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L'impressione pittorica "Rewind it" dell'artista A. Powers-Fudyma, dedicato all'attentato di Boston.

I numeri del terrorismo in 5 punti

Miscela Strategica – Quanti attacchi terroristici ci sono stati nel mondo nel 2013? Quante vittime hanno provocato? Quali sono i Paesi più esposti? Il rapporto sul terrorismo appena pubblicato risponde a queste e altre interessanti domande. Noi ne abbiamo individuate 5 fondamentali

IL REPORT AMERICANO – Recentemente è stato pubblicato dal Dipartimento di Stato americano il rapporto sugli attacchi terroristici per l’anno 2013. I dati sono elaborati in collaborazione con l’Università del Maryland e contenuti in un database (Global Terrorism Database) che raccoglie le statistiche di più di 113 mila attacchi terroristici dal 1970 ad oggi.

1) Quali sono le conseguenze degli attacchi sferrati nel 2013?

Nel 2013 sono stati portati a termine oltre 9700 attacchi terroristici in tutto il mondo, che hanno causato quasi 18 mila morti, oltre 32500 feriti e quasi 3 mila persone rapite o prese in ostaggio. Rispetto al 2012 c’è stato un maggior numero di attacchi (3mila attacchi in più), di vittime (7mila morti in più), un aumento del 50% dei feriti e quasi il doppio dei rapimenti.

2) Quali sono i Paesi più colpiti dai terroristi?

Nel 2013 i Paesi colpiti da attentati terroristici sono stati 93 ma più della metà degli attacchi, oltre il 65% dei morti e quasi il 75% dei feriti si sono registrati in soli tre Paesi (Iraq, Pakistan e Afghanistan).

Il Paese più colpito è stato l’Iraq, con quasi 2500 offensive di matrice terroristica che hanno causato oltre 6 mila vittime e quasi 15 mila feriti (la metà del numero globale di feriti dal terrorismo lo scorso anno). Nei dieci Paesi che hanno subito più attacchi rientrano Pakistan (1900 attacchi e 2300 vittime), Afghanistan (1100 attacchi con più di 3mila vittime), India (600 attacchi e 400 vittime), Filippine, Tailandia, Nigeria, Yemen, Siria e Somalia. Questi dieci Paesi sono stati i più colpiti anche nel 2012 (in cui il Pakistan guidava la classifica davanti a Iraq e Afghanistan). Impressionante il trend iracheno che ha visto, secondo il Global Terrorism Database, raddoppiare il numero degli attentati rispetto al 2012 con un aumento del 162% del numero delle vittime.

Resti di un attacco terroristico a Baghdad. L'Iraq è il Paese più colpito di sempre.
Resti di un attacco terroristico a Baghdad. L’Iraq è il Paese più colpito di sempre.

3) Quali sono i gruppi terroristici più attivi?

Degli oltre 9 mila attentati, circa un terzo è stato ricondotto a gruppi noti. Di questi 641 (e 2340 vittime) sono attribuibili ai Talebani, oltre 400 attacchi da parte dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL) hanno causato più di 1700 morti. Il terzo gruppo per numero di attentati è Boko Haram, i cui 213 attentati hanno ucciso quasi 1600 persone (come media sono il gruppo che mette a segno gli attacchi più letali, con una media di oltre sette vittime per ogni atto terroristico). Nelle prime dieci posizioni sono presenti anche i Maoisti indiani, Al-Shabaab, Tehrik-i-Taliban Pakistan, il Nuovo esercito del popolo (comunisti operativi nelle Filippine), Al-Qaeda nella Penisola araba (AQAP), le forze armate rivoluzionarie colombiane (FARC) e il BIFM ossia il movimento di liberazione islamico filippino.

4) Quali sono le tattiche più usate?

Secondo il GTD la tattica più comune è composta da attentati esplosivi seguiti da attacchi armati. Tenendo separati i vari modi di azione si nota la prevalenza di attentati esplosivi nel 57% dei casi, anche se si è registrato un calo (non in assoluto, bensì relativo) rispetto al 2012, in cui l’uso di bombe ed esplosivi rappresentava il 62% del totale. Anche la quota degli assalti armati è in calo rispetto al 2012 dal 25% al 23%. Una crescita si registra nella percentuale di azioni che comportano omicidi, rapimenti ed ostaggi.

Nel 2013 si sono registrate 510 azioni suicide che hanno causato 3800 morti e oltre 7700 feriti, risultando 5 volte più letali di azioni non suicide.

5) Quali sono gli obiettivi più sensibili?

Gli obiettivi più colpiti sono cittadini e proprietà private (in più di un terzo dei casi). Altrettanto sensibili sono le forze di polizia e le istituzioni governative, con circa 3700 attacchi subiti. Gli attentati a maggior mortalità sono stati eseguiti contro figure e istituzioni religiose con una media di 3,1 vittime per ogni attacco (un incremento del 21% rispetto al 2012). In leggera crescita sono gli attentati contro istituti scolastici dai 325 nel 2012 a 354 del 2013, concentrati soprattutto in Pakistan, Afghanistan, Iraq, India e Bangladesh.

Davide Colombo

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