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Pericolo asteroidi: facciamo chiarezza

Le notizie su prossimi impatti catastrofici con asteroidi sono divenute ormai periodiche e creano un allarmismo non necessario in molte persone. Cerchiamo di fare chiarezza sulla reale minaccia da parte di questi corpi celesti

ALLARMISMO PERIODICO – Più di una volta durante l’anno diversi organi d’informazione, che siano riviste o quotidiani – soprattutto online -, danno notizia dell’imminenza dell’impatto di un asteroide con il nostro pianeta. In tutti i casi queste notizie si sono rivelate non aderenti al vero, visto che la vita sulla Terra continua, pur con le sue imperfezioni, ad andare avanti. Il più delle volte i media usano questi allarmismi come post “acchiappa-click” sul web e sui social media per aumentare la propria visibilità. Solitamente sono utilizzate due modalità: la prima consiste nell’usare un titolo catastrofico, per poi smorzare i toni nell’articolo vero e proprio; la seconda nel pubblicare una notizia catastrofica totalmente falsa. Spesso poi, questi annunci catastrofici sono gli stessi, riproposti più volte.

Fig. 1 – L’asteroide Lutetia

LE MINACCE DEGLI ASTEROIDI – Non tutti gli asteroidi presenti nel Sistema Solare sono pericolosi per la Terra e non tutti, in caso d’impatto, porrebbero fine all’umanità. Prima di tutto, la forza dell’impatto di un asteroide è determinata da quattro variabili: le dimensioni, il materiale di cui è composto, la velocità e l’angolo di entrata nell’atmosfera. Le minacce principali sono costituite da alcune classi dei cosiddetti NEAs (Near Earth Asteroids – asteroide vicino alla Terra). Questi ultimi sono divisi in quattro gruppi: gli Amor, gli Apollo, gli Atens e gli Atiras.

  • Amor – prendono il nome dall’asteroide 1221 Amor. La loro orbita attorno al Sole possiede un tratto molto prossimo all’orbita terrestre, senza però intercettarla;
  • Apollo – prendono il nome dall’asteroide 1862 Apollo. La loro orbita attorno al Sole intercetta quella terrestre in due punti;
  • Atens – prendono il nome dall’asteroide 2062 Aten. La loro orbita attorno al Sole intercetta quella terrestre in due punti;
  • Atiras – prendono il nome dall’asteroide 163693 Atira. La loro orbita attorno al Sole è compresa tra quest’ultimo e la Terra e non intercetta quella del nostro pianeta, pur con un tratto molto prossimo.

Di queste famiglie, i più pericolosi sono gli Apollo e gli Atens, per il semplice fatto che le loro orbite intercettano quella del nostro pianeta. Gli Amor e gli Atiras sono minacce meno dirette poiché le loro orbite non intercettano quella terrestre, ma potrebbero farlo in futuro a causa di perturbazioni gravitazionali in grado di modificarne la traiettoria nel lungo periodo. Una caratteristica degli Atens e degli Atiras è la loro orbita quasi (per i primi) o del tutto (per i secondi) compresa tra quella terrestre e il Sole, cosa che li rende difficilmente individuabili dai telescopi con base a terra a causa proprio dell’abbagliamento dovuto alla luce solare (un telescopio terrestre, se puntato al cielo di giorno, non può vedere altro che il Sole). I NEAs pericolosi per la vita sulla Terra sono quelli con un diametro maggiore di un chilometro, mentre al di sotto di questa misura si parla di asteroidi da “catastrofe locale”. Per fare un esempio, nel 1908 nell’area di Tunguska, in Siberia (Russia), avvenne un’enorme esplosione da 3-5 megatoni che rase al suolo milioni di alberi su una superficie di circa 2.150 chilometri quadrati. L’ipotesi più accreditata è che si sia trattato di un asteroide di circa 30 metri di diametro che è entrato nell’atmosfera a una velocità di circa 15 chilometri al secondo e si sia disintegrato a un’altezza compresa tra i 5 e i 10 chilometri. Se ciò fosse avvenuto sopra la città di San Pietroburgo, questa sarebbe stata completamente distrutta.

Fig. 2 – Conferenza stampa dei responsabili del programma di osservazione dei NEAs della NASA NEOWISE

COME VENGONO TROVATI – Per la ricerca dei NEAs possono essere usati tre tipi di strumenti: telescopi a terra, telescopi spaziali e veicoli spaziali. I primi sono i più diffusi e hanno permesso la maggior parte delle scoperte di asteroidi vicini alla Terra avvenute finora. I telescopi spaziali e i veicoli spaziali (senza equipaggio, come le sonde) hanno lo svantaggio del maggior costo (sviluppo, costruzione e lancio), ma se posizionati in alcuni punti strategici dell’orbita terrestre o dell’orbita del nostro pianeta attorno al Sole consentono di ovviare a tutti i problemi che affliggono l’osservazione da terra, come l’atmosfera (influisce sulla nitidezza dell’immagine), le condizioni meteorologiche e l’illuminazione solare durante il giorno.

Fig. 3 – Telescopi basati alle Hawaii Keck I e Keck II

COSA SI PUÒ FARE – Per reagire a una minaccia da parte di un asteroide un fattore è essenziale: il tempo. Un conto è scoprire che un NEA è in rotta di collisione con la Terra anni prima dell’impatto, un altro è scoprirlo mesi o giorni prima (o non scoprirlo affatto). La NASA e altre agenzie spaziali stanno studiando metodi per deviare la traiettoria di un eventuale asteroide pericoloso, ma tutto è al momento solo sulla carta. La modalità che sembra più promettente alla comunità scientifica è il cosiddetto “trattore gravitazionale”, un veicolo spaziale senza equipaggio che, grazie all’attrazione gravitazionale reciproca tra due corpi, orbitando attorno all’asteroide-obiettivo ne possa deviare leggermente la traiettoria, facendo sì che l’impatto con la Terra non avvenga. Anche in questo caso il fattore tempo è essenziale: prima avviene la manovra, minore sarà la forza necessaria per raggiungere l’obiettivo.

Emiliano Battisti

Un chicco in più

Per avere un quadro degli asteroidi considerati pericolosi per la Terra potete visitare questi siti:

Foto: hokorpeter

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