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I programmi satellitari francesi per la difesa

Miscela StrategicaLa Francia è il Paese leader nel settore satellitare per la difesa europeo. Tuttavia la continuazione del suo retaggio strategico le impedisce di poter sfruttare questa posizione per la guida dell’integrazione europea del settore

SPAZIO FRANCESE – La Francia è l’unico Paese in Europa ad avere un programma spaziale onnicomprensivo. L’origine risale all’epoca del Presidente Charles De Gaulle, il quale considerava il settore spaziale strategico sotto diversi aspetti, dalla competizione tecnologico-scientifica alla sicurezza nazionale. L’ambizione era dare un ruolo non trascurabile al suo Paese nel clima della space race (gara spaziale) che coinvolgeva gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Il programma spaziale si mosse parallelamente allo sviluppo di una forza nucleare francese indipendente dall’ombrello statunitense, nel quadro della più ampia strategia di Parigi volta a giocare una propria partita condizionata il meno possibile dal dualismo della Guerra Fredda. Avere satelliti non basta, è necessario lanciarli, e il territorio continentale francese poco si presta a questo tipo di attività, date le aree densamente abitate che lo caratterizzano e lo contornano. Questo vale soprattutto per quanto concerne i lanci “classici”, con traiettoria verso Est, e quelli polari, con traiettoria verso Nord. La soluzione è stata offerta dal Dipartimento d’oltremare Guyana Francese. Situato sulla costa atlantica sudamericana, a poche latitudini a nord dell’equatore, questo territorio offre grandi opportunità per i lanci spaziali. Prima di tutto è scarsamente abitato, e poi la traiettoria del vettore sorvolerebbe da subito l’Oceano Atlantico sia per i lanci verso Nord sia per quelli verso Est. Per questi ultimi, la posizione quasi equatoriale permette lanci verso l’orbita geostazionaria con minor consumo di carburante rispetto ad altri siti, grazie alla spinta ulteriore fornita dalla rotazione terrestre.

Fig. 1 – Il lancio del satellite per l’osservazione della Terra Helios-2B

ESIGENZE ATTUALI – Il sogno di De Gaulle di una Francia totalmente indipendente dal punto di vista spaziale si è realizzato solo in parte. Le risorse francesi da sole non bastano a mantenere un programma spaziale completo in tutti gli aspetti, ed è stato necessario creare diverse partnership sia internazionali sia bilaterali. Ad esempio, per il settore lanciatori si è fatto affidamento ai finanziamenti nell’ambito prima dell’ELDO (European Launcher Development Organization – Organizzazione europea per lo sviluppo dei lanciatori) e successivamente dell’ESA (European Space Agency – Agenzia spaziale europea). Questo ha portato Parigi a essere leader nel settore europeo dei vettori medio-pesanti, ma dipendente dalla compartecipazione e dal know-how di altri Paesi, Italia e Germania su tutti. Secondo il Libro Bianco del 2013, la Francia si considera una «potenza europea con proiezione globale». Le sue Forze Armate sono intervenute in svariati contesti operativi e attualmente il Paese è impegnato missioni di ampia portata dal punto di vista militare, tra le quali spiccano l’operazione Barkhane in Mali e la partecipazione alla coalizione anti-ISIS a guida USA sull’Iraq e la Siria. Per sostenere i suoi interventi militari, la Francia si è dotata di un sistema satellitare tra i più completi, comprendente piattaforme per la ricognizione ottica, per le telecomunicazioni e per l’intelligence elettronica (ELINT). La triade spaziale strategica francese – l’agenzia spaziale CNES, le aziende Airbus Defence and Space e Thales Alenia Space e la Direzione generale per gli armamenti – sta già sviluppando nuove costellazioni spaziali da lanciare entro il 2020.  

Fig. 2 – Il satellite per telecomunicazioni Syracuse-3B

SATELLITI OPERATIVI – La Francia possiede due satelliti ottici militari Helios-2 (lanciati nel 2004 e nel 2009) con una risoluzione di circa trenta centimetri, ai quali vanno aggiunti due della costellazione Pléiades ad uso duale (quest’ultima, insieme all’italiana COSMO-SkyMed, fa parte del programma bilaterale ORFEO per lo scambio di dati tra Italia e Francia). Per quanto concerne le telecomunicazioni, le Forze Armate francesi si affidano alla costellazione Syracuse-3, composta da due satelliti più un payload a bordo dell’italiano SICRAL-2 con l’obiettivo di assicurare una totale indipendenza per quanto concerne le comunicazioni militari. Nel campo dell’ELINT, la Francia è l’unico Paese europeo ad aver avuto in dotazione una costellazione satellitare dedicata a questa missione: l’ELISA. Composta da quattro satelliti miniaturizzati, è stata un dimostratore tecnologico (con piena capacità operativa) che è stato utilizzato dal 2011 al 2014.

Satelliti francesi per la difesa in orbita

  • 2 Helios-2 (ottici)
  • 2 Pleiadés (ottici)
  • 2 Syracuse-3 (telecomunicazioni)

PROGRAMMI FUTURI – Come è stato anticipato in precedenza, Parigi sta procedendo allo sviluppo della prossima generazione di sistemi satellitari su quattro direttrici, ossia osservazione della Terra, telecomunicazioni, ELINT e l’Early Warning (EW – allarme lontano). Quest’ultimo è funzionale alla deterrenza nucleare, in quanto individua le tracce infrarosse dei lanci di razzi permettendo di classificare quale tipo di missile sia in volo e qual è la sua traiettoria approssimativa. Tutti i programmi hanno come sfondo la classica strategia d’indipendenza della Francia, volta a poter operare anche unilateralmente se necessario. Il programma simbolo è quello per i due nuovi satelliti per telecomunicazioni Comsat NG: iniziato come un tentativo di pooling & sharing con Italia, Regno Unito e in parte Spagna sotto l’ombrello europeo della European Defence Agency (Agenzia europea per la difesa – EDA), il piano sembra essere naufragato, e ora Parigi pare intenzionata a proseguire autonomamente nello sviluppo, coinvolgendo le aziende Airbus Defence and Space e Thales Alenia Space. Oltre ai già citati programmi, in fase di sviluppo ci sono anche la costellazione ELINT denominata Ceres e quella per l’osservazione della Terra CSO (Composante spatiale optique – Componente spaziale ottica). La prima è stata aperta alla collaborazione di altri Paesi europei, ma solo Svezia e Grecia hanno dimostrato un certo interesse – anche se molto probabilmente il programma rimarrà solo francese. Per quanto concerne i satelliti CSO, questi saranno costruiti dalla Francia, ma quest’ultima ha intenzione di consentire (su richiesta) l’accesso ai dati anche a Paesi europei. Inoltre il CSO dovrebbe entrare a far parte della federazione di satelliti europei MUSIS (MUltinational Space based Imaging System – Sistema multinazionale per le immagini dallo spazio), un programma dell’EDA gestito dall’OCCAR (Organisation Conjointe de Coopération en matière d’Armament – Organizzazione congiunta di cooperazione in materia di armamenti).

Fig. 3 – La sede dell’agenzia spaziale francese CNES

PROSPETTIVE – Nonostante alcuni tentativi di cooperazione, tra i quali i programmi ORFEO e MUSIS e la partecipazione ai programmi gestiti dalla Commissione Europea quali Galileo e Copernicus (ufficialmente civili, ma con possibili applicazioni militari), la Francia continua tendenzialmente con la sua strategia di (quasi) indipendenza dal punto di vista dei sistemi spaziali per la difesa per sostenere le proprie forze operative schierate all’estero, ciò dimostrato dai programmi per costellazioni per l’ELINT e l’EW.

  • 1. ORFEO 
  • 2. SATCOM 
  • 3. Economia francese 
Il programma di scambio dati tra le costellazioni Pléiades e COSMO-SkyMed, volto a dare accesso all’Italia alle immagini ottiche francesi e alla Francia accesso alle immagini radar italiane non sembra essere decollato, portando l’Italia a dotarsi in futuro di propri satelliti ottici costruiti in Israele. Il programma rappresenta un caso di grandi potenzialità di collaborazione non sfruttate a pieno.
Il mancato sviluppo, in questi anni, di un programma satellitare per le telecomunicazioni militari europeo ha fatto sì che i maggiori Paesi europei continueranno ad affidarsi a propri sistemi e, come nel caso di Francia, Gran Bretagna e Germania, ne svilupperanno di nuovi autonomamente.
L’economia della Francia non versa in condizioni tali da poter garantire l’attuazione dei futuri programmi satellitari militari indipendenti. La volontà politica non manca e, molto probabilmente, non mancherà in futuro, tuttavia i finanziamenti necessari potrebbero non essere erogati in maniera sufficiente.

Fig. 4 – Uno dei satelliti della costellazione ELINT ELISA

RISCHI

  • Mancata integrazione del settore satellitare per la difesa a livello europeo.
  • Sovrapposizione delle capacità a livello europeo.
  • Mancata allocazione efficiente delle risorse.
VARIABILI

  • Disponibilità di fondi per proseguire i programmi.
  • Continuità degli interventi francesi all’estero.
  • Mantenimento della capacità industriale spaziale.

Emiliano Battisti

 

Foto: Airbus Group

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