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Società militari e di sicurezza private: una prospettiva economica

Miscela Strategica – L’applicazione di una prospettiva di analisi economica alla privatizzazione della violenza, tradizionalmente appartenente alla sfera politica, è in grado di fornire strumenti nuovi per comprendere il mercato della sicurezza e i suoi protagonisti indiscussi: le società militari e di sicurezza private (PMSCs). 

IL MERCATO DELLA SICUREZZA – A partire dalla fine della Guerra Fredda il mercato dei servizi militari e di sicurezza erogati da entità private ha sperimentato una crescita senza precedenti, in netta controtendenza rispetto all’andamento economico globale. Analizzando l’andamento della domanda di servizi di sicurezza privati prima e dopo la crisi economico-finanziaria del 2008 è possibile notare come il mercato della sicurezza non solo non abbia risentito degli effetti della recessione, ma sia addirittura cresciuto, passando da 138,6 miliardi di dollari nel 2007 a 152,5 miliardi nel 2009. Inoltre, le previsioni attuali segnalano che tale crescita non sia in procinto di rallentare: secondo le stime elaborate dal Freedonia Group, il tasso di crescita del 7,4%, spingerà la domanda del mercato della sicurezza a raggiungere i 218,4 miliardi di dollari nel 2014 e addirittura i 244 miliardi nel 2016.
La tendenza a esternalizzare funzioni legate alla sicurezza, fino a questo momento di esclusiva competenza dello Stato, dai Paesi occidentali più sviluppati quali Stati Uniti e Regno Unito in cui il fenomeno ha avuto origine, si sta rapidamente diffondendo su scala globale. Sebbene le stime prevedono che la domanda più consistente continuerà a provenire dal Nord America (32%), la crescita sarà guidata dai Paesi emergenti di Asia (24%), Europa Orientale, Africa e Medio Oriente, in cui il mercato della sicurezza è ancora relativamente poco sviluppato. In particolare, saranno Cina, India, Russia, Sudafrica e Messico a poter vantare una crescita a due cifre. 

L’EVOLUZIONE IN MULTINAZIONALI – Analizzando più nel dettaglio l’evoluzione del mercato della sicurezza negli ultimi decenni è possibile osservare come l’andamento non si discosti radicalmente dalle dinamiche delle imprese che operano nei mercati più tradizionali, come per esempio per il settore dei beni di largo consumo.
Sebbene alcune società militari e di sicurezza private possano vantare di affondare le proprie radici alla fine della Seconda Guerra Mondiale, è solo a partire dagli anni Novanta che queste sono state in grado di muoversi in maniera determinante sullo scenario internazionale.
Il precursore delle moderne società militari e di sicurezza private è considerata la sudafricana Executive Outcomes (EO), impresa che ha operato in Africa durante il corso degli anni Novanta ed ancora oggi rappresenta il modello su cui si basano tutte le società del settore.
Tali imprese, seguendo l’evoluzione della domanda del mercato, che richiede al contempo una presenza sempre più globale e una specializzazione sempre più locale, sono state in grado di espandersi fino a trasformarsi in delle vere e proprie imprese transnazionali, costituite da una rete flessibile e interconnessa di aziende specializzate sotto l’ombrello di una struttura corporativa globale.
È questo il caso della statunitense DynCorp International, società di servizi nei mercati della difesa, della sicurezza e della logistica destinati a enti governativi. Il colosso, fondato da due veterani americani nel secondo dopoguerra, si posiziona al 23esimo posto tra le più grandi compagnie di difesa degli Stati Uniti, con 2,4 miliardi di dollari di armi vendute, un profitto totale di 9 milioni di dollari e 25mila dipendenti impiegati in più di 35 Paesi del mondo. Nel 2010, il 96% del fatturato totale, stimato in oltre a 3 miliardi di dollari, proveniva da contratti siglati con il Governo federale di Washington.

La dimensione finanziaria del fenomeno PMSC è in crescita
La dimensione finanziaria del fenomeno PMSC è in crescita

LE OPERAZIONI DI ACQUISIZIONE – Il processo di internazionalizzazione accelerato di cui si sono rese protagoniste queste imprese negli ultimi decenni è stato possibile tramite operazioni di fusione con aziende di pari grandezza o acquisizione di numerose compagnie più piccole (più di 40 nel caso della DynCorp), seguendo quindi un percorso di crescita tipico delle imprese di grandi dimensioni dell’economia tradizionale.
L’obiettivo che viene perseguito attraverso le acquisizioni è la ricerca di vantaggi che possono essere di natura economica (economie di scala), vantaggi di accesso (l’accesso a nuove conoscenze o nuove nicchie di mercato) o vantaggi di natura strategica (la diversificazione).
Nella maggior parte dei casi, l’acquisizione consente loro di entrare più velocemente nel mercato prescelto, sfruttando un marchio già conosciuto e affermato a livello locale e garantendosi l’accesso ai canali di distribuzione e alla clientela già fidelizzata. Un esempio è l’impresa svedese Securitas AB, società leader mondiale nel settore della sicurezza, che allo scopo di penetrare rapidamente nel mercato statunitense nel 1999 acquisì la Pinkerton, diventando la più grande compagnia di sicurezza del mondo. Nel 2000 seguirono ulteriori acquisizioni di imprese americane di servizi di sicurezza quali Burn International, First Security American Protective Services, Doyle Protective Service, Smith Security e APG Security che garantirono alla Securitas AB la posizione di leader nel mercato degli Stati Uniti. Attualmente la Securitas AB fattura più di 10 miliardi di dollari e impiega più di 300mila addetti in 51 Paesi del mondo.
Attraverso le acquisizioni, le società militari e di sicurezza private possono quindi mantenere una presenza globale, ma allo stesso tempo garantirsi un’immagine forte e affidabile e la fedeltà degli attori a livello locale, sfruttando a pieno i mercati di nicchia attraverso una struttura snella e flessibile garantita dalle aziende controllate.

Prevista distribuzione delle rendite dei PMSC nel 2016 per regione
Prevista distribuzione delle rendite dei PMSC nel 2016 per regione

LE PMSCs NEL MERCATO FINANZIARIO – Come la maggior parte delle imprese multinazionali, le compagnie militari e di sicurezza private sono società registrate legalmente, spesso aventi sede in paradisi fiscali, e, sempre più, direttamente o indirettamente quotate in Borsa.
Negli anni di recessione che hanno caratterizzato la fine del XX secolo, le quotazioni di queste società sono state tra le uniche a registrare un tasso di crescita doppio rispetto a quello medio del Dow Jones. Gli attacchi terroristici dell’11 settembre e la recente “guerra al terrorismo” hanno contribuito a far registrare un incremento della domanda del mercato della sicurezza, dando così nuovo slancio alle quotazioni in Borsa di queste società. Esemplare fu il caso della Northrop Grumman Company, le cui azioni a un anno esatto dallo scoppio della guerra in Iraq (aprile 2003-aprile 2004) erano cresciute del 25,4%.
L’esplosione in Borsa del mercato internazionale della sicurezza ha fatto in modo che le operazioni di acquisizione e fusioni non rimanessero confinate all’interno delle società militari e di sicurezza private, ma iniziassero ad attirare anche aziende di comparti economici differenti e i grandi gruppi di Private Equity, che hanno percepito la privatizzazione della sicurezza come un ottimo investimento dal punto di vista finanziario.
L’interesse dei gruppi di Private Equity a fare acquisizioni nel mercato della sicurezza si concentrano su imprese ad alto margine di profitto, che caratterizzano alcuni settori della sicurezza come la biometrica o la sicurezza elettronica, mentre altre ricercano grandi compagnie di sicurezza per avere una piattaforma dalla quale partire e svilupparsi nei successivi 5 anni, in previsione di rivendere alla fine dei 10 anni di durata di vita del fondo. Una delle ultime gradi transazioni di questo genere è stata l’acquisizione della U.S. Security Associates Holdings da parte della Goldman Sachs nel luglio del 2010.
Le dimensioni economiche di tale fenomeno sono una chiara indicazione del fatto che un qualsiasi dibattito relativo al futuro delle Forze Armate e ai processi di privatizzazione della sicurezza non possa limitarsi a un percorso di analisi che prenda in considerazione solo la sfera politica. Un approccio economico alla questione è necessario per ampliare la visione della vicenda, che altrimenti risulterebbe limitata: l’inclusione nell’analisi di tutti gli elementi economici rilevanti può permettere di comprendere più a fondo i fattori alla base di una crescita così esponenziale e valutare meglio l’impatto complessivo del dinamismo di questo mercato sullo scenario globale.

Martina Dominici

2 comments
Jomini
Jomini

Onestamente non capisco il senso di questo articolo. Oltre a trovarlo non particolarmente utile (nel senso che se si cambiano i nomi delle aziende e il settore merceologico, un'analisi così asettica potrebbe essere riprodotta continuamente) mi chiedo quale sia il senso attribuitogli dall'autrice. Cosa si intende per compagnie militari e di sicurezza private? di cosa si occupano? dove sono state impiegate e per cosa? Penso che queste siano le informazioni che possono interessare un lettore mediamente informato di questioni di politica internazionale. Poi cosa intende per approccio economico, solo un'enumerazione di dati? E ancora, una buona lettura di Machiavelli o Clausewitz forse può far comprendere che laddove si parla di sicurezza e difesa non si può fare a meno di ricorrere all'approccio politico, del resto se le compagnie di sicurezza privata (ripeto che una definizione sarebbe stata utile a capire l'oggetto dell'articolo) sono solo compagnie di mercenari non stiamo parlando di niente di nuovo. Se invece l'approccio economico è riferito al fatto che bisogna fare un'analisi costi-benefici già Sun Tzu ne scriveva tempo fa ("tempo fa" per così dire...).