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La Partnership Strategica Singapore-Vietnam

In 3 sorsiNegli ultimi anni Singapore e Vietnam hanno rafforzato con successo le proprie relazioni economiche e commerciali, dando vita a un’interessante partnership strategica all’interno dell’ASEAN e degli altri forum regionali dell’Asia-Pacifico. Ora i due Paesi vorrebbero anche stringere maggiori legami militari, ma il Governo vietnamita resta cauto e non prende impegni significativi temendo un possibile inasprimento delle tensioni diplomatiche con la Cina.

1. UNA VECCHIA AMICIZIA – Singapore e Vietnam intrattengono cordiali relazioni diplomatiche sin dal 1973, rappresentando un binomio importante ma spesso sottovalutato nel complesso scenario internazionale del Sud-est asiatico. A parte un breve periodo di tensione dopo l’invasione vietnamita della Cambogia nel 1978, i due Paesi hanno infatti mantenuto forme più o meno costanti di collaborazione, soprattutto in campo economico, e hanno costruito gradualmente un rapporto di fiducia e sostegno reciproco nei principali forum regionali dell’Asia-Pacifico. Negli anni Novanta, per esempio, fu proprio Singapore ad appoggiare maggiormente l’inclusione di Hanoi all’interno dell’ASEAN e nel 2004 la visita del Primo ministro Phan Van Khai nella ex colonia britannica portò alla firma di un importante accordo bilaterale di cooperazione economica, implementato successivamente da misure congiunte di supporto agli investimenti di Singapore nel giovane e dinamico tessuto economico vietnamita.

Fig. 1 – Il Premier vietnamita Nguyen Tan Dung (a sinistra) parla con Lee Hsien Loong, Primo ministro di Singapore, durante le celebrazioni per il quarantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi (settembre 2013)

Nel 2011-2012 una serie di scambi di visite istituzionali e ministeriali ha segnato un’ulteriore accelerazione nelle relazioni tra i due Paesi, gettando le basi per una cooperazione bilaterale più estensiva e duratura. Tale cooperazione di lungo termine è poi diventata realtà con la firma, nel settembre 2013, di una formale Partnership Strategica tra Singapore e Hanoi, avvenuta in occasione del quarantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra le due nazioni asiatiche. In virtù di ciò, Singapore è oggi uno dei principali referenti economici e politici del Vietnam nel Sud-est asiatico, creando un’alleanza regionale dalle molteplici e intriganti potenzialità.

2. PARTNER ECONOMICI – È soprattutto a livello economico che l’intesa Singapore-Vietnam ha prodotto i risultati migliori, aumentando notevolmente l’interscambio commerciale tra i due Paesi (+20.3% nel 2014) e agevolando l’ingresso di cospicui investimenti singaporiani nel tessuto economico vietnamita. Grazie agli accordi siglati con il Governo di Hanoi, Singapore è infatti diventata il terzo più grande investitore straniero in Vietnam, con oltre 1300 progetti commerciali e infrastrutturali all’attivo, e ha anche dato vita a una serie di aree industriali all’avanguardia (i cosiddetti VSIP – Vietnam-Singapore Industrial Parks) sparse per buona parte del territorio vietnamita, dal porto di Haiphong nel nord al distretto rurale di Binh Duong nel sud. Inoltre il Singapore Cooperation Programme, creato nel 1992 per intensificare i rapporti tecnico-scientifici di Singapore con il resto del mondo, ha consentito la formazione di circa sedicimila professionisti vietnamiti nella sanità, nell’urbanistica, nelle telecomunicazioni e nell’aviazione civile. Da parte sua il Vietnam ha aumentato le proprie esportazioni di materie prime verso Singapore di oltre il 20%, e negli ultimi tempi sta anche conquistando spazi significativi nel mercato singaporiano dei telefonini e dell’elettronica di consumo. Allo stesso tempo si sta sviluppando un fiorente “turismo della salute” tra i due Paesi, con centinaia di cittadini vietnamiti che si recano spesso a Singapore per farsi curare nei principali ospedali dell’ex colonia britannica. Di recente diverse famiglie vietnamite hanno persino iniziato a portare i propri figli piccoli a Singapore per farli vaccinare, in aperta polemica con la decisione del Governo di Hanoi di adottare il discusso vaccino coreano Quinvaxem nel suo programma di immunizzazione nazionale.

Fig. 2 – Il porto di Singapore, snodo importante per tutti i traffici commerciali da e verso il Vietnam

Sulla base di queste solide fondamenta, Vietnam e Singapore guardano quindi con ottimismo sia all’implementazione della Trans-Pacific Partnership (TPP) recentemente negoziata ad Atlanta che alla creazione della ASEAN Economic Community (AEC) prevista per la fine di quest’anno. Entrambi i Paesi mirano infatti a sfruttare questi processi di integrazione regionale in Asia-Pacifico per aumentare la propria influenza geo-economica sulla scena internazionale, allargando il raggio d’azione della loro crescente partnership finanziaria e commerciale. In particolare, il Vietnam prevede un aumento delle sue esportazioni estere di circa il 17% nei prossimi vent’anni, soprattutto grazie al TPP, e la preziosa assistenza logistica e finanziaria di Singapore potrebbe far ulteriormente lievitare tale cifra, trasformando Hanoi in uno dei principali attori economici del Sud-est asiatico.

3. COOPERAZIONE MILITARE? – Inutile dire che la cooperazione Singapore-Vietnam potrebbe conoscere interessanti sviluppi anche al di fuori del settore economico, proiettando questa inusuale alleanza al centro delle dinamiche geopolitiche dell’area ASEAN. Negli ultimi tempi Singapore sta infatti cercando di stabilire una vera e propria alleanza militare con Hanoi in funzione anti-terrorismo e anti-pirateria, contribuendo alla sicurezza dei traffici commerciali attraverso lo strategico Stretto di Malacca. Finora, però, le autorità vietnamite si sono mostrate abbastanza caute di fronte alle proposte informali del Governo di Lee Hsien Loong, accettando la creazione di una partnership militare piuttosto blanda e diretta principalmente verso compiti non bellici (assistenza umanitaria, prevenzione dei disastri naturali, ecc.). Non a caso la prima operazione congiunta tra le Forze Armate dei due Paesi è stata proprio una missione medica nella provincia di Vinh Phuc, nei dintorni di Hanoi, dove un gruppo di ufficiali del Singapore Armed Forces Medical Corps ha fornito visite e cure gratuite agli abitanti più indigenti. Non si tratta certo di una dimostrazione rilevante di capacità militari, ma il Vietnam non sembra per il momento disposto ad andare oltre tali forme pacifiche di collaborazione difensiva, ignorando le richieste singaporiane di condividere la propria esperienza storica nel campo della jungle warfare e mostrando scarso interesse verso l’idea di pattuglie navali congiunte contro i pirati della Malacca.

Fig. 3 – Il Generale Phung Quang Thanh, attuale ministro della Difesa vietnamita

Le ragioni del “disimpegno” vietnamita sono principalmente due. Anzitutto, Hanoi non vuole prendere alcun impegno militare significativo che possa peggiorare le sue relazioni diplomatiche con la Cina, già tese a causa delle dispute sulle isole del Mar Cinese Meridionale e sulla delimitazione delle rispettive zone di pesca nel Golfo del Tonchino. Nonostante la propria irritazione per l’atteggiamento muscolare di Pechino nell’area, il Governo di Nguyen Tan Dung non vuole arrivare a una vera e propria rottura con il gigante cinese, con cui i legami economici continuano ad essere fortissimi e di primaria importanza per il futuro del Vietnam. Allo stesso tempo le autorità vietnamite sono estremamente gelose della propria sovranità nazionale e rifiutano di ospitare truppe o installazioni militari straniere sul proprio territorio. Quest’ultimo punto rappresenta un ostacolo non da poco per lo sviluppo di una reale partnership difensiva con Singapore, ma il crescente interesse del Vietnam a instaurare relazioni militari permanenti con altri Paesi dell’area, soprattutto come garanzia contro le iniziative di Pechino nel Mar Cinese Meridionale, incoraggia il Governo singaporiano a insistere sulla strada di una graduale estensione dei legami difensivi con Hanoi, aggiungendo un’ulteriore tassello alla dinamica e promettente cooperazione bilaterale tra i due Paesi.

Simone Pelizza

Un chicco in più

Pur di dimensioni modeste, le Forze Armate di Singapore sono tra le più efficienti e meglio equipaggiate del Sud-est asiatico, grazie anche alla stretta cooperazione con Gran Bretagna, Stati Uniti e Israele. Inoltre il sistema militare del Paese è ancora basato sulla leva obbligatoria e consente in caso di emergenza la mobilitazione di circa novecentomila riservisti, riuniti nella struttura flessibile dei National Servicemen (NSmen). Nel 2014 il Governo ha anche deciso la creazione di corpi volontari aperti alle donne e ai cittadini di origini straniere.

Foto: Andy Le | +84908231181+84908231181

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