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The Martian

AstroCaffè – Siamo stati al cinema a vedere il film The Martian di Ridley Scott, tratto dall’omonimo romanzo di Andy Weir. Ne facciamo un resoconto, con alcune considerazioni sull’esplorazione dello spazio.

L’IDEA – Negli ultimi anni siamo arrivati a un tale livello di comunicazioni e di informazioni per la ricerca e il soccorso, che l’idea dell’uomo da solo su un’isola deserta alla Robinson Crusoe è divenuta improbabile. Quale migliore soluzione che sostituirla con un’altra idea: un uomo da solo sul pianeta Marte. Questo è il tema del romanzo di Andy Weir The Martian. Il libro è uscito nel 2011 come auto-pubblicazione dell’autore, in forma di ebook su Amazon al prezzo minimo di 99 centesimi di dollaro. In soli tre mesi ne furono scaricate circa 35.000 copie, ponendo lo scritto nelle classifiche più alte di Amazon e attirando l’attenzione di alcune case editrici.  Nel 2014 il libro è uscito in versione cartacea, esordendo della lista best seller del quotidiano statunitense The New York Times.

Fig. 1 – Alcuni dei membri del cast posano con il regista Ridley Scott

IL FILM – Dopo il successo del libro, Hollywood ha deciso di farne un film, sotto la regia di Ridley Scott e con Matt Damon nel ruolo dell’astronauta Mark Watney. La trama si attiene molto al libro di Weir: durante una missione umana su Marte, Watney viene creduto morto durante l’evacuazione d’emergenza della base su Marte a causa di una forte tempesta di sabbia; si ritrova da solo sul pianeta e impossibilitato, inizialmente, a comunicare con i suoi compagni d’equipaggio e con la Terra. I dettagli tecnici del film sono molto accurati e mostrano una tecnologia possibile nell’arco di 15-20 anni da oggi e alla quale la NASA sta già lavorando. L’agenzia spaziale statunitense ha infatti sfruttato l’uscita del film – oltre che a dare il beneplacito per alcuni aspetti scientifico-tecnologici – per diffondere la conoscenza dei propri programmi di ricerca per l’esplorazione umana del “pianeta rosso”. Nella pellicola, così come nel romanzo, Marte è rappresentato così com’è: desertico e piuttosto inospitale. Il film si è dimostrato un successo al botteghino – solo negli USA ha incassato una cifra maggiore del costo di realizzazione – coinvolgendo anche un pubblico non esperto di tematiche spaziali.

Fig. 2 – Fotografia di Marte dal Mars Exploration Rover “Spirit” della NASA

CONSIDERAZIONI – Il realismo con il quale è rappresentato Marte nel film non toglie nulla al fascino che provoca l’idea di una futura esplorazione umana. Inoltre The Martian è stato scritto e girato prima che la NASA ufficializzasse la presenza periodica di acqua sulla superficie marziana, fattore che renderebbe il pianeta più “amichevole” rispetto a una presenza umana, esplorativa o colonizzatrice. La trama del libro/film descrive eventi che accadono durante la missione denominata Ares III, implicando che il primo sbarco di astronauti su Marte sia già avvenuto e che l’umanità sia entrata in una fase di viaggi spaziali regolari (anche se non ancora di routine) verso il pianeta – anche se sorvola su come sia stata costruita l’astronave Hermes che fa la spola tra i due pianeti e su quale tipo di propulsione sia dotata. Altro fattore presente è la collaborazione tra Paesi e relative agenzie spaziali. Nonostante la missione immaginata nel libro di Weir e nel film di Scott sia gestita e organizzata dalla NASA, tra i membri dell’equipaggio è presente un tedesco dell’Agenzia spaziale europea (European Space Agency – ESA), implicando un coinvolgimento di quest’ultima nel programma Ares, così come sta avvenendo, nel mondo reale, per il programma Orion  per cui l’ESA fornirà il modulo di servizio per il prossimo volo del veicolo spaziale statunitense per l’esplorazione umana. Inoltre la Cina fornisce un contributo fondamentale alla missione per soccorrere l’astronauta Mark Watney, ampliando il raggio della collaborazione. Effettivamente i costi di una missione su Marte sono molto alti, se non proibitivi, per un solo Paese; perciò, a differenza di quanto avvenne per la Luna, il pianeta rosso dovrà essere raggiunto non in competizione, ma in cooperazione. Quest’ultima avrebbe indubbi benefici anche sulle relazioni internazionali terrestri, diminuendo il rischio di tensioni e conflitti.

Emiliano Battisti

Video 1 – Trailer ufficiale del film The Martian

Foto: Ma_Co2013

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