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Un mese di riforme

Appuntamento mensile con l’editoriale di Miscela Strategica. Anche questo mese abbiamo avuto modo di fare un giro del mondo, abbiamo parlato di Italia, Cina, USA, Russia, Turchia. Un argomento su tutti ha primeggiato: le riforme degli strumenti militari.

 

DIMMI COME TI ARMI … – E’ interessante notare come il modo in cui un Paese tratta ed equipaggia le proprie forze armate sia indicativo delle proprie intenzioni future. Ma non del tutto. Oggi gli scenari politici cambiano velocemente ed è difficile prevedere come l’ordine internazionale muterà nei prossimi 5-10 anni. Di conseguenza, come avrete notato, nonostante le differenze dottrinali, tutti parlano oggi di flessibilità e molto meno di difesa della nazione. I principali Paesi prevedono di proiettare le proprie forze a grande distanza più che in passato, sentono di essere coinvolte in un numero maggiore di scenari in cui l’uso della forza, sebbene limitato, sia una procedura standard per mostrare la bandiera ma anche per ribadire la propria volontà di influenzare una determinata regione o un determinato trend.

 

VISIONE DI INSIEME –  La prima conseguenza del  Mondo multipolare, se così vogliamo definire l’ordine internazionale regolato da attori multipli, è che i principali protagonisti hanno obiettivi differenziati e non necessariamente in conflitto diretto tra loro. Questo si ripercuote direttamente sulla visione che ciascun attore ha delle proprie forze armate e sul modo in cui le adegua al presente ed al futuro. Ad esempio, abbiamo visto che la NATO di oggi vede nella lotta al terrorismo la propria missione principale. La Russia, invece, si prepara ad affrontare turbolenze e separatismi in Asia centrale, pur attirata dai movimenti ad est e allungando lo sguardo anche verso l’Artico. Cina  e Stati Uniti, invece, sembrano giocare la stessa partita. Eppure le loro forze armate seguono percorsi di evoluzione e filosofie di impiego diversi, sintomo forse di strategie globali che si intersecano ma solo in alcuni punti. La visione di insieme che se ne ricava sembra confusionaria e forse lo è davvero. Eppure aiuta a comprendere come le relazioni internazionali odierne si muovano in direzioni spesso inaspettate e, soprattutto, non dovendo più rispettare un ordine internazionale statico, con tempistiche estremamente ridotte. Per essere pronti bisogna necessariamente osservare la mappa dall’alto e capire in anticipo chi si sta muovendo e in quale direzione. Facile a dirsi, ci vorrebbero i satelliti… beh, questo mese abbiamo anche quelli. Ed è un’eccellenza tutta italiana, una volta tanto!

 

 

Marco Giulio Barone

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