno un’altra fondamentale: gli orologi atomici di cui sono dotati forniscono il tempo con una precisione nell’ordine dei cento miliardesimi di secondo. Passiamo alle conseguenze di un eventuale disattivazione della costellazione NAVSTAR GPS (NAVigation Satellite Timing And Ranging Global Positioning System) statunitense, la più utilizzata a livello mondiale. Iniziamo dal settore difesa: i missili e le bombe a guida GPS non sarebbero più impiegabili e il coordinamento delle forze terrestri, navali e aeree diverrebbe molto complicato. Per quanto concerne il settore civile, tutti gli aerei commerciali in volo dovrebbero essere richiamati e si rischierebbero numerose collisioni sia in volo sia in fase di atterraggio. A livello economico si perderebbero miliardi poiché le transazioni e le compravendite nelle Borse valori sono regolate in base al servizio di misurazione del tempo. Quest’ultimo regola anche il coordinamento nell’erogazione di energia elettrica: con la disattivazione del GPS si avrebbero numerosi blackouts in diverse parti del mondo. Inoltre, le comunicazioni via cellulare non funzionerebbero in maniera efficiente.

FANTASCIENZA? – Lo scenario descritto nei precedenti paragrafi può sembrare sorprendente e degno di un film catastrofico. Eppure le minacce ai satelliti e, di conseguenza, ai servizi da questi offerti sono molteplici. Tra quelle di tipo naturale ci sono le cosiddette tempeste solari. Queste possono essere causate dalle espulsioni di massa coronale o da altri getti di particelle emessi dal Sole. Quando queste raggiungono la magnetosfera terrestre sono possibili conseguenze sugli strumenti che funzionano a energia elettrica, compresi i satelliti e i sistemi a terra.
Altre minacce sono generate dall’attività umana. In orbita attorno al nostro pianeta, a diverse quote, sono presenti miliardi di detriti spaziali, causati da collisioni tra satelliti, da loro rotture o da parti di razzi. Basti pensare che è sufficiente un detrito di 1 centimetro di diametro per bucare da parte a parte un satellite di oltre una tonnellata. Inoltre, diversi Paesi, Cina e Russia su tutti, stanno mettendo a punto sistemi per mettere fuori uso la rete satellitare nemica, tra i quali attacchi cibernetici e veri e propri proiettili lanciati in orbita per distruggere piattaforme spaziali.

Video 1 – Una rapida panoramica degli effetti della disattivazione del sistema GPS

Emiliano Battisti

Un chicco in più

Test ASAT cinese – Nel gennaio 2007 la Cina condusse il suo primo test di un’arma ASAT (Anti-satellite). I cinesi colpirono un proprio satellite meteorologico fuori servizio – che orbitava a una quota di circa 865 chilometri – con un veicolo inerte posizionato in una rotta di collisione a una velocità di 8 chilometri al secondo. L’impatto avvenne con successo, ma provocò milioni di detriti che ora minacciano altre piattaforme in orbita a quella quota.

L’evento di Carrington – Nel 1859, usa super tempesta solare colpì la Terra per due giorni. Aurore australi e boreali furono viste a latitudini non consuete e le reti telegrafiche andarono offline causando, in alcuni casi, shock elettrici agli operatori. L’evento prende il nome dall’astronomo britannico Richard Carrington che per primo osservò l’emissione di massa coronale che causò la tempesta. Nel 2012 un evento simile mancò di poco la Terra.

Foto: europeanspaceagency

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