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Ansar al-Sharia: il gruppo dietro il nome

Miscela Strategica – Dal 2011 a oggi si è vista la nascita di una serie di gruppi a vocazione jihadista che, seppur sparsi per Medio Oriente e Nord Africa, condividono lo stesso nome: Ansar al-Sharia (“i partigiani della legge islamica”, da ora AS).

In questo articolo proveremo a illustrare la galassia AS, mostrando i gruppi che ne fanno parte e i legami che intrattengono. 

UN PO’ DI STORIA – Il primo gruppo ad adottare il nome Ansar al-Sharia è stato AS Yemen nel mese di aprile 2011. Questo gruppo, poi di fatto diventato al-Qa‘ida in Yemen (e successivamente AQAP), ha preso tale nome sull’onda del piano di ridenominazione di al-Qa‘ida. Durante gli ultimi anni della sua vita, infatti, Bin Laden aveva espresso la volontà di cambiare nome al suo network: alcune lettere scambiate fra i leader di AQ mostrano chiaramente preoccupazione per il fatto che il loro marchio veniva abusato, oltre che indebitamente abbreviato in al-Qaeda senza tenere a mente la seconda parte del nome (per intero Qa‘ida al-Jihad),  perdendo così la sua portata dottrinale. Abu Zubayr al-Abab, figura di spicco della cellula yemenita, spiegò che la scelta del nome derivava dal fatto che  ansar al-shar‘ia fosse la descrizione del loro operato che i membri di AQ davano agli sconosciuti. Un mese dopo la fondazione di AS Yemen, Abu al-Mundhir al-Shinqiti, un imam mauritano strettamente legato ad al-Maqdisi facente parte dello shari’a council (“commissione sciariatica”) di Minbar al-Tawhid wa al-Jihad (il più importante sito di dottrina salafita-jihadista), ha pubblicato un comunicato dal titolo Nahnu Ansar al-Shari‘a (“Noi siamo Ansar al-Sharia”), in cui invitava tutti i gruppi del Nord Africa ad operare con il nome AS. Qualche mese più tardi è arrivato un secondo comunicato, firmato da tutto lo shari’a council del sito, in cui AS Yemen veniva definito un “modello esemplare”, e la fedeltà al gruppo era detta obbligatoria per ogni mujahedin. È tuttavia necessario porre un limite di tipo qualitativo nell’addentarci nell’analisi del network AS: se è infatti chiaro che AS Yemen sia a tutti gli effetti una costola di al-Qa‘ida, bisogna subito segnalare che non esiste alcun tipo di legame fra essa e il resto dei gruppi AS, condividendovi, di fatto, solamente il nome. Gli altri gruppi che ci apprestiamo a scoprire, seppur debbano il proprio marchio al trend appena visto, non sono nati per emanazione diretta di AQ ma anzi fermentando dal basso e, quindi, in piena libertà. Inoltre, gran parte di essi presenta una struttura bipartita, a metà fra il gruppo armato e il partito politico.

Fig.1 – Supporters di Ansar al-Sharia a Bengasi, Libia.

TUNISIA – La Tunisia è il primo Paese nord-africano ad aver avuto un gruppo Ansar al-Shari‘a. Questo fu fondato quasi contemporaneamente ad AS Yemen, nel mese di aprile 2011, per volere di Saif Allah ibn Hussayn (aka Abu Iyyadh al-Tunsi), ex leader del contingente tunisino in Afghanistan, imprigionato al suo ritorno e liberato dalle carceri nel marzo 2011, in seguito ai disordini della Primavera. AS Tunisia è organizzato in due parti: un’ala di da‘wa visibile e parzialmente sostenuta dai ceti medi delle periferie urbane, e un’ala jihadista segreta, composta da circa mille uomini, il cui rifugio è a Chambi, un blocco montagnoso sul confine con l’Algeria. Qui avrebbe trovato la protezione di un gruppo jihadista di nome Uqba Ibn Nafi‘, precedentemente nell’orbita di AQIM e oggi in una fase di riallineamento strategico con lo Stato Islamico. Anche AS Tunisia sembra cooperare con IS: il suo portavoce Rais Saif al-Din ha dichiarato fedeltà ad al-Baghdadi la scorsa estate.  Seppure AS Tunisia abbia facilitato l’arrivo in Siria e Iraq a molti foreign fighters tunisini, non ci sono prove di uno scambio di armi e uomini in direzione opposta. Sembra invece che il gruppo intrattenga relazioni con parte della scena jihadista europea, soprattutto con il cosiddetto Londonistan: l’International Center for Countering Terrorism sostiene che AS Tunisia abbia sfruttato il rapporto fra Abu Iyyadh e Abu Qatada al-Filastini per allacciare i contatti con la scena jihadista britannica. Da ultimo, AS Tunisia condivide quote di cooperazione con l’omologo libico.

LIBIA – AS Libia nasce dalla cooperazione fra due gruppi, entrambi fondati nel vuoto istituzionale lasciato dalla transizione post-Gheddafi. A Bengasi nel febbraio 2012 Muhammad al-Zahawi creava Katiba Ansar al-Sharia, mentre a Derna Abu Sufian ibn Qumu (ucciso nell’aprile 2013) istituiva Ansar al-Shari‘a Derna: i due gruppi collaborano dall’estate 2014. Ansar al-Shari‘a Libia è la più territoriale di tutte le branche AS: oltre al comando di parte di Derna e Bengasi, AS eroga servizi e detiene il potere nella città di Sirte e in parte del Fezzan. Qui, in particolare, AS Libia è a contatto con AQIM, con cui coopera (soprattutto l’ala di Bengasi) sin dalla nascita. Vi sono anche report che testimoniano la collaborazione fra AS Libia e al-Murabitun, il gruppo di Belmokhtar oggi attivo in Mali. Con circa 5.000 uomini all’attivo, AS Libia ha preso a modello al-Murabitun anche per quanto riguarda il rapporto con la dottrina sufi: uno degli obiettivi principali del gruppo è infatti quello di sbaragliare la corrente mistica dell’Islam, in Libia rappresentata soprattutto dalla tribù dei Senussi.

Fig.2 – Una pattuglia tunisina nei pressi della città di Kasserine, nell’area del monte Chambi, dove si annida il gruppo jihadista Uqba Ibn Nafi‘ 

MAURITANIA E MALI – Non solo Belmokhtar è l’anello di congiunzione fra AQ, al-Murabitun e AS Libia, ma ha anche portato alla nascita della filiale mauritana e maliana di AS. Il braccio mauritano è stato fondato nel febbraio 2013, grazie allo sforzo congiunto di Belmokhtar e Ahmad Salim al-Hassan: sembra che l’idea sia venuta durante una nottata in prigione passata dai due. L’obiettivo del gruppo è portare alla progressiva re-islamizzazione del Paese, considerato deviato verso una forma corrotta e innovativa (bid‘a) di Islam. L’ala maliana è invece stata subordinata nel 2012 da Belmokhtar al genero  ‘Umar Ould Hamaha, già attivo in MOJWA (i due si sono conosciuti alla fusione fra MOJWA e la Brigata Mascherata, confluiti in al-Murabitun) e Ansar al-Din. Si tratta di un collettivo a maggioranza tuareg, la sua roccaforte è nella città di Gao. Entrambi i gruppi, seppure di dimensioni modeste (300-500 persone), contano su strettissime alleanze con i molti gruppi fuoriusciti da AQIM negli ultimi anni.

MAROCCO ED EGITTO– Vi sono poi altri due gruppi di stampo Ansar al-Shari‘a, che però non sembrano comunicare con il resto dell’ambiente appena esposto. Ansar al-Shari‘a Maghreb è stato fondato nel settembre 2012, non ha territorialità e anzi oggi sembra essere attivo solamente online. Incentrato sulla da‘wa, AS Marocco rifiuta la violenza e la lotta armata quale mezzo per arrivare all’implementazione della legge islamica. Nei primi mesi di vita è stato particolarmente attivo tramite l’organizzazione di manifestazioni e proteste: tuttavia il gruppo non gode del vuoto di potere presente negli altri territori su cui insiste AS, per questo motivo non riesce a imporsi ideologicamente. Inoltre AS Marocco subisce la presenza di un altro gruppo di da‘wa, molto più seguito,  il cui nome è traducibile in Comitato per la difesa dei detenuti islamici”: ivi sono confluiti i veterani marocchini del jihad afghano.

 

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In Egitto invece fra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 sono stati fondati due collettivi ascrivibili ad Ansar al-Shari‘a. Il primo, Jama’a Ansar al-Shari‘a, è  nato come gruppo non-violento e di solo proselitismo; il secondo, al-Tali‘a al-Salafiyya al-Mujahidiyya Ansar al-Shari‘a, è stato fondato nel Sinai: attivamente impegnato nel combattimento, il gruppo ha cooperato con Ajnad Misr, Ansar Bayt al-Maqdis e Muhammad Jamal Network. Fra le sue fila opera Muhammad al-Zawahiri, fratello del leader di AQ. I due gruppi sembrano essersi congiunti verso la fine del 2013, con uno spostamento di combattenti in ambo i sensi ( Sinai – Egitto continentale) e un costante intercambio operativo. Dopo la recente alleanza fra Ansar Bayt al-Maqdis e lo Stato Islamico, AS Egitto sembra essersi dedicato ad azioni a più basso profilo ed evita di esporsi eccessivamente, avendo interrotto anche il flusso propagandistico della sua agenzia mediatica al-Bayyan.

Marco Arnaboldi

Un chicco in più

Proponiamo il seguente report dell’ ICCT su Ansar al-Sharia Tunisia e i suoi rapporti col resto della scena jihadista.

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