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Fonte: Missile Defense Agency

Il sistema di difesa antiaerea e antimissile AEGIS

Miscela StrategicaUna delle componenti della difesa antimissile statunitense ed europea è il sistema AEGIS. Sviluppato inizialmente per proteggere la flotta della Marina USA, l’AEGIS è stato potenziato come sistema antimissili balistici.

Ecco una panoramica sul sistema, dalle origini alle versioni attuali, con uno sguardo alla sua funzione di dimostrazione dell’impegno statunitense in Europa.

ORIGINE DEL SISTEMA – Lo sviluppo da parte dell’Unione Sovietica di missili antinave portò gli Stati Uniti ad avviare programmi per dotare le proprie navi militari (inizialmente gli incrociatori) di sistemi di difesa antierea-antimissile integrati, che migliorassero la coordinazione tra i radar di scoperta e tracciamento e i sistemi attuatori come missili antiaerei (Surface to Air Missiles – missili superficie-aria – SAM), missili antimissile e cannoni a tiro rapido o mitragliatrici per la difesa di punto. Il primo progetto risale al 1958, ma fu abbandonato dopo pochi anni per la scarsa fattibilità tecnica e gli alti costi associati. Nel 1964 fu avviato il programma ASMS (Advanced Surface Missile Sistem – Sistema missilistico di superficie avanzato) che nel 1969 fu denominato AEGIS, dal nome latino dello scudo del dio greco Zeus. Il primo dimostratore tecnologico fu installato nel 1973 su una nave appositamente utilizzata dalla Marina statunitense (United States Navy – USN) per i test. Originariamente, l’AEGIS avrebbe dovuto essere installato su incrociatori a propulsione nucleare e su cacciatorpediniere convenzionali, ma alla fine il primo esemplare operativo del sistema fu installato a bordo dell’incrociatore Ticonderoga, primo esemplare dell’omonima classe. Dal 1991 l’AEGIS è stato installato anche sui cacciatorpediniere, iniziando dall’Arleigh Burke.

FUNZIONAMENTO – Il sistema da combattimento AEGIS (AEGIS Combat System – ACS) integra capacità antiaeree (Anti-Aircraft Warfare – AAW), di guerra sottomarina (Anti-Submarine Warfare – ASW) e il sistema d’arma TLAM (Tomahawk Land Attack Missile – missile per l’attacco al suolo Tomahawk). Il componenti principali dell’AEGIS (in funzione difensiva) sono il radar AN/SPY-1, i diversi sistemi di controllo di tiro e i missili SM-2 (Standard Missile-2). Il radar AN/SPY-1 è soprannominato “scudo della Flotta” e ha la capacità di eseguire contemporaneamente la ricerca e tracciamento dei bersagli e la guida dei missili intercettori. Il numero di bersagli tracciabili simultaneamente non è disponibile, ma si stima una cifra attorno alle 100 unità per un raggio di più di 190 chilometri. Nonostante questo insieme notevole di caratteristiche, l’AN/SPY-1 non è in grado di guidare i missili nella fase terminale di volo, perciò deve essere integrato dal radar AN/SPG-62.

Cacciatorpediniere statunitense classe Arleigh Burke dotato del sistema AEGIS

L’AEGIS BALLISTIC MISSILE DEFENSE  – Negli anni Ottanta, il Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan lanciò la SDI (Strategic Defense Initiative – Iniziativa strategica di difesa), più conosciuta come “Scudo Spaziale“. Come è noto, inizialmente la SDI era concepita su armi basate su satelliti, ma il tutto si risolse in un nulla di fatto a causa di difficoltà tecniche e costi eccessivi. Tra i vari progetti della SDI si salvò il cosiddetto LEAP (Lightweight Exo-atmospheric Projectile – Proiettile eso-atmosferico leggero) il quale, dopo vari passaggi culminò nel progetto ABMD (AEGIS Ballistic Missile Defense – AEGIS per la difesa antimissili balistici) della Marina USA. Il programma aveva lo scopo principale di aggiungere al già operativo sistema AEGIS l’ulteriore capacità di scoperta tracciamento ed eventuale intercettazione di missili balistici a corto medio e intermedio raggio (Short Range Ballistic Missile – SRBM; Medium Range Ballistic Missile – MRBM; Intermediate Range Ballistic Missile – IRBM). Dopo alcuni successi dei test d’intercettazione (due su cinque tentativi) chiamati ALI (AEGIS LEAP Intercepts) il Presidente George W. Bush Jr. decise il primo dispiegamento del sistema per la fine del 2004, anche se ancora in fase pre-operativa. Tra il 2004 e il 2005 iniziarono le consegne del sistema di gestione AEGIS 3.0 e degli SM-3 Block 1 per l’intercettazione (che sia affiancarono agli SM-2). La versione attuale in servizio adopera i radar nelle versioni AN/SPY-1B o AN/SPY-1D, una versione di software aggiornata per il controllo armi, lo SM-3 Block 1A (per l’abbattimento di SRBM, MRBM e IRBM nella fase di volo extra-atmosferico) e lo SM-2 Block 4 (per l’abbattimento di SRBM nella fase terminale di volo). La versione futura dell’ABMD sarà dotata di controllo remoto di lancio, che potrà beneficiare dello Space Tracking and Surveillance System (Sistema di sorveglianza e tracciamento spaziale – STSS) per l’acquisizione del bersaglio e l’invio di dati per il software di guida del missile intercettore. Lo SM-3 sarà aggiornato fino alla versioni Block 2A e Block 2B e lo SM-2 sarà sostituito dallo SM-6.

Test di lancio dello SM-3

L’AEGIS COME ARMA GEOPOLITICA – Il sistema AEGIS nella sua versione ABMD consente agli Stati Uniti di dispiegare un sistema antimissile mobile nelle aree ritenute più opportune in base alle esigenze politico/militari di Washington. Al momento ci sono circa 30 navi della Marina USA, tra incrociatori classe Ticonderoga e cacciatorpediniere classe Arleigh Burke, equipaggiate con l’ABMD. La funzione primaria rimane la protezione della flotta e, soprattutto, delle portaerei. Negli ultimi anni tuttavia, l’ABMD è stato incluso dall’amministrazione Obama tra i componenti della difesa antimissile in Europa, sia nell’ambito della strategia European Phased Adaptive Approach (Approccio europeo adattabile per fasi – EPAA) sia nel programma della NATO Active Layered Theatre Ballistic Missile Defense (Difesa attiva antimissili balistici di teatro su più livelli – ALTBMD). Ciò per dimostrare che, nonostante la traslazione della strategia statunitense verso il Pacifico, Washington non ha intenzione di abbandonare l’Europa. Tramite un apposito accordo una nave militare statunitense dotata del sistema ABMD sarà sempre schierata presso la base navale spagnola di Rota, mentre la Romania (nel 2015) e la Polonia (nel 2018) schiereranno sul proprio territorio una nuova versione dell’ABMD, ossia il cosiddetto AEGIS Ashore (AEGIS a terra). Il sistema avrà tutte le caratteristiche dell’omologo navale dotato di intercettori SM-3. Ufficialmente, le minacce contro le quali l’ABMD (a terra e navale) sarà schierato saranno quelle provenienti dall’Iran e da eventuali missili lanciati da gruppi terroristici operanti nella regione mediterranea e mediorientale, sempre che ne acquisiscano la capacità (cosa non facile). Anche se non ufficialmente, lo schieramento dell’AEGIS Ashore in Romania e Polonia ha una funzione di deterrenza anti-russa, soprattutto dopo l’escalation della crisi in Ucraina orientale. L’ABMD non è in grado d’intercettare missili di tipo ICBM (Intercontinental Ballistic Missile – Missile balistico intercontinentale), ma le sue capacità antimissile a corto, medio e intermedio raggio hanno messo in allarme la Russia. Le autorità di Mosca considerano lo schieramento dell’ABMD in Europa un ennesimo passo verso la corsa agli armamenti con il pretesto di difendere il Vecchio Continente da minacce considerate al massimo potenziali.

Emiliano Battisti

Il Ministro degli Esteri della Romania Teodor Basconschi e il Segretario di Stato statunitense Hillary Clinton firmano l’accordo per lo schieramento dell’AEGIS Ashore

4 comments
mirkomussetti
mirkomussetti

@CafeGeopolitico complimenti Emiliano Battisti :) Questo studio aiuta molto nella comprensione dei quadri geopolitici attuali in vari teatri

Paoluccio Anafesto
Paoluccio Anafesto

Cosa succede se un missile DF-21 con relativa testata nucleare viene fatto esplodere sopra una formazione navale protetta da AEGIS (anche a altezze di decine di km)? Riuscirà il nostro AEGIS a riprendere le funzioni principali dopo una botta EMP di quella portata?

Abbiamo visto che un datato cacciabombardiere SU-24 attrezzato per guerra elettronica è riuscito pienamente a disabilitare il sistema AEGIS del cacciatorpediniere Donald Cook nel Mar Nero e non credo che quello testato sul Donald Cook sia il sistema più avanzato russo e nemmeno il più potente ....

La domanda è: si è così sicuri che sistemi d'arma come AEDIS non siano già obsoleti rispetto a tecnologie di altri paesi?   

L'Iran, ad esempio, è riuscita far atterrare senza danni un drone di ultima generazione RQ-170 che sorvolava il paese ...

Sicurezze ce ne sono poche e da quanto è dato a capire anche le portaerei, qualche decina di anni orsono sinonimo di proiezione di potenza di una nazione sembrano sempre più trasformarsi in vitelli sacrificali, non è che AEGIS ritenuto asso di briscola dei sistemi d'arma, sia già oggi un due di coppe quando va a bastoni?

Sam Hall
Sam Hall

@Paoluccio Anafesto In primo luogo le capacità anti-nave del DF-21 sono tutte da dimostrare (nondimeno le ultime versioni dell'AEGIS sono proprio indirizzate a missili balistici intermedi, la classe del DF-21), direi quindi che sono molte più concrete quelle di uno sciame di P-700 russi armati di testata nucleare... e di certo non parliamo di una novità in campo offensivo. Bisogna a questo punto intendere come di solito sia composto un Carrier Strike Group, dove almeno tre caccia AEGIS o due incrociatori parimenti dotati di sistema AEGIS affiancano la portaerei, portaerei che ha, in caso di guerra - a meno che non si decida per una morte ingloriosa - i suoi F/A-18E e E-2C/D in volo (questi ultimi con un raggio di scoperta +600km). La "bolla portettiva" è quindi decisamente estesa. 

Passando al caso "Donald Cook" e al sistema ECM Khibiny russo, lasciamo perdere Wikipedia che ne porta una versione ridicola, infatti manca di qualsiasi fonte, appare molto difficile che un Su-24 abbia lo spazio e la potenza necessaria per produrre l'effetto che, non a caso, la stampa ufficiale russa, riporta: il totale spegnimento dell'AEGIS, delle comunicazioni, SATCOM comprese!, e dei monitor!!! E tutto questo ben di dio di ECM sarebbe stato sputtanato su un singolo Arleigh Burke in tempo di pace, dando modo agli USA di correre ai ripari e modificare gli eventuali buchi nel sistema... Ma neanche in un film della serie "Hot Shots!"!

Infine non vedo cosa c'entri lo spoofing sul sistema GPS di un singolo modello di drone americano da parte degli Iraniani (grazie, guarda caso grazie a materiale russo) con l'intero apparato tecnologico a stelle a strisce. 


P.S. Pare che per la versione AS del DF-21 et similia sia in corso d'opera una versione potenziata dei laser che già ora vengono testati con ottimi risultati contro natanti, colpi da mortaio, proietti da cannone e, molto probabilmente, missili crociera. 


Paoluccio Anafesto
Paoluccio Anafesto

@Sam Hall @Paoluccio Anafesto 

Direi che il DF-21 riportato dal sottoscritto ha parecchie più possibilità di danneggiare sistemi come AEGIS con esplosioni nucleari a decine di km di altezza tramite EMP di risulta lasciando poi l'incombeza dell'intervento definitivo ad altri attori (sommergibili, cacciabombardieri e quant'altro che possono agire con sistemi elettronici di difesa semi disabilitati).

Sui laser non ci conterei poi così tanto, soprattutto in atmosfera, per ovvi problemi di
 "de-pumping" delle molecole d'aria e relativa umidità; quindi il range è limitato, l'effetto altrettanto blando su dispositivi protetti da materiali ceramici, magari in rotazione e con buon potere riflettente; vanno bene per target non troppo protetti e a brevi distanze.

Di certo in Russia stanno lavorando molto su tecnologie mutuate da studi di Tesla e sembra che siano parecchio avanti nella guerra elettronica (non è una novità che posseggono una dotazione piuttosto variegata di missili ad effetto EMP) e senz'altro i dispositivi più avanzati non vengono sprecati in dimostrazioni come nel caso Donald Cook che può essere considerato un avvertimento o l'insinuazione di qualche dubbio sulle reali capacità di certi sistemi d'arma.

Capisco bene che il caso del RQ-170 non sia particolarmente significativo, ma come deve essere considerato? Come un gentile omaggio per un riallacciamento dei rapporti tra Iran e USA?   Se, come è probabile, qualche problemino esisteva su questo drone, non credo sia un vantaggio scoprirlo quando magari con questi dispositivi era già stata disegnata una qualche strategia, magari in periodo non di pace.

La mia domanda finale era quanti altri problemini possono essere nascosti in sistemi d'arma sofisticati e quanti possono essere risolti in corso d'opera?

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