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Particolare di una console prodotta da GMA

Un Caffè con Giovanni Lucignano, GMA

Miscela Strategica In occasione del salone internazionale DSEI 2015 abbiamo avuto l’opportunità di intervistare l’Ing. Giovanni Lucignano, Responsabile Marketing e R&D di Generale Meccatronica Applicata (GMA) . Europa, competitività e politiche industriali i temi che abbiamo affrontato insieme

Ing. Lucignano, per cominciare, quali sono i vostri prodotti di punta? Qual è la vostra posizione nell’industria nazionale e internazionale?

Siamo nati nel 1977 come esperienza prettamente meccanica, e oggi vantiamo 38 anni di attività. Nel corso del tempo siamo passati dalle applicazioni meccaniche ad applicazioni meccatroniche (quindi con una componente elettronica) e infine, nel 2010, abbiamo ampliato all’avionica, con la progettazione e la vendita di piattaforme inerziali per il mercato civile e militare. I nostri sistemi sono utilizzati in ambito aeronautico, navale e terrestre sia per il settore della difesa che per quello civile. Noi lavoriamo sia su commesse per conto di Finmeccanica, che è il nostro cliente primario in Italia, che per lo sviluppo di nostri prodotti, come le piattaforme inerziali, e ci presentiamo a questi saloni principalmente per cercare di allargare il nostro business sui mercati internazionali proponendo i nostri prodotti e servizi. Inoltre ci teniamo a dimostrare di essere un’azienda molto attiva e attenta al brand e alla cura dell’immagine.

Vi troviamo con Aqeri, nello stand svedese, perché?

Nel nostro impegno per internazionalizzare l’azienda e differenziare il portafoglio prodotti e Clienti, abbiamo fatto una serie di accordi sia a livello commerciale che a livello tecnico con aziende complementari alla nostra. Una di queste è proprio Aqeri, di cui utilizziamo alcuni prodotti, come monitor e computer, dei quali abbisogniamo per completare le nostre soluzioni – ma che non sono il nostro core business. Da parecchi anni abbiamo un rapporto consolidato con loro e la collaborazione ci permette di completare la nostra gamma di prodotti. Consideriamo quindi naturale presentarci insieme ai saloni.

Abbiamo incontrato diverse aziende italiane presso stand esteri e non nel padiglione nazionale. È una cosa positiva o negativa, secondo lei?

Secondo me positiva. Prima di tutto dall’incrocio di esperienze diverse nascono le migliori idee e si cresce. Inoltre, presentandoci allo stand svedese, abbiamo la possibilità di entrare nel mercato svedese, e anche in quelli ad esso correlato.

Fig.2 - Uno scorcio dello stabilimento GMA, una fabbrica biodinamica che coniuga produzione industriale, rispetto per l'ambiente e comfort per i dipendenti
Fig.1 – Uno scorcio dello stabilimento GMA, una fabbrica biodinamica che coniuga produzione industriale, rispetto per l’ambiente e comfort per i dipendenti. Foto: GMA

 

La Commissione Europea invita da qualche anno le aziende del settore a coordinarsi tra loro e a prediligere operazioni di M&A. Quanto le politiche UE condizionano il vostro assetto aziendale e le vostre strategie?

In generale per noi un mercato più integrato sarebbe positivo. Nella nostra esperienza abbiamo imparato che quando si riesce ad aggregare delle capacità anziché affrontarsi ne può venire solo bene. Allargare il campo d’azione e la visione permette di stare non solo al passo con il mercato di interesse, ma anche di vedere oltre la competizione e cercare piuttosto scambi costruttivi. Il nostro presidente, Angelo Punzi, ha una visione molto ampia delle possibilità di cooperazione, ma anche di fusione con aziende compatibili con le nostre attività. L’acquisizione di Axitude, azienda specializzata in sistemi avionici, nel 2009, è un esempio della nostra politica aperta all’ampliamento, ed è stata una buona strategia. Piuttosto che farci guerra sullo stesso segmento, l’abbiamo acquisita e siamo diventati più grandi insieme, come un corpo unico, sul mercato. Quindi, considerando anche la buona riuscita della partnership con Aqeri, se le condizioni e la cornice di riferimento che l’Unione porrà lo consentiranno, siamo aperti alle collaborazioni con altre aziende europee, ben venga.

Alcune aziende più grosse lamentano ostacoli di tipo giuridico che renderebbero difficile integrarsi a causa delle diverse legislazioni nazionali. Lei concorda?

Sì. Questo è un fattore importante per decidere se muoversi verso un determinato mercato per sviluppare business. Un ruolo importante su quest’argomento lo gioca il “sistema Paese”, che con le sue leve e i suoi enti può elaborare accordi di collaborazione con Stati esteri. Tali accordi predispongono il terreno su cui le aziende possono sviluppare business nei loro campi di interesse. In altre parole, una specie di apripista per consentire alle singole aziende di operare in un quadro di regole piuttosto definito.

L'Ing. Giovanni Lucignano posa con il "nostro" Marco Giulio Barone accanto ad una console in esposizione a DSEI 2015
Fig. 2 – L’Ing. Giovanni Lucignano posa con il “nostro” Marco Giulio Barone accanto alla Composite Multi Functional Console (Bi-monitor version) in esposizione a DSEI 2015

Le crisi internazionali e le conseguenti scelte nazionali e UE in politica estera (nel breve periodo) condizionano la vostra performance? In che modo?

È evidente che vivendo in un mondo globalizzato quanto accade intorno a noi non può non condizionare e/o modulare la nostra crescita. Ad ogni modo noi forniamo prestazioni tecniche, soluzioni per Finmeccanica o altri Clienti, che si applicano sia al mercato civile che a quello militare. Pertanto non dipendiamo direttamente dalle commesse della difesa, ma da un mercato più ampio dal quale proviene una domanda consistente. Detto questo, nel settore militare europeo, con i budget risicati che ci sono oggi, il nostro operato è importante per i nostri Clienti, perché le soluzioni tecniche che andiamo a proporre spesso contribuiscono a ridurre il costo finale dei sistemi d’arma.

In Italia le tematiche del settore difesa e sicurezza sono spesso trattate poco e male. Le aziende italiane ne risentono in qualche modo?

Da un certo punto di vista trovo comprensibile che la persona comune veda il mondo della difesa come una cosa negativa, votata al solo combattimento e alla guerra. In realtà le nostre FF.AA. hanno assunto un ruolo differente e più complesso della sola difesa del territorio nazionale. Sono state impiegate più in operazioni di supporto alla popolazione civile che alle operazioni militari. Al punto che oggi le capacità “dual use” (civili/militari) sono inserite già in sede progettuale in ogni sistema d’arma complesso. Alle persone andrebbe spiegato che la componente armata di un Paese è una cosa molto più articolata dei soldati che sparano, e che quindi andrebbe analizzata in maniera meno banale e appiattita su posizioni arbitrarie. Poi che uno dei ruoli assegnati sia più combat e quindi piaccia meno, da civile mi sta pure bene, però è un dibattito che richiede attenzione e che coinvolge il Paese a tutti i livelli, compreso quello industriale. Un’opinione pubblica informata in maniera più completa (e obiettiva) avrebbe sentimenti diversi verso il comparto difesa. Di conseguenza la classe politica non troverebbe così impopolare affrontare questi temi con serietà, con il ritorno positivo che le leggi emanate in materia premierebbero le realtà virtuose che producono sistemi di grande valore sia per il mercato civile che per quello militare, innovano, creano occupazione e quindi ulteriore investimento. Mi lasci dire che dal punto di vista pratico una legislazione snella e libera da dogmi – frutto di una trattazione meticolosa di questi argomenti – e una società bene informata ci permetterebbero un accesso più semplice a finanziamenti e prestiti, e quindi la possibilità di rispondere più velocemente alle richieste, di conseguire i nostri obiettivi aziendali e, perché no, di crescere. Insomma, è un circolo virtuoso che purtroppo non c’è per adesso.

La nostra intervista si conclude qui. Rivolgiamo un caloroso ringraziamento a Giovanni Lucignano e Vincenzo Esposito per la loro cordialità e disponibilità!

Marco Giulio Barone

Un chicco in più

Per chi volesse approfondire, questa intervista è parte integrante dello speciale che Il Caffè Geopolitico ha dedicato al salone DSEI 2015.

Generale Meccatronica Applicata (GMA) è un’azienda campana fondata nel 1977 da Angelo Punzi. La produzione comincia con alcune forniture per Selex sistemi integrati, per poi evolversi in una gamma sempre più diversificata di prodotti apprezzati da sempre più clienti, in Italia e all’estero. Dal 2010 acquisisce la Axitude e amplia la sua offerta di prodotti all’avionica. Nel 2013 GMA concentra le proprie attività nel nuovo stabilimento, una fabbrica biodinamica sviluppata secondo la filosofia che “la competizione economica si pratica anche sviluppando il lavoro in un contesto ambientale che persegue la partecipazione alle scelte, la concentrazione, il senso di appartenenza“. D’altronde, l’approccio innovativo è il quid che ha permesso all’azienda di affermarsi e di crescere. GMA impiega oggi circa 100 dipendenti ed ha un fatturato annuo che oscilla tra i 15 e i 18 milioni di euro.

 

 

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